Troppe sagre paesane in bergamasca?

761641-7190648sagra.jpgDispiace scriverlo ma ogni anno sembra di sentire il solito ritornello: crisi economica e troppe sagre paesane tolgono la clientela ai ristoranti bergamaschi.

La presidente del Gruppo Ristoratori ASCOM, in dichiarazioni comparse su siti locali in merito ad un bilancio stilato in previsione del pranzo ferragostano, ha espresso il concetto che i ristoranti bergamaschi non vivono un periodo rosa legato sia alla congiuntura economica (molto) negativa, sia al numero (troppo) alto di sagre paesane che fioriscono nel periodo estivo in diversi comuni bergamaschi.

Quest’ultimo punto mi sembra molto veritiero (basta guardarsi attorno…) ma anche in un certo senso aleatorio.

A mio avviso infatti a pesare sulla dichiarata flessione di presenze nei ristoranti bergamaschi pesa molto più la crisi economica, perchè è proprio questa che spinge molti clienti (quelli che se lo possono ancora permettere, NdR) a ripiegare sulle feste paesane a spese del classico ristorante, poichè le sagre paesane hanno oramai raggiunto livelli qualitativi più che buoni e soprattutto offrono prezzi a dir poco concorrenziali.

Mi sovviene quindi il dubbio che si voglia ancora una volta puntare il dito contro le feste e le sagre estive invece di compiere una analisi approfondita sulle politiche di offerta dei ristoratori bergamaschi.
Certamente diversi ristoratori avranno anche abbassato i prezzi alla clientela ma evidentemente non abbastanza da farsi preferire alle sagre.

Senza voler fare polemiche di nessun genere, mi chiedo per esempio come mai da noi non vengano “premiate” le famiglie con offerte del tipo “pagano i 2 genitori, 1 figlio mangia gratis” o pacchetti simili, per provare ad attirare una fetta di clientela che in bergamasca è molto ampia, soprattutto nel periodo estivo quando diverse famiglie lombarde e anche di altre regioni raggiungono le nostre località di villeggiatura per trascorrervi qualche giorno di ferie.

Non mi stupisce quindi che le sagre di paese siano sempre piene o comunque riscontrino maggiori favori, nonostante le condizioni atmosferiche tutt’altro che incoraggianti di questa stramba estate 2011, perchè al di là dell’opportunità di mangiare all’aperto e di stare in un ambiente meno formale anche il portafoglio ha la sua importanza, soprattutto quando in famiglia non si è in 2 ma in 3-4 o 5 elementi.

Il mio è solo un consiglio, chissà che sia la volta buona che anche nella nostra città e provincia comincino a fiorire tanti ristoranti “family friendly” che attuino politiche di questo tipo?

 

 

(foto presa da http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2011/07/29/552822/images/761641-7190648sagra.jpg)

Da Vittorio è 3 stelle nella guida Michelin 2010

davittorio.JPGC’è un nuovo ristorante nella ristrettissima lista dei ristoranti italiani accreditati delle 3 stelle dalla prestigiosa guida Michelin: è Da Vittorio di Brusaporto, gestito dai fratelli Cerea.

La notizia è fresca di pochi giorni fa ed ha giustamente riscosso l’attenzione dei media nazionali.
Sono infatti solo 6 i ristoranti italiani che hanno ricevuto questa prestigiosa nomination nella guida 2010, quindi esserci è davvero motivo di immenso orgoglio e soddisfazione.
Per la cronaca, ecco gli altri 5 ristoranti italiani da 3 stelle Michelin: Al Sorriso a Soriso (Novara), Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio (Mantova), Le Calandre a Rubano (Padova), Enoteca Pinchiorri a Firenze, La Pergola a Roma.

I fratelli Cerea non hanno naturalmente nascosto la loro gioia quando sono stati intervistati anche se, giustamente, hanno voluto sottolineare come adesso arrivi il difficile, ovvero mantenere alto il livello qualitativo del loro ristorante.
Salire in vetta infatti può riuscire, ma poi confermarsi è ancora più difficile e quindi i gestori di Da Vittorio sono consapevoli di cosa li aspetta, anche se c’è da giurarsi che daranno il meglio per restare in questa prestigiosa, ristretta lista di ristoranti.

Una bellissima notizia per il panorama gastronomico italiano e soprattutto per quello bergamasco, un’attrattiva in più per il nostro territorio che ad onor del vero dovrebbe puntare tantissimo sull’offerta gastronomica in città e provincia, per attirare sempre più turisti nel bergamasco.

 

(foto presa da http://4.bp.blogspot.com/_KBHfxivVrEs/SrjNTwT6fzI/AAAAAAAABV4/v_eggQPZXs8/s400/DSC_5792.JPG)

 

I ristoratori bergamaschi contro le sagre paesane

griglia2.jpgLa calura estiva bergamasca è stata ravvivata da una polemica portata avanti dai ristoratori bergamaschi nei confronti delle tante sagre paesane che si svolgono nel periodo estivo.

Il punto cruciale della lamentela è che oramai nei caldi mesi dell’estate quasi ogni paese organizza una sagra paesana dove la gente puo’ mangiare, ballare e divertirsi, penalizzando così tutte quelle attività commerciali del settore della ristorazione che nello stesso periodo vedono calare i propri clienti.

Prezzi concorrenziali e degustazione di piatti tipici, possibilità di stare all’aperto, di ballare, di partecipare a estrazioni di premi in vari giochi: tanti sono i motivi che portano i bergamaschi a frequentare queste sagre, ma su tutti credo che la causa principale sia l’economicità di queste feste all’aperto.

Da una parte la crisi economica, dall’altra la tradizionale attenzione alle spese dei bergamaschi unitamente alla voglia di divertirsi hanno portato in auge le sagre paesane su tutto il territorio bergamasco, dalle valli ai laghi, dalla bassa pianura alla periferia della città.

Mangiare in una sagra paesana è più economico che al ristorante o in pizzeria: basta fare la prova scegliendo una qualsiasi festa paesana ed un qualsiasi ristorante-pizzeria, anche il piu’ economico, per rendersi conto che il portafoglio si svuota meno scegliendo la prima soluzione.

I ristoratori lamentano i meno rigidi controlli a cui le sagre paesane sono sottoposte rispetto ai loro esercizi commerciali.
Se da un lato questo puo’ anche essere vero, io credo che i ristoratori dovrebbero soprattutto guardare a questo fenomeno per trarne qualche valutazione a loro utile.

I prezzi dei ristoranti sono oramai diventati inaccessibili per molte famiglie, soprattutto quelle che hanno figli, ed anche uscire per mangiare una semplice pizza richiede un esborso che per tanti diventa molto pesante da gestire nell’ambito della più ampia gestione del budget mensile famigliare.

Vanno ridotti i prezzi del menu dei ristoranti o per lo meno create delle offerte che puntino ad invogliare i clienti ad andare al ristorante più spesso, penso per esempio all’ottima iniziativa chiamata Bimbi a sbafo che punta alle famiglie con figli: perche’ solo pochi ristoratori vi hanno aderito?
Eppure la bontà dell’iniziativa (menù scontati per famiglie con figli in ristoranti per tutti i tipi di “tasche”) era indubbia, tanto quanto era lampante la buona pubblicità generata nei riguardi dei ristoratori che vi aderivano.

Insomma, una polemica a mio avviso un poco stucchevole che lascia il tempo che trova, meglio sarebbe investire queste energie per migliorare la propria offerta e studiare nuove soluzioni di vendita del proprio prodotto (per esempio quanti ristoranti “usano” il web per attirare i clienti???).

 

(foto presa da http://www.prolocolgiate.it/immagini/mongolfiere/griglia2.jpg)