La crisi taglia anche il prestito interbibliotecario?

camion.jpgChi ama i libri e frequenta, magari anche non assiduamente e regolarmente, le biblioteche di Bergamo e provincia conosce il servizio di prestito interbibliotecario provinciale.

Attivo nelle biblioteche della provincia, il servizio permette agli utenti registrati di poter prenotare da casa un libro, un manuale, una guida che non hanno trovato all’interno dell’offerta della propria biblioteca di riferimento o che non era al momento disponibile perchè già in prestito.

Un servizio molto apprezzato come si può facilmente capire perchè permette all’utente di avere a propria disposizione una biblioteca virtualmente quasi infinita, con tutte le novità più recenti ed anche i libri più difficili da cercare sempre (o quasi) a propria disposizione.

Purtroppo la crisi economica con i relativi tagli stanno mettendo a rischio anche questo apprezzatissimo servizio.
Servizio che, tutto sommato, non dovrebbe nemmeno comportare spesi ingenti se non quelle della benzina delle vetture che spostano i libri tra le varie biblioteche aderenti al servizio.

A Bergamo questo servizio collega i 5 sistemi intercomunali di tutta la provincia al sistema urbano della città permettendo così di avere un’unica libreria bergamasca dotata di migliaia e migliaia di libri pronti a raggiungere i loro lettori.

Un servizio utilissimo soprattutto per quelle piccole comunità che o non hanno una loro biblioteca comunale, oppure se ce l’hanno non possono permettersi di avere un numero fornito di libri e soprattutto le ultime novità letterarie.

I dati dicono che nel 2011 sono stati oltre 217 mila i lettori registrati che hanno usufruito di questo servizio, per un prestito complessivo di oltre 2 milioni di libri.
Oltre 400 mila i libri che si sono spostati da una biblioteca all’altra.

La speranza naturalmente è quella che almeno questo servizio non venga toccato perchè si andrebbe ad eliminare una eccellenza apprezzatissima ed utilissima da migliaia di bergamaschi.

Anche perchè, alla luce di tutte le sconcezze causate dalla classe politica di ogni livello, per una volta tanto sarebbe auspicabile che a pagare fossero loro e non sempre noi normali cittadini.