Class action atalantina contro Doni

Una class action ad opera dei tifosi della Dea contro Cristiano Doni: negli ultimi giorni questa notizia ha avuto spazio sui media locali suscitando opinioni diversi tra i tifosi e la gente “normale”.

Alla base dell’iniziativa c’è il desiderio di un gruppo di tifosi di vedere riconosciute le proprie ragioni nell’ambito dello scandalo calcioscommesse in cui l’ex-capitano ed ex-bandiera atalantina è coinvolto: la tesi dei tifosi che promuovono la class action è l’essere stati danneggiati materialmente e moralmente dal calcio-scommesse e nello specifico dall’operato di Doni.

Abbonamenti alle TV a pagamento per vedere le gare dell’Atalanta, biglietti dello stadio, ma anche giocate in ricevitoria che riguardassero l’Atalanta: tutto era già combinato e quindi gli ignari tifosi ne avrebbero ricavata un danno economico innanzitutto, ma anche morale visto che invece di spendere del tempo e  – soprattutto – della passione verso l’Atalanta avrebbero potuto rivolgere le loro attenzioni su altre cose.

Ora sarà interessante capire se il numero dei promotori della class action – a quanto pare una trentina – lieviterà con il passare dei giorni, e come si muoverà la società Atalanta.

Non dimentichiamo infatti che il presidente Percassi – colui che in passato aveva indicato Doni come un possibile futuro presidente… – aveva dichiarato in passato di valutare la possibilità di rivalersi contro chi aveva danneggiato così tanto l’Atalanta.

Danneggiata anche in questo caso sia economicamente che moralmente: danni di immagine, danni avuti dalla penalità dello scorso anno e da quella che ci sarà anche nel prossimo campionato, danni morali ai tifosi.

E chissà che anche altre squadre ed altre tifoserie si rivalgano contro i loro ex-beniamini… ne vedremmo sicuramente delle belle!!!

Super Atalanta: la salvezza è cosa fatta

9631.jpgOramai si può dire che l’Atalanta è praticamente salva: il successo nella partita di mezzogiorno di domenica 25 marzo segna con buona certezza il raggiungimento dell’obiettivo di inizio campionato.

Quella col Bologna è stata una partita super: 11 leoni in campo nonostante le diverse defezioni – su tutte l’attacco orfano del duo Denis-Marilungo – ed una prestazione da incorniciare grazie alla saggia conduzione di mister Colantuono.

E’ bello il fatto che a segnare i 2 gol siano stati proprio i sostituti di Denis e Marilungo: Gabbiadini finalmente ha giocato in scioltezza mettendosi in luce per tutta la partita e segnando il suo primo gol in Serie A, mentre il Tir si dimostra sempre utilissimo quando viene chiamato in causa.

Bravi a tutti i giocatori in campo perchè il Bologna è una squadra tutt’altro che semplice da affrontare: ha un trio d’attacco che vanta pochi eguali in tutta la serie A ed in generale la squadra bolognese ha quest’anno creato più di un problema anche a squadra di alta classifica.

Eppure contro questa Atalanta sembra ci sia poco da fare. Se in campo vanno determinati, i nerazzurri trovano pochi problemi a fare la partita ed a portarla in porto.
Oggi è sembrato di rivedere l’Atalanta di inizio campionato quando i 6 punti di penalizzazione vennero annullati in poche domeniche.

Bravi tutti a reagire alle tante avversità extra-calcistiche di quest’anno, bravo a Colantuono per aver costruito un gruppo solido e deciso, bravo al pubblico che quest’anno sembra ha sempre supportato la squadra anche quando sono sorti dei problemi con i risultati.

Una stagione davvero da incorniciare, ora servirà mantenere alta la tensione ancora per qualche partita.

Atalanta prima in classifica

denis_685x352.jpg.jpgIl titolo è forse provocatorio ma reale: senza la penalizzazione di 6 punti inflitta alla squadra di Bergamo per le notissime vicende legate al calcio-scommesse, la Dea sarebbe capolista solitaria in Serie A, davanti agli squadroni di Milano, Roma e alla Juve.

La partenza sprint della Dea è un fatto clamoroso ma reale e bellissimo che ha reso felici i tifosi in primis ma anche i tantissimi bergamaschi tifosi di alte squadre che però, diciamolo in tutta sincerità, un occhio di riguardo e simpatia per la Dea ce l’hanno sempre.

E quindi il fatto di aver azzerato la penalità in sole 3 partite ed in 4 essere già a centro classifica rende il popolo bergamasco fiero di questa società, dall’allenatore ai giocatori passando per tutta la struttura societaria.

Perchè se è vero che in campo ci vanno i giocatori bisogna però ammettere che è tutta la società che da questa estate da segno di lavorare con passione e rabbia per azzerare i punti di penalizzazioni inflitti per i fattacci del calcio-scommesse.

Soprattutto di rilievo sono le vittorie contro le dirette concorrenti Lecce e Novara, con i gioiellini del pareggio rabbioso e quasi vittorioso dell’esordio a Genova col Genoa e l’altra vittoria contro il Palermo, ex-squadra di alta classifica che però senza Pastore, Nocerino, Sirigu e Cassani ha perso un bel pezzo di potenziale.

Sorprese sono senza dubbi i goleador Maxi Morales e Denis ma io vorrei citare anche Schelotto e Bonaventura, 2 ragazzi che a mio avviso daranno tantissime soddisfazioni quest’anno ai tifosi bergamaschi.

Un plauso quindi a tutto l’ambiente nerazzurro, tifoseria compresa, con l’augurio che questa impetuosa cavalcata non si arresti subito ma prosegua dirompente fino alla quota salvezza.

Cara Atalanta, quanto mi costi!

atalanta,tifosi,stadio,abbonamento,serie a,percassi,crebergUn sondaggio online ha dato un responso impietoso: ben il 76% delle persone che vi hanno partecipato hanno bocciato la campagna abbonamenti dell’Atalanta per il prossimo campionato di serie A (a meno di ribaltoni della Giustizia Sportiva).

Troppo cari i prezzi degli abbonamenti, soprattutto quelli dei parterre e tribuna centrale e laterale, in alcuni casi schizzati verso l’alto come appare chiaramente dalla tabella pubblicata sull’Eco di Bergam online facendo un confronto con l’ultimo campionato di serie A del 2009-10.

Manca, secondo tanti tifosi atalantini che hanno scritto all’Eco di Bergamo, una vera e propria politica per le famiglie, prezzi abbordabili e promozionali per quei padri e madri che abbonano anche un figlio, per trasmettere alla prola l’amore per la Dea.

Le proteste hanno colpito i Percassi tant’è che è stata annunciata una imminente revisione ai prezzi in ottica bambini e famiglie, ma… io resto perplesso di fronte a queste lamentele.
E le trovo ingiustificate su tutta la linea.

Perchè?
Perchè i prezzi delle curve sono rimasti invariati e sono gli stessi di 2 anni fa, così come quelli della Creberg laterale coperta e scoperta.

Salgono i prezzi solo nei settori meno popolari, ovvero la tribuna centrale e la centrale Creberg, dove secondo me l’aumento ci può anche stare.
Perchè l’anno scorso i Percassi hanno fatto uno sforzo enorme arrivando praticamente quasi a regalare l’abbonamento per la serie B (curve a 50 euro!), mentre quest’anno c’è la massima divisione e i prezzi non potevano non subire un ritocco.

Se si pretende una squadra di livello, se si pretendono investimenti ed acquisti, beh, una mano la devono dare economicamente anche i tifosi, non ci si può limitare a tifare e basta. Altrimenti poi decade la famosa recriminazione dei tifosi “Paghiamo, quindi possiamo fischiare e protestare”.

Dai, una mano a questa Atalanta la devono dare tutti quelli che ci credono, dalla proprietà ai giocatori fino ai tifosi, perchè è con tutte le componenti allineate ed unite che si fanno i grandi campionati.

Più che l’abbonamento, personalmente mi preoccupa il caso scommesse: a breve arriveranno i responsi e l’Atalanta potrebbe ritrovarsi con 2 giocatori in meno e qualche punto di penalità.
Ecco, questo mi sembra un bel problema, non l’abbonamento. Che comunque verrà rivisto in ottica famiglie e bambini, c’è da… scommetterci!

Tempo di preparativi per Atalanta ed Albinoleffe

atalanta-tifosi.jpgEstate equivale a tempo di preparazione per le società sportive, comprese le nostre Atalanta ed Albinoleffe.

La Dea si appresta a vivere da protagonista il campionato di serie A, dopo l’anno di purgatorio in serie B e le polemiche e le paure legate al calcio scommesso che un giorno la vedo coinvolta, un altro invece no.
E’ rimasto mister Colantuono e questo è un bene, sono rimasti i capisaldi della promozione dalla serie B e anche questo è bene, adesso servirebbe però trovare il Bonaventura del prossimo campionato, ovvero quel giocatore che, partito in seconda fila, in corso d’opera si è rivelato una pedina fondamentale, indispensabile per gli equilibri vincenti della squadra.

Personalmente mi aspetto anche l’arrivo di un bomber di categoria, il classico numero 9 da 15 gol a campionato per portare la squadra alla meta della salvezza il primo possibile.
Gli attuali attaccanti in rosa non mi sembra possano ricoprire questo ruolo e difatti i numeri della scorsa stagione stanno lì a dimostrarlo.
Forse Marilungo potrebbe essere la bella sorpresa della stagione… visto l’investimento fatto dal presidente, è quasi un obbligo.

Fari accesi anche sull’Albinoleffe, che riparte dalle montagne sopra casa, quelle di Selvino.
Mondonico ha lasciato per curare i suoi problemi di salute e a lui vanno innanzitutto i più cari e sinceri auguri di buona e pronta guarigione, magari per vederlo nuovamente in panchina tra qualche mese, a dispensare consigli preziosi a mister Fortunato (speriamo il nome porti bene!).

La rosa è stata già in parte snellita con la rinuncia a tanti over 30 presenti in rosa lo scorso anno: Passoni, Sala, Bombardini tanto per citarne alcuni, ma non sono gli unici.
Si punterà inevitabilmente sui giovani, magari pescati nelle serie minori e lanciati in serie B con maestria e sapienza, come si è praticamente sempre fatto negli ultimi anni, forse meno solo nell’ultima stagione.

Per entrambe le compagini bergamasche una annata da vivere da protagoniste nelle rispettive categorie, con l’augurio che sia la Dea che l’Albinoleffe possano coronare i sogni di questa giornata di mezza estate.

Calcio scommesse e Doni: Atalanta a rischio?

doni.jpgCome un macigno è piombato su Bergamo e sull’Atalanta il vento delle scommesse che vedono coinvolto, ancora non è chiaro SE e in quale misura, il capitano della Dea Cristiano Doni.

Un lampo a ciel sereno che nessuno si aspettava e che nessuno voleva più vedere, dopo quanto accadde esattamente 10 anni fa con ancora protagonisti alcuni giocatori dell’Atalanta (e lo stesso Doni).

Immediatamente i più catastrofici hanno paventato una penalizzazione della Dea con declassamento all’ultimo posto della Serie B, con relativa retrocessione in Lega Pro, mentre i più ottimisti sottolineavano come tutto fosse da dimostrare, perchè in effetti Doni non è stato intercettato mentre parlava di scommettere alterando il risultato di una partita dell’Atalanta.

Stiamo a vedere come evolverà la situazione, che sicuramente già impatta negativamente l’ambiente dell’Atalanta: come programmare la prossima stagione se non si sa in quale categoria si giocherà? E se si dovrà fare la serie A con una penalizzazione, quanti giocatori accetteranno di restare per affrontare una impresa ardua come quella di una partenza ad handicap?

Non ci voleva proprio questo brutto affaire, il tutto adesso sta nelle mani della giustizia la quale comincerà con gli interrogatori degli accusati e quindi prenderà i suoi provvedimenti.

Tra gli accusati c’è anche il nostro Beppe Signori, il super bomber degli anni ’90 che a quanto sembra ricopriva un ruolo chiave nell’organigramma dell’intera organizzazione.

Una vicenda che rovina l’immagine di una icona come Signori, amato trasversalmente da tutti i tifosi italiani per il suo talento e la sua simpatia.

Il calcio scommesse torna quindi nuovamente protagonista del nostro calcio, auguriamoci che chi ha rovinato per l’ennesima volta questo gioco venga punito in maniera esemplare, sperando che l’Atalanta possa dimostrare la propria totale estraneità ai fatti e ne esca pulita.

A come Atalanta, A come Serie A!

229912_646506_ALBR2995_c_11668332_medium.jpgL’obbiettivo era uno solo, molto chiaro e molto preciso: centrare subito la promozione in serie A per evitare di rimanere inguaiati nell’inferno della Serie B per anni. E subito l’obbiettivo è stato centrato, con ben 3 giornate di anticipo dopo un campionato giocato praticamente sempre da protagonista.

E’ davvero enorme la gioia e la soddisfazione di tutti i supporters della Dea, il campionato di serie B era partito subito alla grandissima ma dopo qualche battuta a vuoto erano emerse perplessità sulla tenuta della squadra, sulla possibilità di poter condurre in porto il campionato così come si era progettato in estate, con una campagna acquisti di buon livello messa in atto dalla società.

Su tutti erano arrivati i 2 “gioielli” del precedente campionato di B, Pettinari e Ardemagni, ma entrambi non hanno giovato di una annata straordinaria.
I presupposti per una annata trionfale c’erano tutti e la vecchia guardia ha sicuramente contribuito alla grandissima a spingere la squadra verso la promozione.

Quando si centra un traguardo così importante i meriti vanno divisi tra tutti i componenti della rosa, io però voglio ricordare 3 giocatori su tutti: Doni, il capitano dei record, l’inossidabile bandiera e trascinatore vero dell’Atalanta, fuori e dentro il campo; poi Bonaventura, che è stato la bellissima sorpresa della squadra e sicuramente l’anno prossimo in serie A potrà mettersi ancora più in luce; per ultimo cito Capelli, perchè è uno che non molla mai, un bergamasco DOC che mette in campo grinta e voglia di arrivare alla meta, uno che magari non è dotato di mezzi da fuoriclasse ma sopperisce a questo con una grinta da campione.

E poi Colantuono e Percassi: il primo è stato tanto criticato per il poco gioco messo in mostra e credo – è una sensazione – che non verrà riconfermato, ma va comunque ringraziato per il grande lavoro svolto.
Il presidente invece si è dimostrato il degno successore di Ruggeri, che personalmente ritengo uno dei più grandi presidenti di sempre. Con Percassi arriverà anche il nuovo stadio e tutto lascia presupporre ad un futuro davvero roseo per tutti.

Adesso la squadra è attesa dagli ultimi impegni di campionato ma soprattutto dalla festa del 21 maggio, quando Bergamo dovrà essere letteralmente invasa dai colori nero e azzurro.

Perchè la serie A merita una festa… di serie A!!!

 

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/05/229912_646506_ALBR2995_c_11668332_medium.jpg)

Albinoleffe, il miracolo è diventato realtà quotidiana

Emiliano-Mondonico-torna-allAlbinoleffe.jpgE’ tutto merito della sfuriata di Mister Mondonico avvenuta all’indomani del pareggio casalingo a reti bianche contro la Triestina il successo dei biancazzurri in casa del Livorno?

Non lo sapremo mai perchè nel calcio è difficile coniugare causa ed effetto ma sicuramente il mister biancazzurro in settimana deve essersi chiarito per bene con qualche giocatore perchè il successo in rimonta dell’Albinoleffe a Livorno, contro una squadra che lotta per salire in serie A, è stato sicuramente un colpo in grande stile.

Quest’anno la squadra seriana si trova a disputare un campionato un pò anomalo, a mio avviso.

Partita con la solita dichiarata intenzione di salvarsi puntando a lanciare nel grande calcio qualche giovane giocatore, ha via via dovuto far leva su giocatori non più giovanissimi per sopperire ad assenze legate ad infortuni o a cali di rendimento.
E così i vari Bombardini, Zenoni, Regonesi e altri ancora sono diventati sempre più importanti e fondamentali per il gioco di Mondonico ed i risultati non sono tardati ad arrivare, fino al recente successo di Livorno, cercato e voluto perchè ottenuto in rimonta contro una squadra che occupa i piani alti della classifica cadetta.

Anche quest’anno la squadra seriana non sta deludendo le attese e c’è da scommettere che anche questo campionato ci riserverà, da qui a Giugno, ulteriori piacevoli sorprese.

Sarebbe poi bello vedere esplodere qualche altro giovane, magari uno degli attaccanti o il tenace Previtali, o il bravissimo numero 1 Tomasig che a Livorno ha sfoderato parate portentose, degno erede di un certo Marchetti.

Tutti uniti a tifare Albinoleffe in quello che è l’ennesimo grande campionato di serie B giocato da questa bellissima squadra bergamasca.

 

E’ cominciata l’era Percassi-bis

percassi.jpgAdesso è ufficiale: l’Atalanta ha un nuovo presidente, l’imprenditore bergamasco del settore edile e della moda Antonio Percassi, già alla guida della Dea dal 1990 al 1994.

Il Percassi-bis è quindi partito con l’obiettivo dichiarato di scalare la serie A subito l’anno prossimo, perchè Bergamo deve avere un palcoscenico da serie A ma soprattutto perchè la Serie B comporta una perdita netta di 15 milioni l’anno.

Come cercherà di raggiungere la promozione in serie A l’Atalanta di Percassi?

Puntando sul valore storico della società, sul gioiello di sempre, ovvero il settore giovanile.
Percassi punta ad avere una prima squadra composta da 7-8 giocatori provenienti dal vivaio, quel vivaio che negli ultimissimi anni ha un pò zoppicato non rilasciando più giocatori degni della massima serie.

Il primo passo sarà la scelta dell’allenatore per la prossima stagione, una scelta che stando alle parole del presidente è già molto ristretta ad un paio di elementi e tra questi non sembra (purtroppo) esserci Lino Mutti, degno condottiero dell’ultima parte della stagione appena conclusa.

Stadio nuovo?
Beh, come poteva essere escluso questo punto quando a capo della Dea c’è il re degli impresari edili bergamaschi?
Si farà e sarà un gioiello da circa 20.000 posti, se poi la sede sarà a Grassobbio o da qualche altra parte questo ancora non è chiaro.

Insomma, sembra tutto pronto per ripartire alla conquista della serie A.

Doveroso mi sembra un ringraziamento al presidente uscente, soprattutto a Ruggeri-papà: un presidente che personalmente ho apprezzato tantissimo per lo spessore umano e per la decisione che lo ha sempre contraddistinto, anche quando si è trattato di andar contro i suoi stessi interessi.
Manca e mancherà tantissimo un uomo come Ruggeri, anche a questa nuova Atalanta che riparte con entusiasmo alla conquista della massima serie.

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2009/06/73469_390333_IMG_0870_6_7304081_medium.jpg)

L’Atalanta riparte dalla serie B

atalanta.jpgNella splendida giornata dell’83esima adunata nazionale degli Alpini, una festa di portata epocale che ricorderemo a lungo, è arrivato anche il verdetto finale del campionato dell’Atalanta, quel verdetto che la squadra nelle ultime domeniche era stata capace di rimettere in discussione ma che alla fine è arrivato in tutta la sua cocente crudeltà: retrocessione in serie B.

La sconfitta al San Paolo non lascia spazio a recriminazioni perchè il campionato la Dea lo ha perso ben prima della sfortunata trasferta napoletana.
Se andiamo a ritroso a ripercorrere il campionato 2009-10 troviamo tanti errori, tanta approssimazione, anche tanta sfortuna, tutti elementi che messi insieme hanno portato inevitabilmente all’attuale terz’ultimo posto che significa retrocessione in serie B con una giornata di anticipo sulla fine del campionato.

I 3 cambi di allenatore, l’appannamento di qualche giocatore chiave e un rendimento generale al di sotto delle attese, uniti ad una serie di sfortunati acquisti in sede di calciomercato hanno contribuito alla mediocre stagione nerazzurra.

Alla vigilia del campionato erano molte le voci che parlavano di una squadra ben costruita e ben assortita: era arrivato un allenatore giovane e voglioso di far bene, Gregucci, inesperto però di serie A, era arrivato Acquafresca per rimpiazzare Floccari e Barreto e Caserta per non far rimpiangere Cigarini.
Purtroppo Acquafresca si è rivelato il fantasma dell’ottimo bomber ammirato a Cagliari mentre Barreto ha praticamente saltato tutto il campionato per infortunio, mentre Caserta si è rivelato un mediocre giocatore, sicuramente non quello che serviva a questa Atalanta, tant’è che si è trovato costretta ad andare a richiamare De Ascentis, fermo senza contratto.

Tanti sono i rimpianti a significare che questa è, purtroppo, e fa male scriverlo, una retrocessione che ci si è guadagnati sul campo.
Ora bisogna ripartire cercando di tenere quel buono che in questa squadra c’é, a mio avviso a partire dall’allenatore: dopo 2 allenatori sfortunati (Gregucci e Conte) ne è arrivato uno capace, bravo, determinato, preparato e amante della Dea. Allora, perchè cambiare tanto per cambiare?

Dopo l’allenatore bisogna guardare alla squadra: ringraziamo e pensioniamo chi non è più all’altezza di reggere i ritmi dei campionati ad alto livello (e la Serie B è sotto l’aspetto fisico e mentale stressante come pochi altri tornei) e compriamo giocatori motivati ad emergere, prendendo esempio da quello che fanno ogni anno i nostri cugini dell’Albinoleffe.

La serie B è l’occasione buona per rifondare dalle basi, società compresa, per rinnovarsi senza snaturarsi e ricominciare a macinare vittorie per risalire verso la serie A.
Sono pronto a scommettere che si lavorerà in questa direzione se si sarà capaci di rimanere tutti uniti. Forse questo è il punto più arduo, speriamo si riesca a far quadrato e remare tutti insieme nella stessa direzione, società, giocatori e tifoseria.
Per il bene dell’Atalanta.

 

(foto presa da http://digilander.libero.it/ExtremaThule/Stadio/StadioAtalanta.jpg)