Solidarietà e aiuto con la Raccolta di San Martino

raccolta_sanmartino_medium.jpgPuntuale come ogni anno arriva nel week-end un evento di solidarietà unico ed importantissimo, la Raccolta di San Martino, evento promosso dalla Caritas Diocesana Bergamasca.

In collaborazione con le parrocchie bergamasche, i gruppi e le associazioni di volontariato
parrocchiali aderenti all’iniziativa, si svolgerà su tutto il territorio della diocesi di Bergamo nella giornata di sabato 10 novembre questa raccolta di generi alimentari ed abiti dismessi che negli anni è diventata simbolo del riuso e della solidarietà dei bergamaschi.

Un evento che si tiene una sola volta l’anno e che è un segno del grande cuore e del grande anelito di solidarietà che fortunatamente ancora pervade l’animo di migliaia di bergamaschi, dalle valle al lago, dalla pianura alla citta.

Il ricavato della raccolta di San Martino verrà utilizzato per alimentare il progetto di Emergenza Terremoto Nord Italia, a favore delle popolazioni colpite dal terremoto nello scorso mese di maggio.

Mentre la raccolta di vestiti ed indumenti non più usati si terrà nella sola giornata di sabato 10 novembre, la raccolta di generi alimentari proseguirà anche lungo tutto il corso della prossima settimana, con il punto di raccolta degli alimentari fissato ad Urgnano presso la Cascina Battaina di via Cascina Battaina 901.

La raccolta di indumenti comprende abiti, maglieria, biancheria di adulti e
bambini, cappotti, coperte, tessuti di ogni genere, scarpe e borse, mentre sono esclusi carta, metalli, plastica, vetro e giocattoli.

Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere direttamente alla Caritas Diocesana Bergamasca di Via del Conventino 8 a Bergamo – Tel. 035. 4598400 – Fax 035.4598401 indirizzo e-mail:
caritas@caritasbergamo.it

La solidarietà di Bergamo verso i terremotati dell’Emilia Romagna

news-grana_padano_terremoto.jpgIl terremoto che ha colpito duramente la vicina Emilia ha esaltato ancora una volta il grande cuore dei bergamaschi.

Si è saputo dai mass media che uno dei grandi danni economici causati dal terremoto ha colpito proprio una delle eccellenza culinarie di quella regione, ovvero il Grana Padano, che in diverse celle è crollato frantumando le forme e obbligando così i proprietari a venderlo in tempi celeri onde evitare di buttarlo, con un danno economico ingentissimo.

Ebbene, la vendita di Grana Padano proveniente dalle zona terremotate dell’Emilia organizzato presso il Parco della Trucca ha fatto il cosiddetto botto: ben 1500 forme vendute in pochissime ore, anticipando la fine della vendita che era stata fissata per le 18 di domenica 10 giugno.

Una gara alla solidarietà che mette in mostra la grande voglia dei bergamaschi di aiutare chi sta male e di evitare anche il danno economico legato al deperimento di una delizia italiana come il formaggio Grana Padano.

La vendità del Grana contribuirà ad aiutare le oltre 7000 aziende agricole colpite dal terremoto, di cui circa 2000 messe letteralmente in ginocchio.

Un piccolo gesto dal significato grandissimo, sia sotto l’aspetto economico che quello morale.

Il terremoto avvertito anche a Bergamo

terremoto-modena-mega800-770x412.jpgLa scossa di terremoto di ieri mattina è arrivata fredda, pungente, inattesa. Letale nelle zone dell’epicentro modenese, fortunatamente non nel bergamasco.

Il terremoto sta diventando una costante delle nostre vite e le sta condizionando, più o meno pesantemente.
Trovarsi in una chiesetta del ‘300 per assistere ad una funzione religiosa e pensare costantemente a cosa fare alla prima scossa di terremoto è solo un esempio  e il sottoscritto lo ha vissuto proprio ieri.

Sembrerà eccessivo o paranoico ma il terremoto terrorizza proprio con queste modalità, perchè arriva quando meno te lo aspetti, quando tutto sembra passato e anche in zone, purtroppo va sottolineato, apparentemente non sismiche, come erano fino a poco tempo fa quelle che oggi sono l’epicentro del terremoto.

Anche Bergamo è zona sismica, ricordiamocelo, nei secoli passati un pesante terremoto sconvolte la città e provocò vittime ed il fatto che ad avere i danni più pesanti nel modenese siano soprattutto le costruzioni più antiche (castelli, torri) ci deve far pensare perchè noi abbiamo Città Alta e le mura Venete che potenzialmente oggi sono più a rischio che mai.
Con tutte le persone che dentro e vicino a questi monumenti ci vivono e ci lavorano.

Intanto in Emilia si continua a soffrire a causa degli effetti di questo sciame sismico che sembra originato da una nuova faglia e che oltre ai pesanti danni materiali ha anche portato morte, mietendo diverse vittime sia con gli episodi del 20 che del 29 maggio.

Un pensiero va a tutti coloro che soffrono e oltre il pensiero deve arrivare anche qualche azione, come quella di sostenere economicamente e materialmente la ricostruzione ed il supporto agli sfollati.

E’ nelle difficoltà che si vede il valore e lo spessore della gente e noi italiani, bergamaschi in primis, lo abbiamo sempre dimostrato.

 

 

(foto presa da http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2012/05/terremoto-modena-mega800-770×412.jpg)

Il terremoto in Val Seriana

terremoto.jpgLa novità degli ultimi giorni in terra bergamasca è senza dubbio rappresentata dalle lievi scosse di terremoto che hanno colpito il territorio, in particolare la Val Seriana, causando preoccupazione e anche qualche danno ad alcune chiese della valle.

La prima scossa è avvenuta martedi 11 maggio alle 3:14 di notte, una scossa di magnitudo 3.3 con epicentro tra Selvino e Albino.
La scossa ha svegliato parecchia gente nel sonno perchè l’epicentro era dislocato in una zona superficiale, a circa 4-5 km sottoterra.

Una seconda scossa è stata avvertita venerdi notte alle 5:35, questa volta di 2.8 di magnitudo, leggermente inferiore alla precedente, con epicentro a Nembro.

Gli esperti hanno rassicurato affermando che si tratta di scosse di assestamento, che tutto sommato “ci possono stare” in quanto la bergamasca non è una zona sismica ma sorge a ridosso delle prealpi orobiche e non lontana dalle alpi, e quindi è una zona dove un’attività di questo tipo è ritenuta normale.

Tanta la paura, dicevamo, soprattutto perchè non ci si ricorda di 2 scosse di terremoto avvenute a così breve distanza l’una dall’altra nel recente passato.
E’ vero che negli ultimi anni altre lievi scosse erano state avvertite, ma una frequenza così ravvicinata inquieta e preoccupa la popolazione della Val Seriana in primis e di tutto il bergamasco a seguire.

Danni gravi non sono stati segnalati se non quelli arrecati ad alcune chiese della Val Seriana: le scosse hanno in alcuni casi accentuato delle crepe già esistenti, in altri casi invece ne hanno create di nuove.
Parliamo delle chiese di Pagliaro, Bracca, Zubioni, Truchel, Frerola e Sambusita di Algua e Trafficanti di Costa Serina, della cappelletta di Levrit a Bracca, del campanile della parrocchiale di San Lorenzo a Costa Serina e della chiesa vecchia di Santa Maria Annunciata nella frazione di Ascensione.

E ora che succederà?
I sismologi, come detto, hanno rassicurato la popolazione ma non hanno escluso che altre lievi scosse, simili alle 2 già occorse, possano ripetersi nei prossimi giorni.

Manteniamo la calma, incrociamo le dita e… auguriamoci che tutto ciò diventi presto un lontano ricordo…

 

(foto presa da http://www.milano.forzanuova.info/blog/wp-content/uploads/2009/04/terremoto.jpg)

Terremoto di Haiti, aiuti anche da Bergamo

haiti1.jpgIl terribile terremoto che ha sconvolto l’isola caraibica di Haiti causando migliaia di morti (alcune stime parlano di 500.000 morti, ovvero quasi 4 volte gli abitanti della nostra città) ha lasciato sgomenti ed attoniti noi tutti.

In mezzo a tanta desolazione però ci sono anche delle notizie confortanti e queste riguardano la macchina dei soccorsi e degli aiuti che subito si è messa in moto, a poche ore di distanza dal terrificante evento.

Bergamo partecipa in questa gara contro il tempo per curare i feriti e recuperare quanti ancora sono sepolti sotto le macerie di case e palazzi: in particolare è pronto a partire l’ospedale da campo dell’Ana di Bergamo, che già fu utilizzato con successo dopo il terremoto in Abruzzo dell’aprile 2009.

L’Italia ancora una volta si dimostra un paese sempre pronto ad intervenire in casi di disperato bisogno come questi, successivi a tragedie di proporzioni immani.

La Regione Lombardia dal canto suo ha stanziato 200.000 euro destinati alle associazioni ONLUS che operano sull’isola: 100.000 euro per le operazioni necessarie al ripristino dell’ospedale e dell’orfanotrofio dell’isola, gestiti da Fondazione Francesca Rava onlus, e 100.000 euro per l’acquisto di beni di prima necessità, in questo caso gestiti dall’Avsi, Associazione volontari servizio internazionale.

 

(foto presa da http://www.apcom.net/bin/content_3/TopNews/imgs/C_3_TopNews_80600_foto.jpg)