Nuovo Ospedale, missione trasloco: compiuta!

Bergamo.jpgTrasloco finito!

Quella che sembrava una impresa irrealizzabile, rimandata più volte per cause diverse e che sembrava essere stata forzata per motivi politico-elettorali si è invece rivelata un successo in piena regola.

In 6 giorni, ovvero nella tempistica prestabilita, tutti i reparti con i relativi degenti sono stati traslocati nella nuova struttura, in quello che è diventato un avvenimento storico a tutti gli effetti.

Sono stati ben 368 i pazienti trasferite nel nuovo Beato Papa Giovanni XXIII in meno di una settimana con una media di oltre 60 pazienti al giorno.
Nel nuovo ospedale si è anche già celebrato il primo nato, un bel bambino di nome Alessandro e non poteva essere diversamente visto che quello è il nome del patrono della nostra Bergamo.

Adesso l’operatività è tutta nella nuova struttura, quella vecchia si avvia pian piano allo spegnimento progressivo.
Un momento sicuramente storico, felice e gioioso per il nuovo ospedale ma triste e malinconico per i vecchi Ospedali Riuniti di Bergamo.
Dopo decenni di operatività il vecchio ospedale va definitivamente in pensione, cercando per sè una nuova vita ed una nuova destinazione che ad oggi appare ancora nebulosa, visto che tutte le aste per la vendita degli stabili sono sempre andate deserte.

Per il vecchio ospedale si chiude un’epoca e già rimbalzano le notizie dei negozi attorno al vecchio ospedale che denunciano, come era ampiamente preventivabile e preventivato, un calo verticale di lavoro.

Tutto si sposta attorno alla nuova struttura, il trasloco dei degenti porta con sè opportunità anche sotto l’aspetto lavorativo.

Nei primi giorni non mancheranno i problemi, gli assestamenti necessari quando ci si sposta in ambienti nuovi, l’augurio è che tutto possa andare per il verso giusto e che tutti i problemi che fin qui hanno accompagnato il nuovo ospedale di Bergamo possa rimanere relegati al passato.

Il nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII prende vita?

ospedale.jpgMetà gennaio 2013: è questa la data entro la quale il nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII sarà operativo.

La data è quella presentata durante l’incontro in Prefettura con il direttore generale Carlo Nicora, le Rsu dei lavoratori e dipendenti dei Riuniti.

I collaudi sono in fase di ultimazione e i traslochi partiranno – dita incrociate sperando che non escano notizie poco buone dell’ultima ora – il giorno 10 dicembre.

Primi a muoversi saranno gli uffici amministrativi, forse la parte più “semplice” da spostare nel nuovo ospedale.
Dopo gli amministrativi tocchera ai primi ammalati, dal 15-17 dicembre 2012.
Si stima circa 1 settimana di tempo per far traslocare qualcosa come 600 degenti.

Considerando il periodo, ovvero un mese freddo come dicembre,  speriamo che una settimana sia sufficiente e che questi sfortunati malati (sia per lo stato di salute che per la congiuntura legata al trasloco) non risentano della movimentazione da un ospedale all’altro.

Una volta completato lo spostamento dei malati, si potrà festeggiare il Natale nella nuova struttura. Finalmente!

Per un ospedale che sta invecchiando da tanto, troppo tempo senza nemmeno essere stato aperto, che la sera si illumina di luci per non ospitando nessuno, sarebbe davvero un bel traguardo quello di poter prendere vita prima della chiusura del 2012.

Un traguardo che in qualche articolo qualcuno ha criticato perchè sarebbe troppo affrettato, figlio del periodo pre-elettorale per le elezioni in Regione, ma che a mio avviso è invece auspicabile visto il tempo – troppo – che si è già sprecato fino ad oggi, ed i solti – troppi – spesi.

Certo la storia di questo ospedale è nata male, malissimo, l’augurio è che il proseguo sia migliore.

Papa Giovanni XXIII ricordato in uno spettacolo

C_22_articolo_7025_lstParagrafi_paragrafo_0_upiFoto.jpgPer questo week-end vi segnalo un appuntamento un pò diverso da quelli che vi segnalo solitamente.
Si tratta dello spettacolo di Tiziano Manzini GIOVANNI XXIII. Una finestra sul mondo, un ricordo di Papa Roncalli, il Papa buono, che si terrà a Bottanuco sabato 6 ottobre alle ore 21:00 nella Sala della Comunità di via Locatelli.

Lo spettacolo viene realizzato in un periodo storico non indifferente visto che ci stiamo avvicinando a 2 anniversari importanti per la storia del Papa Buono: il 50esimo anniversario dell’apertura del CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, l’11 ottobre 2012, ed il 50esimo anniversario della morte di papa Giovanni, il 3 giugno 2013.

Insomma, 2 avvenimenti storici che ci riavvicinano alla esperienza umana di uno dei Papi più amati degli ultimi secoli, tanto che si arrivò a chiamarlo proprio il Papa buono.

Papa Giovanni XXIII, vero nome di Battesimo Angelo Roncalli, ha lasciato un segno indelebile ed immortale non solo nella storia millenaria della Chiesa ma anche nella storia del secolo scorso.

Un segno tangibile che molti portano ancora nel proprio cuore: citare il Papa buono ai nostri vecchi significa scatenare ricordi, aneddoti, curiosità, eventi che hanno segnato la loro vita.
Chi si ricorda un discorso, una parola, un pellegrinaggio fatto a Sotto il Monte, paese natale di Papa Giovanni XXIII, chi altro ancora.

Un ricordo che resta forte anche dopo mezzo secolo dalla sua scomparsa perchè il bene fatto e l’amore donato continua a perpetrarsi nelle persone, prima che nei libri di storia.

Lo spettacolo prevede un costo d’ingresso di 6 euro, per ulteriori informazioni consiglio di visitare il sito di Pandemonium Teatro.

E venne un grande regista: Ermanno Olmi

ermanno-olmi-sul-set-del-film-cento-chiodi-31376.jpgSeppure con un giorno di ritardo non potevo lasciare passare inosservato il compleanno di uno dei bergamaschi più illustri di sempre, un regista cinematografico sui generis che ha portato Bergamo e la sua storia contadina nei cinema di tutta Italia ed Europa: sto parlando di Ermanno Olmi, che domenica 24 luglio ha tagliato il traguardo degli 80 anni.

Nato nel 1931 a Treviglio da una famiglia contadina, arriva alle riprese cinematografiche quasi per caso, grazie ad un incarico assegnatogli dall’azienda in cui lavorava, che gli commissiona le riprese delle attività produttive.

Per Olmi è un segno del destino e da bravo autodidatta mette nel lavoro tutta la passione e l’originalità che l’hanno contraddistinto lungo tutta la sua carriera, attraverso le opere di successo che l’hanno portato ad essere uno dei registi cinematografici più acclamati in Italia e tra i più apprezzati anche fuori dai nostri confini.

Sicuramente il nome di Olmi è ricordato soprattutto per una delle sue opere, ovvero il mitico L’Albero degli Zoccoli: il film narra della vita di una famiglia contadina, delle disavventure che le occorrono e dei tentativi e degli sforzi che il capofamiglia compie per assicurare alla propria famiglia un presente degno di onore.

Un film molto bello perchè racconta uno spaccato di vita vera della società contadina di fine ‘800, rappresentato da attori non professionisti (una costante nei film di Olmi) che sotto la regia e la guida di Olmi arrivano a rappresentare al meglio le idee ed i pensieri del regista.

Da menzionare anche l’altro suo capolavoro, la biografia del nostro Papa bergamasco narrata nel film …E venne un uomo del 1965.

Ermanno Olmi è stato in questi 80 anni un grande ambasciatore del cinema, un narratore attento soprattutto alle storie che coinvolgono l’uomo, quello normale, povero, quello che vive in povertà ma è ricco di onore e di Fede.

Ad Olmi un grandissimo augurio ed un ringraziamento per quanto fatto nel corso della sua splendida carriera.

20 anni dalla scomparsa di Giacomo Manzù

0902031704__343813_Inge_e_Man_6554677_medium.jpgIl 17 gennaio ricorre il ventennale della morte di un grandissimo artista bergamasco, lo scultore Giacomo Manzù.

Manzù (“traduzione” bergamasca del suo vero cognome, Manzoni) nasce infatti a Bergamo nel lontano 1908 e mostra fin da giovane di possedere un talento innato per l’arte, soprattutto quella scultorea.

Stilare qui una sua breve biografia è cosa impossibile perchè davvero tante sono state le esperienze e le onoreficenze ricevute in vita dal Manzù.
Leggendo della sua vita colpisce soprattutto il legame con un’altro grandissimo personaggio bergamasco del secolo scorso, Papa Giovanni XXIII.

Il Papa buono fu il committente, tra le altre opere, della modifica al tema originario della Porta di San Pietro ne La Porta della Morte.
Altre opere furono commissionate da Papa Giovanni XXIII al Manzù, tra queste il simbolo dello storico Concilio Vaticano II voluto proprio da Papa Giovanni XXIII.

Manzù fu anche l’autore della porta centrale del Duomo di Salisburgo e della porta di bronzo per la Chiesa di San Laurenz a Rotterdam, e a lui fu riservata una sala personale alla XXVIII Biennale di Venezia del 1956.

Un grande artista amato in vita e apprezzato ancora oggi, a distanza di 20 anni dalla sua scomparsa il giorno 17 gennaio del 1991.

Bergamo deve tanto a questo artista, forse poco conosciuto tra i suoi concittadini, sicuramente meriterebbe maggior attenzione soprattutto tra i giovani, tra gli amanti dell’arte.

 

 

Il nuovo ospedale di Bergamo fa acqua

ospedaleBG.jpgIl nuovo ospedale di Bergamo, il “Papa Giovanni XXII” quasi ultimato e quindi quasi pronto a mandare in pensione i vecchi Ospedali Riuniti, fa acqua: sono state infatti rilevate alcune infiltrazioni nei seminterrati della Torre Cinque, l’ ingresso principale della nuova struttura.

Le infiltrazioni dovranno essere eliminate e richiederanno ulteriori lavori che – e qui arriva la brutta notizia – faranno slittare l’inaugurazione e l’apertura dei reparti del nuovo ospedale.
I tempi si allungano di circa 6 mesi su quelli finora previsti, visto che l’azienda che ha in appalto il cantiere ha confermato che intende sistemare la situazione entro la fine della prossima estate.

Senza costi aggiuntivi, tengono a precisare dal Comune e dalla Regione, visto che il nuovo ospedale costerà qualcosa come 340 milioni di euro e sarà, anzi già è, la costruzione più imponente dal dopoguerra in poi nella nostra provincia.

Un brutto colpo che proprio non ci voleva perchè questo incidente fa storcere il naso: com’è possibile che non sia stata prevista una situazione simile in quell’area, che a detta di molti è conosciuta per essere soggetta ad allagamenti come possono testimoniare i contadini che hanno lavorato per anni i campi oggi ospitanti la struttura del nuovo ospedale?

C’è forse da aspettarsi che altri edifici dell’ospedale subiscano la stessa sorte?
Auguriamoci di no, naturalmente!

Il fatto positivo è l’aver scoperto questa magagna adesso, prima che l’ospedale fosse già entrato in piena funzione. In questo modo dovrebbero risultare più semplici le operazioni di riparazione del problema, sperando naturalmente di non scoprire tra qualche mese che sono necessari tempi ancora più lunghi per la risoluzione definitiva del problema.

Intanto una visita sul sito NuovoOspedaleBG.it nella sezione News lascia sconcertati: l’aggiornamento si è fermato al mese di settembre 2008, e da allora non sono stati più riportati ulteriori aggiornamenti sull’avanzamento dei lavori nel cantiere del nuovo ospedale cittadino.

Sarebbe carino utilizzare meglio gli strumenti del web per informare i bergamaschi dello stato di avanzamento dei lavori del loro nuovo ospedale, anche perchè su questo sito la sezione Gallery riporta foto aggiornate a Settembre 2010 del nuovo ospedale: allora perchè non aggiornare anche le notizie?

 

(foto presa da http://i33.tinypic.com/ndpw5c.jpg)

“Papa Giovanni XXIII”: il nuovo ospedale di Bergamo

ospedale.jpgUna delle grandi opere in corso di realizzazione a Bergamo è senza ombra di dubbio quella relativa alla costruzione del nuovo Ospedale cittadino che diventerà operativo nella primavera del prossimo anno nella zona periferica della Trucca, a pochi chilometri di distanza dall’attuale struttura.

L’attuale struttura ospedaliera era diventata nel corso degli anni vecchia ed obsoleta e necessitava di continue manutenzioni; da qui il progetto di realizzare un nuovo ospedale in una zona più decentrata dalla città cosicchè anche il traffico generato dai movimenti di persone in visita all’ospedale non diventi più un problema per la città.

Per realizzare il “Papa Giovanni XXIII” sono stati messi in campo numeri rilevanti: un’investimento di circa 340 milioni di euro, diverse centinaia di operai al lavoro sul cantiere, una superficie di circa 320.000 metri quadrati per vedere realizzato un’ospedale che disporràdi 1200 posti letto e ben 26 sale operatorie.ospedale1.jpg

Un’opera davvero imponente di cui si comincia da tempo ad intravvedere qualcosa costeggiando le strade adiacenti all’area in cui sorge il cantiere, dalle quali si possono vedere i diversi building che costituiranno insieme la nuova struttura ospedaliera.

Tra le diverse novità legate alla costruzione del nuovo ospedale mi piace riportare quella relativa all’adozione di nuove tute di lavoro dotate di microchip, il quale servirà per controllare il percorso ed il numero di lavaggi di ogni capo di biancheria.
Inoltre, il personale potrà ritirare le divise pulite da un distributore automatico utilizzando un badge che permetterà loro di selezionare il capo usando un pannello touch-screen.

All’interno del nuovo ospedale sorgeranno anche 3 bar ed un ristorante, il cui gestore è già stato individuato: uno dei 3 bar ed il ristorante sorgeranno alla torre 1, mentre gli altri 2 bar verranno dislocati uno di fronte alla torre 2 ed uno alla base della torre 7.

 

(foto presa da http://it.wikipedia.org/wiki/File:Cantiere_Aperto_10Giugno2007_007.jpg

http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/cache/7997_NpAdvHover.jpg)