Il mistero di Yara si infittisce sempre più

yara_gambirasio_ricerche1.jpgIl caso di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate sparita in una sera di Novembre 2010 e poi ritrovata cadavere dopo qualche mese, resta ancora irrisolto e torno a far parlare di sè.

Sono 2 gli ultimi risvolti temporali che pongono una prospettiva alquanto tetra su questo caso: prima l’assunzione da parte dei genitori di Yara di un investigatore privato, affinchè lavorasse sul caso e portasse qualche risultato utile alla scoperta del o degli autori dell’efferato assassinio.

Di pochi giorni fa è invece la notizia della raccolta firme avviata dal consigliere e assessore regionale al Territorio Daniele Belotti affinchè il pubblico ministero Letizia Ruggeri venga sostituito o affiancato da un collega più esperto e capace.

Come a dire: finora non hai portato risultati, fatti da parte.

Se però il primo fatto – l’assunzione di un detective privato – ci sembra alquanto naturale e comprensibile poichè ritengo più che normale che i genitori della povera Yara vogliano avere qualche elemento e qualche informazioni in più sulle dinamiche e sugli autori del delitto, il secondo fatto invece mi lascia alquanto sbigottito.

Anche dando per assodato che l’attuale PM non ha lavorato al massimo delle possibilità, perchè la politica deve interessarsi di questo caso e deve “metterci il becco”?

Non sarebbe più giusto che certe manovre vengano mosse dietro le quinte, senza che la gente comune ed i media lo vengano a sapere?

Quale è il motivo di una mossa così eclatante?

E’ vero che ci sono troppi dubbi e troppi passaggi ancora oscuri in questa vicenda – tanto per citarne uno: perchè la macchina sequestrata a Fikri quando venne bloccato sul traghetto diretto in Marocco non è stata analizzata dai RIS di Parma? – ma è pur vero che certe commistioni giustizia-politica fanno sempre venire brutti pensieri.

Meglio sarebbe se la politica agisse in modo discreto quando si relaziona con la giustizia, soprattutto quando di mezzo ci sono casi tristi e dolorosi come quello di Yara.

Il mistero insomma si arricchisce di nuovi colpi di scena ma l’assassino – o gli assassini – resta ancora sconosciuto.

Auguriamoci davvero che si sia ad un passo dalla risoluzione del mistero e che chi ha compiuto un delitto così ignobile ed efferato venga presto consegnato alla giustizia.

Pensare che persone che si portano nell’anima una colpa tanto grande siano ancora in circolazione mette il cuore in subbuglio.

Il DNA scoverà l’assassino di Yara?

YaraGambirasio.jpgChe si sia finalmente vicini all’individuazione del colpevole – o dei colpevoli – dell’assassinio della povera Yara Gambirasio, avvenuto quasi un anno fa?

Le ultime indiscrezioni sembrano condurre in questa direzione, visto che il DNA rilevato sugli indumenti di Yara è stato identificato e ritenuto similare a quello di un ceppo di DNA locale della zona di Brembate. Il che lascia supporre che qualche familiare del presunto assassino possa essersi sottoposto al test del DNA aiutando gli investigatori a restringere il cerchio delle indagini attorno ad un presunto colpevole.

La notizia è stata smentita dal PM che segue il caso e non poteva essere altrimenti, vien da pensare.
Il fatto positivo è che le indagini continuano e nonostante tutte le difficoltà del caso qualcosa di positivo emerge.

Auguriamoci che i prossimi giorni arrivino altre buone notizie per quello che riguarda la risoluzione di questo mistero, perchè la povera Yara merita giustizia e chi si è coperto di una colpa così tremenda non può rimanere impunito e libero, libero di vivere e muoversi come nulla fosse successo.

Continuiamo a monitorare la vicenza, nella speranza di poter presto scrivere la parola fine su questo caso, con nome e cognome del o dei colpevoli.

Daniel, un altro tragico lutto in bergamasca

212464_623716_0803fa44_11264181_medium.jpgLa gente bergamasca in questo periodo è doppiamente scossa: oltre alla tragedia di Yara Gambirasio, la giovane sparita di casa a fine novembre 2010 e ritrovata cadavere pochi giorni fa, ha trepidato, sperato ed infine pianto per la scomparsa di un altra giovane vita, quella di Daniel Busetti, il ventenne di Martinengo trovato cadavere in un bosco della provincia di Ivrea.

Daniel era scappato dove aver provocato un incidente nel quale pensava fosse rimasto ucciso un suo amico, e da allora si era aperta una vera e propria caccia all’uomo.
Obiettivo: raggiungere e convincere Daniel che nell’incidente da lui causato non c’erano state vittime, fortunatamente, e che i suoi amici e tutte le persone coinvolte se l’erano cavata con poco.

Purtroppo la ricerca non ha portato i frutti sperati e Daniel è stato rinvenuto una settimana dopo la data della sua presunta morte, avvenuta per assideramento.

Mi ha toccato molto la testimonianza del padre, che l’ha descritto come un angelo rannicchiato in preghiera mentre si addormentava stretto nella morsa mortale del freddo della notte di Ivrea.

Una tragedia nella tragedia perchè Daniel ha perso la vita pur non avendo fatto del male a nessuno, vittima di un tragico errore, stretto dal rimorso di aver ucciso qualcuno quando invece così non era.

Daniel adesso non c’è più ma auguriamoci che la sua morte sia di monito a quelli che con troppa leggerezza si mettono alla guida della propria automobile.
Siano essi giovani o meno giovani, che abbiano l’accortezza e la responsabilità di capire quanto è importante guidare con prudenza, per il bene proprio e di quanti come loro si trovano per strada.

 

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/03/212464_623716_0803fa44_11264181_medium.jpg)

 

Addio a Yara

yara-gambirasio-lettera-anonima.jpgSabato pomeriggio è purtroppo arrivata la notizia che non avremmo mai voluto sentire: in un campo in quel di Chignolo è stato ritrovato il corpo di Yara Gambirasio, cadavere.

Una notizia che ha gettato tutti nello sconforto, nel pianto, nell’incredulità e anche nella rabbia.

Chi in questi 3 mesi non aveva sperato affinchè Yara venisse ritrovata sana e salva e riportata all’affetto dei suoi cari? Chi in questi 3 lunghi mesi non aveva intimamente pregato perchè la piccola Yara fosse ancora viva ed il suo, o i suoi carcerieri la potessero liberare, mossi a compassione dell’atto disumano che stavano compiendo?

Sono stati 3 mesi di ricerche, di speranze, di sconforto, di lacrime, di preghiere, di cortei silenziosi, di silenzi e di lavoro, eppure oggi sembra che non siano serviti a nulla, che tutto sia stato inutile.

Yara è stata uccisa da una mano criminale che non ammette giustificazioni, su di lei è stato compiuto un qualcosa che non ha scusanti e che non merita attenuanti, una violenza che non ammette repliche.

Yara è diventata un angelo e le campane di Brembate sono state fatte suonare dal parroco, don Corinno, per festeggiare questa sua ascesa nel regno degli angeli, laddove il dolore non esiste più e dove invece regnano amore e dolcezza.

Dobbiamo lottare tutti, nel nostro piccolo, affinchè crudeltà come queste non avvengano mai più.
Dobbiamo darci da fare per un mondo migliore, ce lo meritiamo noi e se lo meritano i nostri figli.

Yara ha segnato la vita di molto di noi bergamaschi, di quanti hanno vissuto questa tragedia come se fosse parte della propria famiglia, pur non avendola mai conosciuta e vista, ma da subito il suo caso è entrato nelle nostre case lasciando un solco profondo nelle nostre coscienze.

Spiegare ai propri figli quel che è successo è stato difficile, nel cercare le parole ci si è resi conto di quanto assurda fosse la storia che si cercava di spiegare a loro, che vivono nell’innocenza e che non conoscono ancora la tremenda crudeltà del male.

A Yara va la nostra preghiera e in essa includiamo i suoi genitori, i suoi fratelli, che in questi 90 giorni hanno vissuto un incubo diventato ora tragedia.

Preghiamo per loro e preghiamo anche che giustizia venga fatta, che non ci si fermi finchè la mano che l’ha tolta ai suoi genitori non venga fermata per sempre.
Perchè chi compie un atto simile non merita niente se non giustizia: dura, forte, dolorosa, e giusta.

 

Sviluppi non buoni sulla scomparsa di Yara

Yara.jpgLa notizia letta su internet sabato sera verso mezzanotte è stata una di quelle che purtroppo lasciano spazio a poche speranze: un cittadino marocchino arrestato mentre cercava di rientrare in patria in nave, perchè sospettato di essere coinvolto nella misteriosa scomparsa di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa a Brembate Sopra 10 giorni fa.

La domenica le notizie susseguitesi durante la giornata non sono state delle migliori, come oramai penso tutti sospettavano: gli inquirenti pensano che Yara sia stata uccisa ed il suo corpo occultato, poichè questi sono i capi di imputazione a carico del cittadino marocchino, un ragazzo di 22 anni che lavorava nel cantiere del centro commerciale in costruzione nel quali i cani hanno più volte perso le tracce di Yara.

Purtroppo l’epilogo sembra oramai segnato, si cerca il corpo di Yara poichè le speranze di ritrovarla in vita sono ridotte praticamente a zero.

E allora, in presenza di un (per ora) presunto colpevole, si comincia a far uscire la rabbia, la frustazione, il nervosismo accumulato in questi giorni.

E ci si chiede chi possa far del male ad una ragazzina di 13 anni, cosa possa spingere un’adulto, giovane o meno giovane che sia, a far del male e addirittura ad uccidere una innocente. Perchè a 13 anni si è ancora innocenti.

Domande senza risposte, che già avevamo sentito nel caso di Avetrana ma che adesso ci colpiscono ancor più nel vivo perchè Yara è una di noi, una bergamasca, una della provincia, e quello che è successo a lei poteva succedere a qualsiasi altra ragazza del posto. Ad una nostra figlia, sorella, cugina, nipote, amica.

Terribile pensare a cosa stiano vivendo i genitori, i fratelli.
I genitori non hanno mai chiesto la luce delle telecamere, hanno vissuto il loro dolore con una dignità ed in un silenzio incredibile, che mi ha lasciato davvero stupito.
Sì, perchè nell’era della TV e dell’essere online e visibili sempre ed in ogni occasione, il loro vivere questo immenso dolore in silenzio e lontano dai clamori delle telecamera mi ha lasciato spiazzato.
Hanno vissuto e tuttora vivono il loro dramma con grandissima dignità, che qualcuno purtroppo ha scambiato per omertà, una cosa che proprio non c’entra nulla con il comportamento di questi genitori.

In settimana probabilmente ci saranno ulteriori sviluppi su questa terribile tragedia, a noi non resta che pregare e chiedersi come la nostra società possa essere arrivata a tanto, come possa essere caduta così in basso.

 

(foto presa da http://www.periodicoitaliano.it/wp-content/uploads/2010/12/20101128_yara_gambirasio_3-300×224.jpg)

Il mistero di Yara Gambirasio

yara.jpgAuguriamoci che il caso di Yara Gambirasio, la 13enne scomparsa venerdì sera da Brembate Sopra, paese dove risiede assieme alla sua famiglie, non si trasformi in un altro caso Sarah Scazzi.

Auguriamocelo innanzitutto per l’esito, purtroppo tragico, che il caso di Sarah Scazzi ha avuto.
Auguriamocelo perchè c’è una famiglia che sta soffrendo le pene dell’inferno da 3 giorni a questa parte, perchè non sapere dove si trova la propria figlia deve essere una sofferenza immane per un padre ed una madre.

Auguriamocelo anche perchè il tam-tam sui media che si è verificato nel caso di Sarah Scazzi è stato (e purtroppo continua ad esserlo) veramente vomitevole.

Intere trasmissioni televisive dedicate alla povera Sarah, al mistero della sua scomparsa, con uno stormo di esperti che si spendevano ad elaborare ipotesi di ogni tipo, cercando ogni giorno di trovare nuovi spunti per creare possibili nuovi scenari.
Fino all’epilogo tragico con la confessione dello zio ed il ritrovamento del cadavere della povera Sarah: da lì è iniziata la seconda ondata di trasmissioni, con gli stessi esperti che prima ipotizzano scenari di un tipo a ricrearne altri, quasi fosse una gara a chi “l’aveva detto…” come sarebbe andata a finire.

Auguriamoci che lo stesso non accada con Yara, auguriamoci che venga ritrovata quanto prima sana e salva e che tutta questa situazione si risolva al meglio, per il bene di Yara prima di tutto, e per i suoi familiari e quanti le vogliono bene.

Auguriamocelo anche per non dover assistere nuovamente ad un’altra sit-com stile Avetrana, con stormi di giornalisti, TV, inviati appostati fuori dalla casa della famiglia Gambirasio alla ricerca di scoop pazzeschi che possano gettare nuove luci su questa misteriosa scomparsa.

Anche perchè la possibilità di avere 5 minuti di notorietà fa brutti scherzi, e quanto accaduto con la testimonianza fasulla di un vicino di casa di Yara insegna.

Auguriamoci davvero che a breve si possa leggere che Yara è stata ritrovata, e che sta bene, e che tutti i mass-media se ne possano andare via da Brembate Sopra.

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2010/11/187396_584212_BIMBA09_10609091_medium.jpg)