I ristoratori bergamaschi contro le sagre paesane

griglia2.jpgLa calura estiva bergamasca è stata ravvivata da una polemica portata avanti dai ristoratori bergamaschi nei confronti delle tante sagre paesane che si svolgono nel periodo estivo.

Il punto cruciale della lamentela è che oramai nei caldi mesi dell’estate quasi ogni paese organizza una sagra paesana dove la gente puo’ mangiare, ballare e divertirsi, penalizzando così tutte quelle attività commerciali del settore della ristorazione che nello stesso periodo vedono calare i propri clienti.

Prezzi concorrenziali e degustazione di piatti tipici, possibilità di stare all’aperto, di ballare, di partecipare a estrazioni di premi in vari giochi: tanti sono i motivi che portano i bergamaschi a frequentare queste sagre, ma su tutti credo che la causa principale sia l’economicità di queste feste all’aperto.

Da una parte la crisi economica, dall’altra la tradizionale attenzione alle spese dei bergamaschi unitamente alla voglia di divertirsi hanno portato in auge le sagre paesane su tutto il territorio bergamasco, dalle valli ai laghi, dalla bassa pianura alla periferia della città.

Mangiare in una sagra paesana è più economico che al ristorante o in pizzeria: basta fare la prova scegliendo una qualsiasi festa paesana ed un qualsiasi ristorante-pizzeria, anche il piu’ economico, per rendersi conto che il portafoglio si svuota meno scegliendo la prima soluzione.

I ristoratori lamentano i meno rigidi controlli a cui le sagre paesane sono sottoposte rispetto ai loro esercizi commerciali.
Se da un lato questo puo’ anche essere vero, io credo che i ristoratori dovrebbero soprattutto guardare a questo fenomeno per trarne qualche valutazione a loro utile.

I prezzi dei ristoranti sono oramai diventati inaccessibili per molte famiglie, soprattutto quelle che hanno figli, ed anche uscire per mangiare una semplice pizza richiede un esborso che per tanti diventa molto pesante da gestire nell’ambito della più ampia gestione del budget mensile famigliare.

Vanno ridotti i prezzi del menu dei ristoranti o per lo meno create delle offerte che puntino ad invogliare i clienti ad andare al ristorante più spesso, penso per esempio all’ottima iniziativa chiamata Bimbi a sbafo che punta alle famiglie con figli: perche’ solo pochi ristoratori vi hanno aderito?
Eppure la bontà dell’iniziativa (menù scontati per famiglie con figli in ristoranti per tutti i tipi di “tasche”) era indubbia, tanto quanto era lampante la buona pubblicità generata nei riguardi dei ristoratori che vi aderivano.

Insomma, una polemica a mio avviso un poco stucchevole che lascia il tempo che trova, meglio sarebbe investire queste energie per migliorare la propria offerta e studiare nuove soluzioni di vendita del proprio prodotto (per esempio quanti ristoranti “usano” il web per attirare i clienti???).

 

(foto presa da http://www.prolocolgiate.it/immagini/mongolfiere/griglia2.jpg)