Fiumi sicuri: prevenire i dissesti idrogeologici

Fiume+sporco+e+volontari.jpgTutelare il territorio bergamasco tramite un intervento che mira alla prevenzione del dissesto idrogeologico: si potrebbe riassumere così l’iniziativa denominata “Fiumi sicuri” che avrà luogo sabato 12 marzo in diversi punti della nostra provincia.

I protagonisti saranno gli oltre 450 volontari aderenti a diverse organizzazioni di volontariato come la Squadra antincendio Rovetta, alcuni gruppi ANA e il GEVS – Gruppo Ecologico Valle Seriana. Ma i gruppi aderenti sono davvero tanti per elencarli tutti.

Gli interventi consisteranno nella pulizia degli alvei dei fiumi, delle sponde, con la rimozione dei rifiuti che sporcano e intralciano lo scorrere dell’acqua ed inoltre verranno tagliati e rimossi quegli arbusti che ostacolano i corsi d’acqua.

La giornata è stata organizzata dalla Provincia, dal Servizio Protezione Civile con la Regione Lombardia ed i Comuni coinvolti nel progetto.

Parteciperanno alla lodevole ed utilissima iniziativa anche diverse scolaresche, e la cosa merita ancor maggiore risalto perchè sono proprio i bambini quelli che riceveranno tra qualche anno dalle mani degli attuali adulti la gestione dell’ambiente nel quale viviamo.
Sensibilizzarli sin da bambini verso il rispetto per l’ambiente e per la natura rappresenta una risorsa di incredibile importanza, e partecipare a Fiumi Sicuri è sicuramente una intelligente mossa verso il raggiungimento di questo vitale obiettivo.

Il nuovo ospedale di Bergamo fa acqua

ospedaleBG.jpgIl nuovo ospedale di Bergamo, il “Papa Giovanni XXII” quasi ultimato e quindi quasi pronto a mandare in pensione i vecchi Ospedali Riuniti, fa acqua: sono state infatti rilevate alcune infiltrazioni nei seminterrati della Torre Cinque, l’ ingresso principale della nuova struttura.

Le infiltrazioni dovranno essere eliminate e richiederanno ulteriori lavori che – e qui arriva la brutta notizia – faranno slittare l’inaugurazione e l’apertura dei reparti del nuovo ospedale.
I tempi si allungano di circa 6 mesi su quelli finora previsti, visto che l’azienda che ha in appalto il cantiere ha confermato che intende sistemare la situazione entro la fine della prossima estate.

Senza costi aggiuntivi, tengono a precisare dal Comune e dalla Regione, visto che il nuovo ospedale costerà qualcosa come 340 milioni di euro e sarà, anzi già è, la costruzione più imponente dal dopoguerra in poi nella nostra provincia.

Un brutto colpo che proprio non ci voleva perchè questo incidente fa storcere il naso: com’è possibile che non sia stata prevista una situazione simile in quell’area, che a detta di molti è conosciuta per essere soggetta ad allagamenti come possono testimoniare i contadini che hanno lavorato per anni i campi oggi ospitanti la struttura del nuovo ospedale?

C’è forse da aspettarsi che altri edifici dell’ospedale subiscano la stessa sorte?
Auguriamoci di no, naturalmente!

Il fatto positivo è l’aver scoperto questa magagna adesso, prima che l’ospedale fosse già entrato in piena funzione. In questo modo dovrebbero risultare più semplici le operazioni di riparazione del problema, sperando naturalmente di non scoprire tra qualche mese che sono necessari tempi ancora più lunghi per la risoluzione definitiva del problema.

Intanto una visita sul sito NuovoOspedaleBG.it nella sezione News lascia sconcertati: l’aggiornamento si è fermato al mese di settembre 2008, e da allora non sono stati più riportati ulteriori aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori nel cantiere del nuovo ospedale cittadino.

Sarebbe carino utilizzare meglio gli strumenti del web per informare i bergamaschi dello stato di avanzamento dei lavori del loro nuovo ospedale, anche perchè su questo sito la sezione Gallery riporta foto aggiornate a Settembre 2010 del nuovo ospedale: allora perchè non aggiornare anche le notizie?

 

(foto presa da http://i33.tinypic.com/ndpw5c.jpg)

Terremoto di Haiti, aiuti anche da Bergamo

haiti1.jpgIl terribile terremoto che ha sconvolto l’isola caraibica di Haiti causando migliaia di morti (alcune stime parlano di 500.000 morti, ovvero quasi 4 volte gli abitanti della nostra città) ha lasciato sgomenti ed attoniti noi tutti.

In mezzo a tanta desolazione però ci sono anche delle notizie confortanti e queste riguardano la macchina dei soccorsi e degli aiuti che subito si è messa in moto, a poche ore di distanza dal terrificante evento.

Bergamo partecipa in questa gara contro il tempo per curare i feriti e recuperare quanti ancora sono sepolti sotto le macerie di case e palazzi: in particolare è pronto a partire l’ospedale da campo dell’Ana di Bergamo, che già fu utilizzato con successo dopo il terremoto in Abruzzo dell’aprile 2009.

L’Italia ancora una volta si dimostra un paese sempre pronto ad intervenire in casi di disperato bisogno come questi, successivi a tragedie di proporzioni immani.

La Regione Lombardia dal canto suo ha stanziato 200.000 euro destinati alle associazioni ONLUS che operano sull’isola: 100.000 euro per le operazioni necessarie al ripristino dell’ospedale e dell’orfanotrofio dell’isola, gestiti da Fondazione Francesca Rava onlus, e 100.000 euro per l’acquisto di beni di prima necessità, in questo caso gestiti dall’Avsi, Associazione volontari servizio internazionale.

 

(foto presa da http://www.apcom.net/bin/content_3/TopNews/imgs/C_3_TopNews_80600_foto.jpg)

Il pasticcio dell’Euro2 a Bergamo ed in Lombardia

inqui.jpgDa tempo se ne parlava, dal 15 ottobre è divenuto realtà il blocco della circolazione per tutti i veicoli inquinanti identificati dalla Regione: i veicoli Euro 0 a benzina/diesel, Euro 1 diesel, Euro 2 diesel, motoveicoli e ciclomotori a due tempi Euro 0.

Tutti questi veicoli non potranno circolare fino al prossimo 15 Aprile 2010 nell’area di Bergamo e di una trentina di comuni circostanti, nell’orario critico che va dalle 7:30 alle 19:30.

Come ovviare a questo inconveniente lungo 6 mesi?

Semplice: usufruendo dei contributi della Regione Lombardia per cambiare macchina e comprarne una nuova meno inquinante.
Facilissimo, no?

Bisogna abbattere le emissioni di PM10, quindi la povera gente dovrà mettersi il cuore in pace e fare un’ulteriore sacrificio in questo periodo in cui i soldi abbondano nelle tasche di tutti: con migliaia di cassaintegrati, gente rimasta senza lavoro, ditte che chiudono, ecco che bisogna anche cambiare macchina, tanto con i finanziamenti della Regione Lombardia costano meno!

Molti sono i dubbi che mi sono venuti di fronte a questa che ritengo una colossale ingiustizia perpetrata ai danni dei più poveri, dei più esposti, della gente semplice: ma come, vanno rottamate le euro 2 diesel ed i SUV che consumano 1 litro di benzina ogni 4-5 chilometri ed inquinano come un TIR possono circolare?

Eppoi, perchè queste macchine non possono circolare nella cintura critica attorno a Bergamo ma in altri paesi sì? Ed anche in altre province sì?
Forse che lontano da Bergamo inquinano meno?

O forse ancora una volta si vuole mungere la grassa mucca lombarda per far rifiatare le grandi industrie automobilistiche?

Oggi poi ho letto una nota che rivelava che non tutte le macchine da rottamare possono ricevere i finanziamenti regionale ma solo quelle che riportano precisi codici sul libretto di circolazione: in pratica solo 6 tipi di Euro2 su 25 potranno usufuire degli incentivi della Regione (per la cronaca, i codici sono: 91/542, 96/1, 96/69, 98/77, 94/12, 96/44).

Insomma, per concludere mi sembra che questa dell’Euro2 sia una frittata pensata male e cotta peggio, ed ora i cittadini se la devono mangiare e digerire rischiando di farsi male allo stomaco.

In questa congiuntura economica forse, prima di pensare alla qualità dell’aria, si dovrebbe pensare ad altre priorità come il lavoro e la salute delle nostre aziende (non solo quelle automobilistiche).

 

(foto presa da http://www.nextmoto.it/wp-galleryo/inquinamento-moto/inquinamento2.jpg)