La crisi dei centri commerciali

centro-commerciale.jpgNei giorni passati si parlava tra colleghi di come nei week-end fosse quasi impossibile metter piede in un centro commerciale per andare a far spesa (o a comprare regali) causa il grandissimo affollamento di persone, ma anche di come tanti negozi rimanessero desolatamente vuoti con le commesse in attesa vana di qualche cliente.

Tanta gente a spasso nei viali centrali dei centri commerciali, qualcuno che curiosa all’interno dei negozi ma acquisti pochi, molto pochi.

La causa la conosciamo tutti ed è inutile ricamarci, è la crisi economica che oramai da 3 anni affligge l’Europa e più in generale i paesi aderenti all’euro, ma soprattutto quelle economie oramai mature (e sature) come la nostra.

La crisi finora ha colpito duramente e se anni fa era raro udire di qualche amico o parente in cassa integrazione o in mobilità, oggi è quasi una abitudine: quasi ogni giorno si legge di aziende in crisi, di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, di mobilità, di contratti di solidarietà, di licenziamenti.

Sarà un Natale duro sotto questo punto di vista perchè il futuro prossimo – leggasi 2012 – si annuncia simile se non peggiore a quanto visto fino ad oggi.
La manovra economica che il governo Monti ha varato (ed è la quinta quest’anno, alla faccia di chi raccontava in giro che eravamo un paese di benestanti e che la crisi non esisteva…) rende ancor più difficile pensare al domani, ad un futuro di servizi gratuiti e poche tasse da pagare, con una busta paga più pesante perchè alleggerita da tasse e balzelli vari.

I centri commerciali sorti a bizzeffe negli anni erano diventati le nuove cattedrali del consumismo, la prova provata che il nostro paese era benestante e dedito al consumismo, e più centri commerciali aprivano più si tendeva a pensare che quel territorio fosse una terra ricca, popolata da benestanti e foriera di lavoro e benessere.

Quelle stesse cattedrali del consumismo oggi vivono sulla loro pelle la crisi di quel sistema che le ha generate e si ritrovano così ad essere popolate da tantissime persone con pochi soldi in tasca, ed ancor meno possibilità di spendere.
I saldi già partiti ancor prima del passaggio del Natale sono solo l’ultimo segnale disperato di un consumismo che sembra essere al tramonto, maturo come sono mature le economie che lo hanno proposto per tanti anni.

Si parte con i saldi 2011

saldi.jpgPuntuali come ogni anno, ecco arrivare l’appuntamento con i Saldi invernali 2011.

Una buona occasione per tanti commercianti di svecchiare il proprio magazzino da prodotti un pò datati ma soprattutto per molti l’occasione per far quadrare i conti, dopo un periodo natalizio a quanto pare non florido in termine di vendite.

Purtroppo anche quest’anno la crisi economica sembra aver inciso fortemente sulle vendite natalizie: nei giorni scorsi i dati comunicati dalle varie categorie di commercianti non erano rosei, anzi, erano davvero pessimi.
Cali di vendite in alcuni casi del 20% rispetto allo scorso anno sono davvero un pessimo risultato, soprattutto considerando che già lo scorso anno era stato un pessimo periodo per via della crisi economica.

I saldi diventano quindi sempre più un’ultima chance di far riequilibrare i risultati, anche se in alcuni casi si prefigurano come un insulto alla decenza.

Assistere a scene di persone in fila per ore per poter accedere a boutique di moda ove fare acquisti, non è sicuramente un bello spettacolo.
Stante il fatto che ognuno è libero di spendere i propri soldi come meglio gli pare, a mio avviso rimanere in fila per ore per fare shopping mi sembra una attività non del tutto sana, segnale di qualche problema da parte di chi si massacra in questo “sport”.

Ma tant’è, vediamo invece cosa diranno i commercianti tra un paio di settimane, a saldi oramai avviati (se non addirittura conclusi).

Anche questo fattore può aiutarci a capire quanto la gente sia tornata a spendere, quanta voglia e quante possibilità abbia ancora di andare a far spesa.

 

 

(foto presa da http://www.guadagnorisparmiando.com/wp-content/uploads/2009/07/saldi.jpg)

Ripartono i saldi: affari in vista?

saldi.jpgSabato 3 luglio è giorno di inizio saldi estivi; come ogni anno ci si aspetta che questo periodo di prezzi ribassati possa dare una mano alle casse dei tanti esercenti che applicano uno sconto ai prodotti da loro venduti, ed ogni anno la domanda è sempre la stessa: sarà possibile fare dei veri affari?

L’associazione di Federconsumatori Bergamo ha già lanciato l’allarme dicendo che i saldi servono ormai a poco, sono un pò anacronistici.
Andando oltre, Federconsumatori Bergamo ha affermato che i saldi andrebbero aboliti perchè i prezzi dei prodotti dovrebbero essere sempre competitivi e “giusti”, in qualsiasi periodo dell’anno e non solo in determinati momenti della stagione.

Un punto di vista rispettabile ma non condivisibile se si pensa al motivo che teoricamente sta dietro alla nascita dei saldi: la necessità di svuotare i magazzini da prodotti che non vengono più venduti e quindi, per stimolare i clienti all’acquisto, i prezzi vengono ribassati in percentuali importanti per renderli più appetibili.

Purtroppo con l’andare del tempo questa motivazione si è un pò persa, ed inoltre i saldi son cominciati prima dei tempi canonici: i negozianti infatti li “nascondevano” dietro voci che potevano chiamarsi “Promozioni”, “Sconti”, “Occasioni”, ma in realtà sempre di saldi si trattava.

L’esperienza personale mi insegna che a volte si possono fare alcuni buoni affari ma spesso si rischia di lasciarsi abbagliare da prezzi che in origine sono stati gonfiati e poi successivamente ribassati significativamente, dando quindi luogo a saldi consistenti che però non sono veritieri.

Occhi aperti allora e… buone spese!

 

(foto presa da http://www.marcellosaponaro.it/blog/wp-content/uploads/saldi.jpg)

2 gennaio 2010: partono i saldi

saldi.jpgArriva il nuovo anno e con esso partono anche i saldi stagionali: quest’anno la data di inizio saldi in Lombardia è stata fissata per sabato 2 gennaio 2010 e l’attesa è davvero elevata.

I saldi li attendono i commercianti, i quali sperano in un successo che possa dare il via ad un’anno proficuo sotto il profilo degli affari, dopo un 2009 di sofferenza durante il quale tanti esercizi commerciali sono stati costretti a chiudere i battenti.

Li attendono anche gli esperti di settore, gli economisti, i quali vedono nei saldi di Gennaio 2010 il primo vero banco di prova per testare la salute della mini-ripresa che tanto è attesa nei primi mesi del 2010, in parte già vista nella parte finale del 2009.

Bergamo non è da meno e farà la sua parte, per lo meno così sperano i commercianti orobici.
Stando ad una ricerca realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza, i bergamaschi dovrebbero spendere circa 90 euro a nucleo familiare, una cifra superiore a quella media lombarda, che si attesta sugli 80 euro.

Insomma, le prime settimane del 2010 diranno se si può pensare positivo per l’economia bergamasca e lombarda, se la fiducia, la voglia e la possibilità di spendere dei bergamaschi c’è ed è consistente, o se oppure la crisi si farà ancora sentire in tutta la sua crudezza.

Speriamo in bene, nel frattempo auguriamo a tutti un buon anno nuovo, e che questo 2010 porti con sè tanta gioia, tanta pace e tanta serenità.

 

(foto presa da http://www.tavarish.it/immagini/saldi.jpg)