Class action atalantina contro Doni

Una class action ad opera dei tifosi della Dea contro Cristiano Doni: negli ultimi giorni questa notizia ha avuto spazio sui media locali suscitando opinioni diversi tra i tifosi e la gente “normale”.

Alla base dell’iniziativa c’è il desiderio di un gruppo di tifosi di vedere riconosciute le proprie ragioni nell’ambito dello scandalo calcioscommesse in cui l’ex-capitano ed ex-bandiera atalantina è coinvolto: la tesi dei tifosi che promuovono la class action è l’essere stati danneggiati materialmente e moralmente dal calcio-scommesse e nello specifico dall’operato di Doni.

Abbonamenti alle TV a pagamento per vedere le gare dell’Atalanta, biglietti dello stadio, ma anche giocate in ricevitoria che riguardassero l’Atalanta: tutto era già combinato e quindi gli ignari tifosi ne avrebbero ricavata un danno economico innanzitutto, ma anche morale visto che invece di spendere del tempo e  – soprattutto – della passione verso l’Atalanta avrebbero potuto rivolgere le loro attenzioni su altre cose.

Ora sarà interessante capire se il numero dei promotori della class action – a quanto pare una trentina – lieviterà con il passare dei giorni, e come si muoverà la società Atalanta.

Non dimentichiamo infatti che il presidente Percassi – colui che in passato aveva indicato Doni come un possibile futuro presidente… – aveva dichiarato in passato di valutare la possibilità di rivalersi contro chi aveva danneggiato così tanto l’Atalanta.

Danneggiata anche in questo caso sia economicamente che moralmente: danni di immagine, danni avuti dalla penalità dello scorso anno e da quella che ci sarà anche nel prossimo campionato, danni morali ai tifosi.

E chissà che anche altre squadre ed altre tifoserie si rivalgano contro i loro ex-beniamini… ne vedremmo sicuramente delle belle!!!

Cara Atalanta, quanto mi costi!

atalanta,tifosi,stadio,abbonamento,serie a,percassi,crebergUn sondaggio online ha dato un responso impietoso: ben il 76% delle persone che vi hanno partecipato hanno bocciato la campagna abbonamenti dell’Atalanta per il prossimo campionato di serie A (a meno di ribaltoni della Giustizia Sportiva).

Troppo cari i prezzi degli abbonamenti, soprattutto quelli dei parterre e tribuna centrale e laterale, in alcuni casi schizzati verso l’alto come appare chiaramente dalla tabella pubblicata sull’Eco di Bergam online facendo un confronto con l’ultimo campionato di serie A del 2009-10.

Manca, secondo tanti tifosi atalantini che hanno scritto all’Eco di Bergamo, una vera e propria politica per le famiglie, prezzi abbordabili e promozionali per quei padri e madri che abbonano anche un figlio, per trasmettere alla prola l’amore per la Dea.

Le proteste hanno colpito i Percassi tant’è che è stata annunciata una imminente revisione ai prezzi in ottica bambini e famiglie, ma… io resto perplesso di fronte a queste lamentele.
E le trovo ingiustificate su tutta la linea.

Perchè?
Perchè i prezzi delle curve sono rimasti invariati e sono gli stessi di 2 anni fa, così come quelli della Creberg laterale coperta e scoperta.

Salgono i prezzi solo nei settori meno popolari, ovvero la tribuna centrale e la centrale Creberg, dove secondo me l’aumento ci può anche stare.
Perchè l’anno scorso i Percassi hanno fatto uno sforzo enorme arrivando praticamente quasi a regalare l’abbonamento per la serie B (curve a 50 euro!), mentre quest’anno c’è la massima divisione e i prezzi non potevano non subire un ritocco.

Se si pretende una squadra di livello, se si pretendono investimenti ed acquisti, beh, una mano la devono dare economicamente anche i tifosi, non ci si può limitare a tifare e basta. Altrimenti poi decade la famosa recriminazione dei tifosi “Paghiamo, quindi possiamo fischiare e protestare”.

Dai, una mano a questa Atalanta la devono dare tutti quelli che ci credono, dalla proprietà ai giocatori fino ai tifosi, perchè è con tutte le componenti allineate ed unite che si fanno i grandi campionati.

Più che l’abbonamento, personalmente mi preoccupa il caso scommesse: a breve arriveranno i responsi e l’Atalanta potrebbe ritrovarsi con 2 giocatori in meno e qualche punto di penalità.
Ecco, questo mi sembra un bel problema, non l’abbonamento. Che comunque verrà rivisto in ottica famiglie e bambini, c’è da… scommetterci!

A come Atalanta, A come Serie A!

229912_646506_ALBR2995_c_11668332_medium.jpgL’obbiettivo era uno solo, molto chiaro e molto preciso: centrare subito la promozione in serie A per evitare di rimanere inguaiati nell’inferno della Serie B per anni. E subito l’obbiettivo è stato centrato, con ben 3 giornate di anticipo dopo un campionato giocato praticamente sempre da protagonista.

E’ davvero enorme la gioia e la soddisfazione di tutti i supporters della Dea, il campionato di serie B era partito subito alla grandissima ma dopo qualche battuta a vuoto erano emerse perplessità sulla tenuta della squadra, sulla possibilità di poter condurre in porto il campionato così come si era progettato in estate, con una campagna acquisti di buon livello messa in atto dalla società.

Su tutti erano arrivati i 2 “gioielli” del precedente campionato di B, Pettinari e Ardemagni, ma entrambi non hanno giovato di una annata straordinaria.
I presupposti per una annata trionfale c’erano tutti e la vecchia guardia ha sicuramente contribuito alla grandissima a spingere la squadra verso la promozione.

Quando si centra un traguardo così importante i meriti vanno divisi tra tutti i componenti della rosa, io però voglio ricordare 3 giocatori su tutti: Doni, il capitano dei record, l’inossidabile bandiera e trascinatore vero dell’Atalanta, fuori e dentro il campo; poi Bonaventura, che è stato la bellissima sorpresa della squadra e sicuramente l’anno prossimo in serie A potrà mettersi ancora più in luce; per ultimo cito Capelli, perchè è uno che non molla mai, un bergamasco DOC che mette in campo grinta e voglia di arrivare alla meta, uno che magari non è dotato di mezzi da fuoriclasse ma sopperisce a questo con una grinta da campione.

E poi Colantuono e Percassi: il primo è stato tanto criticato per il poco gioco messo in mostra e credo – è una sensazione – che non verrà riconfermato, ma va comunque ringraziato per il grande lavoro svolto.
Il presidente invece si è dimostrato il degno successore di Ruggeri, che personalmente ritengo uno dei più grandi presidenti di sempre. Con Percassi arriverà anche il nuovo stadio e tutto lascia presupporre ad un futuro davvero roseo per tutti.

Adesso la squadra è attesa dagli ultimi impegni di campionato ma soprattutto dalla festa del 21 maggio, quando Bergamo dovrà essere letteralmente invasa dai colori nero e azzurro.

Perchè la serie A merita una festa… di serie A!!!

 

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/05/229912_646506_ALBR2995_c_11668332_medium.jpg)

Nuovo stadio e nuovo palazzetto a Bergamo: sogno o realtà?

222532_637065_Senza_tito_11503994_medium.jpgQuando ho visto le immagini – realizzate al computer – del progetto del nuovo stadio di Bergamo, mi è scappata una esclamazione di meravigliato stupore!
Ma che bella la nuova struttura, uno stadio di grandissimo impatto visivo in cui sicuramente sarà piacevole giocarci ma soprattutto andarci per vedere la propria squadra all’opera.

Il progetto del nuovo, sospirato stadio di Bergamo è stato presentato a Palazzo Frizzoni nei giorni scorsi dal presidentissimo dell’Atalanta, l’imprenditore Antonio Percassi, il quale ha tolto i veli al progetto di uno stadio da circa 25.000 posti costruito all’inglese, termine che va sempre di moda e che fa sempre effetto (come se solo gli inglesi sapessero costruire stadi belli…).

L’area dello stadio sarebbe quella di Grumello del Piano, e sembra che l’idea di Palazzo Frizzoni sia quella di associare allo stadio anche un nuovo Palazzetto dello Sport, anche questo atteso da tanti, troppi anni.
L’eventuale realizzazione di queste 2 opere sarebbe davvero un grandissimo doppio colpo per la nostra città e per i nostri sportivi: sia l’attuale stadio di Bergamo che l’attuale palazzetto dello sport necessitano di urgente pensionamento, avendo già dato e dato in abbondanza, si può tranquillamente dire.

La speranza è che questa volta sia realmente quella buona e che la volontà di Percassi e di Bonetti riesca finalmente a portare i frutti sperati, ed in tempi ragionevoli.

Le prime immagini lasciano a fiato sospeso per la bellezza dell’infrastruttura sportiva e fanno ben sperare.
Dopo il nuovo Ospedale, un nuovo stadio ed un nuovo palazzetto sarebbero una bella sventagliata di novità in casa bergamasca: attendiamo impazienti ulteriori positivi sviluppi, che non esiteremo a comunicarvi.

 

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/04/222532_637065_Senza_tito_11503994_medium.jpg)

Voto all’Atalanta: promossa o rimandata?

atalanta.jpgSe ad inizio campionato avessero detto ai tifosi dell’Atalanta che la loro squadra si sarebbe classificata al secondo posto a fine anno solare 2010, che cosa avrebbero fatto?
Avrebbero accettato la posizione di buon grado oppure, da buongustai quali sono, avrebbero arricciato un pò il naso?

Io propendo più per la seconda posizione, perchè ad inizio stagione l’Atalanta era partita con la dichiarata volontà di vincere (e magari stravincere) il campionato cadetto.

C’era da riscattare una retrocessione brutta, frutto di un campionato di serie A giocato male e concluso peggio.
C’era da recuperare l’amore di una tifoseria che, ad onor del vero, non ha mai voltato le spalle alla Dea.

Ma soprattutto c’era la consapevolezza di avere una squadra all’altezza del compito, quello di vincere il torneo di Serie B.

Dopo una buona partenza però le cose si sono un pò complicate e si è giunti alla sosta natalizia tra tanti, troppi, alti e bassi.
Tante buone prove condite da vittorie alternate a sconfitte indecenti, indecorose, frutto di prestazioni inguardabili, da squadra senza capo nè coda, tanto che più volte è stata chiesta la testa dell’allenatore, Colantuono.

Percassi però ha tenuto duro ed ha sempre confermato l’allenatore, confidando in una quadra definitiva che, però, stenta ancora ad arrivare.

Resta il fatto che la classifica dell’Atalanta è comunque ottima, anche se non superlativa: secondo posto a 3 lunghezze dal sorprendente Novara, se il campionato si concludesse oggi la Dea salirebbe direttamente in Serie A senza passare per i playoff.

Il cammino purtroppo è ancora lungo e la promozione tutta da decidersi visto che va valutata la tenuta della matricola Novara e vanno rintuzzati gli attacchi del Siena, del Torino, di Livorno e Reggina.
Senza dimenticare altre sorprese come il Varese, il Vicenza ed il Pescara, tutte a ridosso della zona playoff.

Va soprattutto trovato un vero bomber, a mio avviso: Ardemagni finora è stato semplicemente deludente, il Tir (Tiribocchi) ha segnato più di un gol decisivo ma si è dimostrato incostante e Doni invece ha fatto buone prestazioni ma i suoi 37 anni si fanno sentire tutti. Il solo Ruotolo sembra essere affidabile, ogni volta che ha giocato non ha mai deluso le aspettative.

Forza Dea e Buon Natale a tutti, augurandoci che il 2011 sia davvero l’anno della promozione nella massima serie, quella che più si addice all’Atalanta.

 

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E’ cominciata l’era Percassi-bis

percassi.jpgAdesso è ufficiale: l’Atalanta ha un nuovo presidente, l’imprenditore bergamasco del settore edile e della moda Antonio Percassi, già alla guida della Dea dal 1990 al 1994.

Il Percassi-bis è quindi partito con l’obiettivo dichiarato di scalare la serie A subito l’anno prossimo, perchè Bergamo deve avere un palcoscenico da serie A ma soprattutto perchè la Serie B comporta una perdita netta di 15 milioni l’anno.

Come cercherà di raggiungere la promozione in serie A l’Atalanta di Percassi?

Puntando sul valore storico della società, sul gioiello di sempre, ovvero il settore giovanile.
Percassi punta ad avere una prima squadra composta da 7-8 giocatori provenienti dal vivaio, quel vivaio che negli ultimissimi anni ha un pò zoppicato non rilasciando più giocatori degni della massima serie.

Il primo passo sarà la scelta dell’allenatore per la prossima stagione, una scelta che stando alle parole del presidente è già molto ristretta ad un paio di elementi e tra questi non sembra (purtroppo) esserci Lino Mutti, degno condottiero dell’ultima parte della stagione appena conclusa.

Stadio nuovo?
Beh, come poteva essere escluso questo punto quando a capo della Dea c’è il re degli impresari edili bergamaschi?
Si farà e sarà un gioiello da circa 20.000 posti, se poi la sede sarà a Grassobbio o da qualche altra parte questo ancora non è chiaro.

Insomma, sembra tutto pronto per ripartire alla conquista della serie A.

Doveroso mi sembra un ringraziamento al presidente uscente, soprattutto a Ruggeri-papà: un presidente che personalmente ho apprezzato tantissimo per lo spessore umano e per la decisione che lo ha sempre contraddistinto, anche quando si è trattato di andar contro i suoi stessi interessi.
Manca e mancherà tantissimo un uomo come Ruggeri, anche a questa nuova Atalanta che riparte con entusiasmo alla conquista della massima serie.

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2009/06/73469_390333_IMG_0870_6_7304081_medium.jpg)