Ryanair pagherà le tasse in Italia

Ryanair.jpgRyanair alla fine ha ceduto: la compagnia aerea low-cost più grande del mondo pagherà i contributi dovuti in Italia, paese dove genera ricchezza.

La sentenza è contenuta nel comma 1 dell’articolo 38 del decreto Crescita 2.0 recentemente approvato dall’uscente governo e tale decisione obbliga Michael O’Leary a pagare regolarmente i contributi per i dipendenti italiani in Italia e non in Irlanda, sede della compagnia e nazione dove le tasse sono più basse.

O’Leary dovrà quindi farsene una ragione e ubbidire alla legge italiana, versando i contributi come già fanno altre compagnie aeree rivali che in passato denunciarono questa situazione anomala.

Situazione che naturalmente avvantaggiava Ryanair congiuntamente ad altri fattori, permettendo alla compagnia di attuare politiche dei prezzi molto aggressive.

Si attendono adesso le mosse del signor O’Leary, mosse che sicuramente non si faranno attendere e che probabilmente scateneranno altri dibattiti e discussioni.
Dibattiti come quelli sorti in parlamento durante la fase di studio e di voto di questo comma, che sembrava poter saltare per via dello sbarramento messo in campo da parlamentari di un partito (PDL) contrati alla norma.

Giusto che Ryanair paghi le tasse in Italia come giusto è che faccia volare i suoi aerei con i pieni di carburante a norma, cosa che invece non sembra sempre accadere, come denunciato anche da diversi piloti della stessa Ryanair.

L’aeroporto di Orio al Serio: sviluppo frenetico ed impatto ambientale

valbermb_aereoporto.jpgEsibito come vanto per l’intera bergamasca ma allo stesso tempo criticato da tanti per la repentina crescita col conseguente impatto ambientale su chi ci vive attorno e ne subisce rumori ed odori: si potremme riassumere cosi’ l’amore/odio del bergamasco nei confronti dell’aeroporto di Orio al Serio.

Negli ultimi anni da piccolo aeroporto cittadino che era il nostro aeroporto è cresciuto in maniera esponenziale grazie soprattutto al successo dei voli low-cost, Ryanair in primis.
Non a caso la compagnia low-cost irlandese ha scelto Orio Al Serio come suo Hub italiano creando una foltissima serie di voli da e per buona parte dell’Europa intera.

Lo sviluppo aeroportuale ha portato diversi benefici a Bergamo ed ai bergamaschi: in primo luogo la creazione di centinaia, se non migliaia di nuovi posti di lavoro, sia diretti che nell’indotto: dal servizio di taxi ai negozi presenti in aeroporto, numerosi sono stati i posti di lavoro nati grazie al significativo aumento di voli e di passeggeri in arrivo ed in partenza dallo scalo bergamasco.

L’economia locale ne ha indubbiamente beneficiato tant’è che è stato creato anche un collegamento con il vicino Centro Commerciale di OrioCenter, per portarvi i passeggeri a far shopping mentre sono in attesa di un’imbarco.

Il rovescio della medaglia è invece il pesante impatto ambientale che i voli in arrivo ed in partenza dallo scalo hanno su tutta l’area circostante l’aeroporto.
Vivendo in zona posso assicurare che soprattutto d’estate la situazione è molto molto difficile: gli aerei decollano uno dopo l’altro a distanza di pochissimi minuti e per gli abitanti dei tanti paesi sorvolati dagli aeroplani la vita diventa impossibile.
Il rumore è assordante e la visione di un programma in TV diventa un’impresa, per non citare l’inquinamento atmosferico causato dallo scarico degli aerei.

Leggevo su un sito che ogni aereo nella fase di decollo rilascia una quantità elevata di gas di scarico inquinanti, andando così ad impattare negativamente sulla qualità dell’aria dei paesi adiacenti lo scalo.

Tante sono state le proteste nel corso degli anni, eppure di cambiamenti se ne sono visti pochi.
Lo scalo di Orio al Serio è purtroppo troppo vicino alla città e circondato da abitazioni in ogni direzione tant’è che se si volesse ridurre l’impatto ambientale le soluzioni plausibili non sarebbero molte: o ridurre il volume dei voli, con tutte le ricadute facilmente immaginabili sui posti di lavoro, o spostare addirittura l’aeroporto in un’altra zona.
Davvero 2 soluzioni difficilmente attuabili.

Altro neo di questo aeroporto a livello di sicurezza è la vicinanza con l’autostrada e il già citato centro commerciale OrioCenter.
Meglio non immaginare cosa accadrebbe in caso di un’incidente aereo nella fase di decollo o di atterraggio…

Una situazione quindi che presenta diverse sfaccettature: straordinariamente positiva sotto l’aspetto economico-turistico, negativa sotto quello ambientale.

 

(foto da http://news.valbrembanaweb.com/images/baby.jpg)