Class action atalantina contro Doni

Una class action ad opera dei tifosi della Dea contro Cristiano Doni: negli ultimi giorni questa notizia ha avuto spazio sui media locali suscitando opinioni diversi tra i tifosi e la gente “normale”.

Alla base dell’iniziativa c’è il desiderio di un gruppo di tifosi di vedere riconosciute le proprie ragioni nell’ambito dello scandalo calcioscommesse in cui l’ex-capitano ed ex-bandiera atalantina è coinvolto: la tesi dei tifosi che promuovono la class action è l’essere stati danneggiati materialmente e moralmente dal calcio-scommesse e nello specifico dall’operato di Doni.

Abbonamenti alle TV a pagamento per vedere le gare dell’Atalanta, biglietti dello stadio, ma anche giocate in ricevitoria che riguardassero l’Atalanta: tutto era già combinato e quindi gli ignari tifosi ne avrebbero ricavata un danno economico innanzitutto, ma anche morale visto che invece di spendere del tempo e  – soprattutto – della passione verso l’Atalanta avrebbero potuto rivolgere le loro attenzioni su altre cose.

Ora sarà interessante capire se il numero dei promotori della class action – a quanto pare una trentina – lieviterà con il passare dei giorni, e come si muoverà la società Atalanta.

Non dimentichiamo infatti che il presidente Percassi – colui che in passato aveva indicato Doni come un possibile futuro presidente… – aveva dichiarato in passato di valutare la possibilità di rivalersi contro chi aveva danneggiato così tanto l’Atalanta.

Danneggiata anche in questo caso sia economicamente che moralmente: danni di immagine, danni avuti dalla penalità dello scorso anno e da quella che ci sarà anche nel prossimo campionato, danni morali ai tifosi.

E chissà che anche altre squadre ed altre tifoserie si rivalgano contro i loro ex-beniamini… ne vedremmo sicuramente delle belle!!!

Lega nella bufera, i Bossi si dimettono. E adesso?

img_20719_28515.jpgPasqua e Pasquetta piuttosto agitate in casa Lega, a causa del recente scandalo dei fondi del partito che venivano – stando alle accuse – sottratti per scopi personali da parte di Bossi e figli.

L’ennesimo scandalo politico ha toccato questa volta la Lega, proprio quel partito che era nato oltre un ventennio fa come movimento di denuncia degli sprechi e delle ladrate romane.

Roma Ladrona è diventato presto lo slogan dei leghisti e per un ventennio questo moto ha indignato e coalizzate forze di ogni età ed ogni ceto intorno al verde di Bossi & C.
Si è poi arrivati alla decisione di creare un vero e proprio stato indipendente del nord, la famosa Padania, come ultima ratio nei confronti di Roma.

Adesso, colpo di scena, si scopre che le stesse malefatte romane erano prassi comune e ripetuta anche in casa Lega, ma che soprattutto erano messe in opera – sempre stando alle accuse – proprio dai vertici della Lega.

Prima abbiamo assistito alla dimissioni di Bossi, un vero e proprio terremoto politico senza precedenti per la Lega, a Pasquetta sono arrivate anche quelle di Renzo Bossi, il famoso “trota”: il quale le ha motivate dicendo che voleva dare l’esempio.

Vabbè, meglio sorvolare su qualsiasi commento…

Cosa accadrà adesso al movimento leghista è tutto da vedere: Maroni ha già detto che verrà fatta pulizia senza guardare in faccia a nessuno, a Bergamo si riuniranno martedì 10, il giorno dopo Pasquetta, diversi esponenti del partito in arrivo da tutta Italia e c’è da scommettere che ci saranno ulteriori novità ed altrettanto forti scossoni.

La Serata dell’orgoglio leghista insomma potrebbe essere il momento per dimostrare che la vera Lega non è quella emersa nelle ultime ore ma quella della base, quella che si autotassava per… beh, adesso si è scoperto che lo faceva per pagare lauree, macchine e spese varie ai Bossi.

Brutta storia…

Ancora bufera sulla Dea per il caso calcioscommesse

thumbtruecut1333352688865_710_472.jpgDopo il danno anche la beffa, la vicenda calcioscommesse sembra non conoscere mai fine per la povera Atalanta.

Dopo il coinvolgimento dell’ex-capitano ed ex-bandiera Cristiano Doni e la conseguente penalizzazione di ben 6 punti (appena confermati in via definitiva il 31 marzo), arriva adesso la tegola relativa alla conferma del coinvolgimento del calciatore Andrea Masiello in fattacci relativi a partite vendute quando giocava nella sua ex-squadra, il Bari.

Masiello è stato acquistato questa estate dall’Atalanta e quindi non si prevedono ulteriori danni alla Dea in termini di punti di penalizzazione, certo è però che la nostra Atalanta si trova penalizzata dal dover sospendere un giocatore che sulla carta partiva titolare ed inoltre dall’aver speso dei soldi per acquistare il cartellino di un atleta che potrebbe adesso vedersi squalificato per diversi anni, se non radiato completamente dal mondo del calcio.

Una doppia beffa che sarebbe davvero dura da digerire e che porta a riflettere nuovamente sulle tante storture di questo mondo troppo ricco di soldi e troppo “appealing” per personaggi che vogliono solo fare soldi con questo bellissimo sport.

Purtroppo credo che in questo periodo si sia arrivati a toccare i minimi storici in termini di gradimento ed attrattività da parte del mondo del pallone: troppi scandali, troppi affaristi che ruotano attorno a questo mondo, troppe ragioni per mettere tutto sempre sotto il mero discorso economico.

Serve una bella pulizia, da cima a fondo, serve un governo del calcio che sia serio e che sappia prendere posizione su argomenti delicati e critici come questo.
Purtroppo chi governa il calcio italiano riesce solo a decidere di non decidere mai (vedasi la vicenda dello scudetto del 2006) e di riflesso vi sono troppi presidenti di squadre di calcio che non sanno gestire i loro team con la giusta competenza professionale ed il giusto distacco.

L’augurio è che proprio la Dea sappia mostrare all’intero panorama calcistico come si fa un sano repulisti: via le mele marce, spazio ai giovani ed alle persone competenti, in ogni settore e ad ogni livello.

Solo così lo stadio ritornerà ad essere un luogo attraente per bambini, ragazzi e famiglie, e solo così il calcio riacquisterà un minimo di quella credibilità oramai perduta.

Asse interurbano: occhio alle buche ed ai limiti!

198589_601662_SSE133_10879612_medium.jpgSe vi trovate a percorrere il tratto di Asse interurbano tra Curno e Bonate Sopra fate molta attenzione a 2 cose: primo alle buche, perchè a quanto pare il manto stradale si è parzialmente sfaldato aprendo alcune buche pericolose.
Quindi occhio perchè ne va della vostra salute ed integrità fisica.

Secondo fate attenzione ai limiti orari perchè, proprio a causa delle buche, il limite di velocità è stato abbassato dai 70 ai 50km orari.

Sì, avete letto bene, non ho commesso errori di battitura: 50 km orari.

Proprio come se vi trovaste in prossimità di un centro abitato, peccato che in questo caso il viaggiatore si trova a percorrere una superstrada a 2 corsie dove già mantenere i limiti entro i 70km orari sia tutt’altro che scontato.

Purtroppo l’ordinanza dello scorso 17 gennaio della nostra Provincia non lascia intravvedere possibili scenari futuri positivi: se invece di sistemare il manto stradale e magari chiedersi come è stato fatto si ricorre all’abbassamento del limite di velocità con conseguente impatto positivo per i viaggiatori, vuol dire che siamo messi proprio male.

Multare un automobilista perchè su una strada del genere non rispetta i 50 km orari pare un atteggiamento maturo e positivo?
Personalmente non posso che rispondere negativamente perchè ancora una volta si va a danneggiare chi utilizza una infrastruttura pubblica – pagata con i soldi dei contribuenti e quanto pare realizzata malissimo – a discapito della sua sicurezza e utilità.

Purtroppo le strade in Italia sono quelle che sono e Bergamo non fa eccezione: bastano poche ore di pioggia perchè su molte strade si aprano buche paurose e pericolose, quando le stesse piogge cadono anche in altre nazioni e condizioni simili non si verificano.

Basta passare il confine con la Svizzera per vedere come sono messe le strade dei cantoni elvetici, dove tra l’altro le temperature sono molto più rigide delle nostre. Eppure da loro strade dissestate come le nostre non si trovano… chissà come mai?

Insomma, siamo di fronte all’ennesimo scandalo legato alla viabilità sulle strade della nostra provincia.
Strade che, invece di invogliare ad essere percorse, invogliano all’imprecazione.

 

 

 

foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/01/198589_601662_SSE133_10879612_medium.jpg

Scandalo Affittopoli a Bergamo

condominio.jpgAffittopoli: ecco, ci mancava solo questa!
Sentivamo tutti la mancanza di un nuovo scandalo in quel di Bergamo, perchè il Nuovo Ospedale e la storia del calcioscommesse da soli non erano sufficienti.

Adesso si scopre che c’è uno scandalo anche a Palafrizzoni, prontamente denominato Affittopoli poichè si tratta di irregolarità nell’assegnazione di alcuni alloggi pubblici.

In pratica, alcuni dipendenti comunali (ad oggi ce ne sono 3 indagati) favorivano l’assegnazione di alcuni appartamenti di proprietà del Comune di Bergamo a persone che non ne avevano i requisiti.
Gente che a volte arrivava a offrire “regali” pur di vedersi assegnato un alloggio.

Sulla vicenda sono ora in atto le dovute indagini e la speranza è che venga fatta presto chiarezza.

Certo è che da tutta questa storia chi ne esce danneggiato è sì il Comune di Bergamo, la cui immagine e le cui casse sono sicuramente state danneggiate da questa brutta faccenda, ma soprattutto i bergamaschi e la loro fiducia nelle istituzioni.

Gli alloggi comunali vengono assegnati a persone in difficoltà, a famiglie disagiate che grazie a questa opportunità ottengono un appartamente a canoni agevolati.

Sapere che anche in questo settore ci sono stati comportamente scorretti e che persone in reale difficoltà si sono viste scavalcare da persone che avevano meno “merito” di vedersi assegnare un alloggio comunale… beh, lascia davvero sconcertati.

Probabilmente siamo solo all’inizio di questa bruttissima faccenda e col tempo usciranno altri dettagli che, c’è da scommetterci, si arricchiranno di particolari forniti da persone che fino ad oggi non hanno denunciato o perchè non lo sapevano o perchè non potevano permettersi di affidarsi ad un avvocato per ottenere l’alloggio dovuto.

Segnalo che il Movimento consumatori invita i mancati assegnatari che pensono di essere stati truffati a segnalare le loro storie via e mail all’indirizzo bergamo@movimentoconsumatori.it.

(foto presa da http://www.blogdem.it/maurizio-martina/files/2011/04/condominio.jpg)

Scandalo Brebemi: chiude la Locatelli Spa

attivit%C3%A0-40.jpgLe notizie relative al tormentone calcio-scommesse che coinvolgono l’Atalanta nelle figura del suo ex-capitano Cristiano Doni stanno facendo molto rumore a Bergamo, ma personalmente la notizia che più mi ha lasciato stupito nei giorni scorsi è stata quella della chiusura della Locatelli Spa di Grumello del Monte.

La Locatelli Spa di Grumello del Monte è l’azienda salita alle cronache locali e nazionali per essere coinvolta nello scandalo legato ai cantieri della Brebemi, sotto il cui tracciato venivano sotterrati quintali di rifiuti tossici.

Questa decisione è stata ratificata dall’assemblea straordinaria dei soci dell’azienda sul finire dello scorso anno e ha causato la messa in liquidazione delle 4 società che costituiscono (o costituivano) il gruppo bergamasco: le aziende sono la Locatelli geom. Gabriele Spa, la Locatelli lavori, la Locatelli trasporti e la Locatelli asfalti.

All’atto pratico ciò significa la cassa integrazione straordinaria per 300 dipendenti, metà impegnati nei cantieri della Brebemi, mentre per l’altra metà dei dipendenti i lavori continuano su altri contratti in essere, certo la situazione generale e la notizia della messa in liquidazione della Locatelli muove un’ombra davvero inquietante su questa vicenda.

Senza fare del falso e scontato demagogismo, va detto che purtroppo ancora una volta a pagare sono i lavoratori, i dipendenti che giorno per giorno svolgono coscientemente e professionalmente il loro lavoro.

Questa decisione segna una fine ingloriosa per questa importante società bergamasca e la speranza è naturalmente che qualcuno possa prendere le redini di queste 4 aziende per far proseguire il lavoro svolto finora, anche perchè i risvolti occupazionali sono pesantissimi.

Inutile ricordare il periodo tragico che già vive l’intera economia italiana, le notizie ogni giorno più fosche sul futuro prossimo della nostra economia: la chiusura anche di questa azienda per una causa non strettamente legata all’andamento dell’economia è un ulteriore elemento di rammarico.

Il 2011 si è concluso male ed il 2012 comincia nel peggiore dei modi da questo punto di vista.
La speranza è che chi ha sbagliato paghi e paghi fino in fondo, e chi ha lavorato bene possa continuare a farlo. Se poi non sarà con una azienda diversa da quella con la quale ha lavorato finora, poco male.