Il DNA scoverà l’assassino di Yara?

YaraGambirasio.jpgChe si sia finalmente vicini all’individuazione del colpevole – o dei colpevoli – dell’assassinio della povera Yara Gambirasio, avvenuto quasi un anno fa?

Le ultime indiscrezioni sembrano condurre in questa direzione, visto che il DNA rilevato sugli indumenti di Yara è stato identificato e ritenuto similare a quello di un ceppo di DNA locale della zona di Brembate. Il che lascia supporre che qualche familiare del presunto assassino possa essersi sottoposto al test del DNA aiutando gli investigatori a restringere il cerchio delle indagini attorno ad un presunto colpevole.

La notizia è stata smentita dal PM che segue il caso e non poteva essere altrimenti, vien da pensare.
Il fatto positivo è che le indagini continuano e nonostante tutte le difficoltà del caso qualcosa di positivo emerge.

Auguriamoci che i prossimi giorni arrivino altre buone notizie per quello che riguarda la risoluzione di questo mistero, perchè la povera Yara merita giustizia e chi si è coperto di una colpa così tremenda non può rimanere impunito e libero, libero di vivere e muoversi come nulla fosse successo.

Continuiamo a monitorare la vicenza, nella speranza di poter presto scrivere la parola fine su questo caso, con nome e cognome del o dei colpevoli.

Venerdì 28 maggio i funerali della piccola Yara

yara-gambirasio-lettera-anonima.jpgAdesso è ufficiale: sabato 28 maggio si terranno i funerali della povera Yara Gambirasio, la ragazzina scomparsa una sera di novembre dello scorso anno e ritrovata morta a fine febbraio 2011.

I funerali si terranno all’interno del palazzetto dello sport di Brembate Sopra, il suo paese, e saranno celebrati dal vescovo di Bergamo Mons. Francesco Beschi, con inizio alle ore 11:00.

Anche in questa occasione la famiglia chiede ai mass-media il massimo riserbo ed il massimo rispetto per il loro dolore: proprio questo aspetto del vivere il proprio dolore in silenzio all’interno della propria famiglia, lontani dal clamore dei mass-media, rivela a mio modo di vedere il grande spessore morale del papà e della mamma di Yara.

Non hanno mai cercato il microfono per fare dichiarazioni a mezzo stampa, per apparire, per urlare il loro dolore, la loro frustrazione per questa figlia scomparsa prima nel nulla e poi trovata cadavere.

Hanno sempre vissuto la loro tragedia in silenzio, in privato, chiedendo (e raramente ottenendo) che i mass-media avessero rispetto per la loro privacy.
Una grandissima lezione la loro, in un periodo come questo dove tutto diventa un “grande fratello”, dove soprattutto il dolore deve essere reso pubblico perchè “fa audience”.

Capita spesso di apprendere una notizia tragica al TG e all’interno dello stesso servizio vedere i genitori o i figli della vittima essere intervistati per rendere pubblico il proprio dolore… una “moda” che personalmente non condivido perchè prima di tutto non necessaria (a chi interessa “scoprire” che una madre è triste perchè è morto il figlio? Non è forse già facilmente immaginabile un dolore simile?) e secondariamente perchè poco educativa (passa il messaggio che tutto è pubblico, e così invece non è).

Ora non resta che attendere che anche la giustizia arrivi ad una conclusione e che il colpevole – o i colpevoli – di questo efferato delitto siano arrestati e condannati com’è giusto che sia.

Sabato tutta Bergamo – forse è più appropriato dire tutta l’Italia – piangerà per Yara, un angelo strappato ai suoi affetti troppo presto da una mano violenta ed assassina.