Albinoleffe: è davvero finita?

albinoleffe.jpgE’ finita?
Matematicamente no, mancano tante partite alla fine del campionato e ogni risultato è ancora possibile, può davvero succedere di tutto ed il calcio ci ha abituato a finali di torneo a sorpresa.

Se invece si analizza la situazione con occhio critico e distaccato ci sono pochissime ancora di salvezza alle quali attaccarsi: il nostro amato Albinoleffe sembra oramai destinato alla retrocessione in LegaPro.

I segnali si sono evidenziati a ripetizione durante tutto lo svolgimento del campionato: partite gettate al vento, prestazioni troppo scarse per essere vere, non ultima la disarmante e sconcertante sconfitta subita sabato 17 marzo in casa con il Sassuolo.

E’ vero che di fronte c’era una squadra di tutto rispetto, una formazione difficile da battere, ma è anche vero che quando ti trovi in vantaggio di 2 reti e con un rigore a favore da battere e poi finisci per perdere 3-2… allora cominci a pensare che sia più di un segno.  Che dietro ci sia qualcosa, che il fato ti abbia definitivamente (o quasi) voltato le spalle.

Sarà dura risollevarsi da questa sconfitta, sarà molto difficile chiedere alla squadra l’impegno e la grinta necessari per risollevare le sorti di una stagione negativa.

Riuscità Mister Salvioni ad imprimere quella svolta che stiamo aspettando da inizio campionato? Riusciremo a vedere i seriani ancora in serie B il prossimo anno?

Rivolgendo un pensiero anche alla vicenda calcioscommesse, tutto ciò ci fa vedere solo grigio e a questo punto le chance di poter disputare il prossimo anno l’ennesimo campionato nella cadetteria italiana si assottigliano sempre più.

Speriamo solo in uno scatto d’orgoglio del team seriano, nella voglia dei ragazzi di vender cara la pelle tutte le partite, fino al 90erimo e oltre, per arrivare a fine anno e poter dire di avercela comunque messa tutta.

Albinoleffe: via Fortunato, comincia l’era Salvioni

1299851283_albinoleffe.jpgLa sconfitta interna per 2-0 contro il Bari è costata la panchina – già traballante da tempo – di mister Fortunato.
L’erede di Mondonico ha pagato così un campionato a dir poco balbettante, costellato più di bassi che di alti e che infatti vede l’Albinoleffe frequentare la parte bassa della classifica, quella della zona retrocessione-play out.

A mio avviso sono pochissime le attenuanti che possono essere accampate in difesa di Fortunato: è sì vero che dallo scorso anno la squadra è cambiato molto, soprattutto perdendo elementi di indubbia esperienza, ma è altresì vero che da un secondo come Fortunato che negli anni ha potuto fare tantissima esperienza alle spalle di un grandissimo allenatore come Mondonico ci si aspettava qualcosa di più.

Alla squadra a mio avviso manca quel pizzico di imprevedibilità che negli anni aveva sempre contraddistinto la compagine della Val Seriana: quest’anno si avverte più forte che mai l’assenza di giocatori in grado di far compiere il salto di qualità all’intero team, quei calciatori dotati dello spunto vincente che ti permettono di vincere le partite e uscire dalle zone calde della classifica.

Adesso toccherà a mister Salvioni invertire la rotta in maniera decisa.
Salvioni è un bergamasco doc con un buonissimo curriculim e tanta grinta da passare alla squadra, altra caratteristica degli anni scorsi che quest’anno s’è vista poco.  O che forse c’è ma si è tramutata in nervosismo.

Le possibilità di salvarsi senza passare dai play-off a mio avviso ci sono, anche se è indubbio che servono punti, tanti, e subito, non importa se con o senza il bel gioco.
Servono tanti punti anche perchè l’indagine del calcioscommesse vede ex giocatori dell’Albinoleffe in primissimo piano e purtroppo questo potrebbe anche significare una penalizzazione per il team seriano.

Se così fosse, le porte della Lega Pro si spalancherebbero e questo potrebbe significare la fine di una bellissima favola.
Auguriamoci che con Salvioni tutto ciò non si avveri e che l’Albinoleffe torni ad essere quella squadra fastidiosa che mieteva risultati clamorosi su tutti i campi della B, risultanto ogni anno tra le sorprese della cadetteria.

L’Atalanta riparte dalla serie B

atalanta.jpgNella splendida giornata dell’83esima adunata nazionale degli Alpini, una festa di portata epocale che ricorderemo a lungo, è arrivato anche il verdetto finale del campionato dell’Atalanta, quel verdetto che la squadra nelle ultime domeniche era stata capace di rimettere in discussione ma che alla fine è arrivato in tutta la sua cocente crudeltà: retrocessione in serie B.

La sconfitta al San Paolo non lascia spazio a recriminazioni perchè il campionato la Dea lo ha perso ben prima della sfortunata trasferta napoletana.
Se andiamo a ritroso a ripercorrere il campionato 2009-10 troviamo tanti errori, tanta approssimazione, anche tanta sfortuna, tutti elementi che messi insieme hanno portato inevitabilmente all’attuale terz’ultimo posto che significa retrocessione in serie B con una giornata di anticipo sulla fine del campionato.

I 3 cambi di allenatore, l’appannamento di qualche giocatore chiave e un rendimento generale al di sotto delle attese, uniti ad una serie di sfortunati acquisti in sede di calciomercato hanno contribuito alla mediocre stagione nerazzurra.

Alla vigilia del campionato erano molte le voci che parlavano di una squadra ben costruita e ben assortita: era arrivato un allenatore giovane e voglioso di far bene, Gregucci, inesperto però di serie A, era arrivato Acquafresca per rimpiazzare Floccari e Barreto e Caserta per non far rimpiangere Cigarini.
Purtroppo Acquafresca si è rivelato il fantasma dell’ottimo bomber ammirato a Cagliari mentre Barreto ha praticamente saltato tutto il campionato per infortunio, mentre Caserta si è rivelato un mediocre giocatore, sicuramente non quello che serviva a questa Atalanta, tant’è che si è trovato costretta ad andare a richiamare De Ascentis, fermo senza contratto.

Tanti sono i rimpianti a significare che questa è, purtroppo, e fa male scriverlo, una retrocessione che ci si è guadagnati sul campo.
Ora bisogna ripartire cercando di tenere quel buono che in questa squadra c’é, a mio avviso a partire dall’allenatore: dopo 2 allenatori sfortunati (Gregucci e Conte) ne è arrivato uno capace, bravo, determinato, preparato e amante della Dea. Allora, perchè cambiare tanto per cambiare?

Dopo l’allenatore bisogna guardare alla squadra: ringraziamo e pensioniamo chi non è più all’altezza di reggere i ritmi dei campionati ad alto livello (e la Serie B è sotto l’aspetto fisico e mentale stressante come pochi altri tornei) e compriamo giocatori motivati ad emergere, prendendo esempio da quello che fanno ogni anno i nostri cugini dell’Albinoleffe.

La serie B è l’occasione buona per rifondare dalle basi, società compresa, per rinnovarsi senza snaturarsi e ricominciare a macinare vittorie per risalire verso la serie A.
Sono pronto a scommettere che si lavorerà in questa direzione se si sarà capaci di rimanere tutti uniti. Forse questo è il punto più arduo, speriamo si riesca a far quadrato e remare tutti insieme nella stessa direzione, società, giocatori e tifoseria.
Per il bene dell’Atalanta.

 

(foto presa da http://digilander.libero.it/ExtremaThule/Stadio/StadioAtalanta.jpg)

Crisi Atalanta: via Gregucci, dentro Conte ma la classifica langue

ata.jpgCosa succede alla Dea quest’anno?
Come mai la squadra nerazzurra sembra una lontanissima parente di quella squadra che fino a maggio di quest’anno giocava un buon calcio e faceva risultati di tutto prestigio, mettendo in mostra ottimi giocatori?

Purtroppo nel calcio trovare una spiegazione definitiva a situazioni come queste è molto difficile.
Sicuramente quest’anno l’Atalanta si è presentata ai nastri di partenza del campionato con diverse incognite legate al profondo rinnovamento effettuato, soprattutto per quel che riguarda il tecnico: via lo splendido Del Neri (su di lui avevo scommesso ad occhi chiusi fin dal suo arrivo) ecco il quasi debuttante Gregucci, una scelta che non aveva convinto molto e che ha dato (purtroppo) ragione ai tanti scettici.

Poi non dimentichiamo le partenza di Floccari e Cigarini: sono arrivati Acquafresca e Caserta ma finora nessuno dei 2 ha convinto. Soprattutto Acquafresca, centravanti della passata nazionale Under 21 e ritenuto uno dei giovani attaccanti italiani più forti in circolazione, fin qui ha molto deluso i tifosi della DEA: per lui zero gol e prestazioni di mediocre livello, non all’altezza di quanto messo in mostra al Cagliari negli scorsi campionati.

Poi mettiamoci anche un calendario tutto in salita: com la Lazio all’Olimpico e le 2 genovesi in casa sono state 3 partite perse tutte per 0-1, gare nelle quali l’Atalanta ha ben giocato e non ha raccolto quanto meritava.
Ecco arrivare la trasferta di Bari, scontro tra squadre in lotta per salvarsi, e tutti ad aspettarsi una prova di orgoglio condita da goal e punti: un CROLLO!!!
Un 4-1 che poteva anche essere molto, molto più pesante, perchè una partita così brutta la Dea non la giocava da anni.

Colpa del Mister?
Io sono convinto di NO, però si sa che nel calcio a pagare sono gli allenatori ed allora Gregucci è stato cacciato ed al suo posto ingaggiato quell’Antonio Conte che già a Maggio 2009 sembrava vicino alla panchina nerazzurra.

Col nuovo allenatore prima gara interna col Catania e primo punto, anche se serviva una vittoria per rimettersi in carreggiata alla grande, e poi trasferta a Verona col sempre ostico Chievo ed altro punto, il primo in trasferta, fondamentale per il morale.

Che sia il cambiamento di rotta richiesto dalla società e dai tifosi?

Il tempo sarà come al solito il miglior giudice, certo che 2 punti dopo le prime 6 partite di campionato in pochi a Bergamo se li aspettavano, forse nemmeno i più pessimisti.

 

(foto presa da  http://webstorage.mediaon.it/media/2009/07/77895_400111_ATA514_496_7470054_medium.jpg)