Rispettiamo e difendiamo i sentieri delle nostre montagne

Orobie+turismo.jpgVoglio unirmi anche io alla denuncia effettuata dal Club Alpino Italiano di Bergamo in merito alle devastazioni fatte dai mezzi motorizzati (motocross, quad) ai sentieri delle nostre bellissime montagne.

La cura dei sentieri è un opera che viene effettuata da volontari, associazioni, aderenti al Club Alpino Italiano, persone che mettono a disposizione il loro tempo per curare i sentieri permettendo così a turisti, sportivi, amanti della montagna di muoversi senza pericoli sulle nostre montagne.

Purtroppo questi sentieri spesso vengono rovinati, a volte brutalmente devastati da gente che li percorre (a volte a velocità pazzesche) in moto. Anche a me è capitato di incrociarne alcuni e, oltre ad una situazione di pericolo, i danni si vedono subito: solchi, buche, sassi divelti, danni a piante e fiori.

Serve più rispetto e norme severe (peraltro già in essere) che vengano messe in pratica, pizzicando i trasgessori e punendoli magari non pecuniariamente ma facendoli lavorare nel sistemare i sentieri devastati proprio da loro.

Serve rispetto per la montagna, per quel poco di natura che ancora ci resta, per luoghi e paesaggi che appartengono a tutti, all’umanità intera, e che meritano cura ed amore come ne dovremmo avere per i nostri cari e per noi stessi.

Appoggio quindi con entusiasmo la denuncia del CAI di Bergamo, nella speranza che serva a sensibilizzare chi finora non ha avvertito l’importanza di questi valori.

 

 

 

Foto presa da http://1.bp.blogspot.com/-02zLnF8ggh0/TWIHb6eQFEI/AAAAAAAAEbY/xcLjEp2Szss/s1600/Orobie+turismo.jpg

Il mese della castagne

castagne.jpgOttobre è il mese dell’autunno, e l’autunno è il mese delle… castagne!!!
Quanti di noi associano il mese di ottobre con la ricerca e la raccolta delle castagne, quando da bambini andavano per i boschi della provincia accompagnati dal proprio papà, dalla mamma, dal nonno, dagli zii.

Ricordo ancora con piacere quando da piccolino il sabato pomeriggio ci si preparava: giubbino pesante per ripararsi dal freddo e dall’umidità, stivali per non bagnarsi i piedi, un bel bastone per mantenere l’equilibrio e per smuovere le foglie alla ricerca delle castagne, ed una borsa della spesa per raccoglierle!

Si passava un pomeriggio all’aria aperta incuranti del freddo, dei morsi della fame per la mancata merenda, concentrati alla ricerca delle castagne per trovarne un numero maggiore dei propri fratelli e dei propri cugini.
Primeggiare in questa ricerca equivaleva a ricevere i complimenti dei “grandi”, ad una pacca sulla spalla, alle congratulazioni del nonno: come si poteva non competere in questa “gara” tutta speciale?

Come dimenticare le tante punture ricevute nel raccogliere le castagne ancora nascoste all’interno dei ricci, spinosi come poche altre cose al mondo ma così belli da rompere per scoprire quante castagne celava al suo interno?

Il mese di Ottobre nella nostra provincia è ricco di castagnate in tanti paesi, oratori, centri aggregativi: segno che le castagne sanno ancora aggregare persone di tutte le generazioni, grandi e piccini, alla faccia di internet, Facebook e telefonini vari.

W le castagne allora, e buona raccolta!

 

(foto presa da http://www.iltaccoditalia.info/public/castagne.jpg)

La montagna e le slavine: maneggiare con cura

slavine.jpgLa montagna rappresenta una risorsa importantissima per tutto il territorio bergamasco: in ogni stagione offre tantissimo a chi la ama, dagli spettacoli mozzafiato in autunno con i colori degli alberi che le “incendiano” di rosso, giallo e verde, ai panorami che si aprono davanti agli occhi dei tanti camminatori in estate, fino al divertimento dello sciare sulle piste innevate in inverno.

Proprio in questo periodo della stagione però comincia la fase più critica per chi ama andare a sciare, in quanto il rialzo delle temperature crea il cosiddetto pericolo-slavine: valanghe di neve che si muovono sui crinali innevati col passaggio di sciatori che o per inesperienza o per mancanza di prudenza non esitano a sciare fuoripista in luoghi a rischio slavine.

Nel week-end appena passato il bilancio dei morti a causa delle slavine è stato pesante: purtroppo anche le nostre montagne hanno contribuito con una vittima, un giovane di 25 anni rimasto sepolto per 2 ore sotto una slavina, prima che il suo corpo venisse recuperato dai soccorritori oramai senza vita.

L’incidente mortale è avvenuto su un sentiero che conduge al rifugio Albani di Colere, dove la giovane vittima lavorava inseguendo il sogno di diventare un giorno guida alpina, spinto dal suo grande amore per la montagna.

Questo tragico avvenimento, purtroppo non l’unico nel suo genere, richiama tutti gli sciatori all’importanza del seguire le norme di sicurezza che devono sempre essere a conoscenza di chi frequenta le montagne innevate.
L’incidente mortale dell’Albani ha dinamiche diverse, si è trattato di una fatalità, ma questo non toglie che troppo spesso tante valanghe vengano causate da comportamenti sbagliati ed irresponsabili.

Serve capire che seguire le norme di sicurezza non è limitare la propria passione ed il proprio amore per la montagna, ma è dimostrare un senso di responsabilità ed un’amore ancor più grande per la montagna e per chi la frequenta, perchè passare qualche ora sulle piste da sci divertendosi in sicurezza è ancor più bello ed eccitante che mettere a repentaglio la propria vita e quella di chi ci sta accanto.

 

(foto presa da http://www.aostasera.it/userdata/immagini/foto/534/valanga_4465.jpg)

Bergamo si prepara all’83esima adunata nazionale degli Alpini

alpinia.jpgIl 2010 vedrà Bergamo ospitare un’evento importantissimo: dal 7 al 9 maggio 2010 infatti si terrà in città l’83esima adunata nazionale degli alpini.
Un’appuntamento importantissimo sia perchè in città arriveranno tra i 400 ed i 500 mila alpini da tutta Italia, sia perchè in bergamasca sono migliaia gli alpini che aspettano da un ventennio questo evento.

Il rapporto tra gli alpini e la popolazione bergamasca è molto sentito, storicamente Bergamo la si può definire senza tanti problemi una vera e propria città “alpina“.
Gruppi di alpini sorgono in quasi tutti i comuni della bergamasca e da anni si accompagnano ad iniziative benefiche e di solidarietà di ogni tipo.

Grazie a loro l’alpino non viene più visto come il soldato che se ne sta in cima alla montagna a fare da guardia a posti abbandonati da Dio, ma come gruppi di persone impegnate nel sociale e desiderose di offrire una mano in tantissime iniziative a sfondo benefico.

I 3 giorni del raduno saranno un concentrato di eventi molto significativi: il sabato sera al teatro Donizetti si terrà una serata di gala, preceduta nel pomeriggio da una santa messa presso il Lazzaretto e dal concerto delle fanfare alpine e dei paracadutisti presso lo stadio comunale.
Ma il momento più importante sarà senza dubbio la sfilata dei tantissimi gruppi alpini che arriveranno da tutta Italia, e che si terrà la domenica dalle 9 alle 16.

La logistica di questo evento è un’altra aspetto non meno rilevante: pensare di ospitare 4-500 mila persone per 3 giorni è un’impresa non da poco per una città che conta meno della metà di quelle persone.

Le basi per l’accoglienza degli “ospiti” saranno 4, dislocate in diverse aree della città, ed a disposizione della manifestazione verranno messe anche 21 palestre cittadine.

Oltre a queste 4 aree vi saranno zone in cui pernottare sparse anche in diversi paesi della provincia.

Insomma, un’evento che ci si aspetta davvero diventi memorabile per la sua grande portata e per la visibilità che darà alla nostra città, che sono certo saprà rispondere al meglio e mostrare tutto il suo affetto per le penne nere.

Chiudo lasciando il sito ufficiale della manifestazione, per la verità non il massimo in quanto graficamente molto povero e realizzato usando un template che poco si addice a questo evento: http:2010.anabg.it

 

(foto presa da http://media.athesiseditrice.it/media/2009/05/57255_71788_medium.jpg)

Alpinismo bergamasco in lutto, ci ha lasciati Roby Piantoni

roby0.jpgIn questi giorni l’alpinismo bergamasco è nuovamente in lutto: a lasciarci è stato Roby Piantoni, morto mentre in Tibet cercava di scalare la 14esima montagna più alta del mondo, lo Shisha Pangma.
Ma non è solo l’alpinismo bergamasco a piangere il giovane scalatore orobico: tutti gli appassionati di montagna conoscevano il nome di Roby Piantoni per le sue tante imprese compiute, pur se ancora giovane (32 anni).

Pochi anni fa aveva scalato l’Everest senza aiutarsi con le bombole d’ossigeno, tanto per citare la sua impresa forse più famosa, ma più in generale Piantoni era conosciuto dai tanti amanti delle montagne bergamasche, dalle tante persone che seguivano le sue imprese con grande passione ed interesse, la stessa passione che lo aveva spinto a dedicare la sua vita alla montagna, il suo grande amore.

Montagna che gli aveva portato via il padre quando lui era ancora bambino, e che ora si è preso pure lui.
Chissà, forse adesso padre e figlio se ne stanno seduti in paradiso a raccontarsi a vicenda le loro imprese, dandosi affettuose pacche sulle spalle, fieri l’uno dell’altro ed uniti da quel grande amore che è la montagna.

Ogni volta che leggo di un’alpinista che muore durante una scalata avverto un brivido, un brivido dovuto al fatto che penso che si è lasciata questa vita mentre si compiva la cosa che più si amava.
Chi ama la montagna conosce benissimo i rischi che questa porta con sè: la montagna è come un’amante bellissima che sotto le proprie vesti nasconde un’arma affilata, pronta a colpire alla primissima distrazione, alla prima falla.

Chi va in montagna ha soprattutto grande rispetto per essa.
Sa che ogni passo nasconde un’insidia, che superficialità ed approssimazione sono cose che non ci si può concedere mentre si scala.
Occorre sempre grande attenzione, grande cura dei particolari, ed una grande, immensa passione.

Leggendo delle imprese di Roby Piantoni ho avvertito tutto questo: passione, amore, rispetto, attenzione, che purtroppo non sono bastate perchè una tragica fatalità era lì ad aspettarlo.
Una corda che ha retto il passaggio dei suoi 2 compagni di scalata ma non lui. Forse la corda era consumata dal tempo, dalle intemperie.
Chissà, forse era soltanto il suo destino che doveva compiersi nell’atto che Roby Piantoni amava di più: la scalata.

Non voglio sembrare irrispettoso, sono certo che tutti gli alpinisti amino la propria vita, ma credo che morire durante la scalata sia in un certo senso la sublimazione di un legame inscindibile con un’entità che è diventata parte stessa dell’anima dell’alpinista.roby1.jpeg

Roby Piantoni, così come suo padre, è stato chiamato a realizzare questa sublimazione ed ora è legato per sempre alle sue montagne.

In queste ore il suo corpo è stato recuperato e verrà successivamente rimpatriato per essere portato a riposare nel suo paese natale, all’ombra delle montagne orobiche.

Ecco, le montagne, vedete?
Si torna sempre da loro, alla fine…

 

(foto presa da http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lombardia/Muore-in-Tibet-lalpinista-Roby-Piantoni-stava-scalando-lo-Shisha-Pangma_3879540777.html)

La minimarcia di Selvino: per bambini ma non solo

mini2.jpgDurante i mesi estivi le scuole chiudono ed allora le famiglie si ritrovano con il problema di dove portare i propri bambini, in quali attivita’ impegnarli, trovare quali iniziative il territorio promuove per i piu’ piccoli.

Tra le diverse iniziative dedicate ai bambini presenti nel cartellone dell’estate bergamasca e riportate anche sul portale dei Bambini a Bergamo, una delle piu’ coinvolgenti ed interessanti dell’intera estate e’ a mio avviso la Minimarcia di Selvino.

Giunta quest’anno alla 28esima edizione, la Minimarcia di Selvino e’ una camminata che in origine era stata pensata per i bambini residenti in paese ed in villeggiatura a Selvino ma che nel corso delle varie edizioni, grazie al successo acquistato dall’iniziativa, e’ diventata un’occasione di divertimento per bambini provenienti da tutta la provincia di Bergamo.

Questa edizione della Minimarcia di Selvino si terra’ giovedi 13 agosto con partenza ed arrivo dal Parco Vulcano a Selvino per un totale di circa 4 km di percorso attraverso parchi e strade del bellissimo paese dell’altopiano, un percorso che sara’ animato da balli, canti, musica, giochi ed ancora tante altre sorprese.

Possono partecipare alla minimarcia i bambini accompagnati dai loro genitori, nonni, zii, anche dai loro animali.mini1.jpg
Proprio un’animale e’ la simpatica mascotte della minimarcia: Berto il castoro, che ogni anno e’ accompagnato dalla mamma Bertina e dal papà Bertino (c’e’ molta fantasia coi nomi, vero?).

Se siete interessati a questa simpatica iniziativa allora vi suggerisco di reperire tutte le informazioni sul sito ufficiale della Minimarcia di Selvino.

 

 

(foto prese da http://webstorage.mediaon.it/media/2009/07/80174_404636_IMG_2572_7547615_medium.jpg

http://webstorage.mediaon.it/media/2009/07/80171_404626_0353_55844_7547540_medium.jpg)

Orobie Skyraid 2009: correre lungo il sentiero delle Orobie

corsa1.jpgPer tutti gli appassionati di montagna ed imprese al limite dell’impossibile l’appuntamento è per domenica 2 agosto con l’edizione 2009 dell’Orobie Skyraid, una gara di corsa in montagna a squadre che si snoda lungo il sentiero delle orobie orientali, dal rifugio di Valcanale fino al passo della presolana.

Una gara riservata ad atleti dalle capacità fisiche non comuni: correre in montagna comporta un dispendio di energie fisiche notevoli, oltre ad una capacità di concentrazione e di gestione delle proprie energie.

La gara si suddivide in 3 tappe, una per ogni atleta dei vari team in gara:

– la prima tappa è denominata SkyMarathon, perchè si tratta di correre una distanza di circa 42 km come nella disciplina olimpica della maratona, in questo caso la distanza viene coperta partendo dal paese di Valcanale arrivando al Rifugio Coca, passando per le tappe intermedie dei Rifugi Gemelli, Calvi e Brunone.
Il dislivello e’ di circa 2710 metri in salita e di 1918 in discesa.

– la seconda tappa è la SkyRace.
Il tragitto parte dal Rifugio Coca e porta al rifugio Albani, passando per il rifugio Curò.
In totale una trentina di chilometri di corsa in alta quota, nella quale gli atleti potranno sfruttare al meglio la loro capacità di corsa in montagna sfruttando un percorso con meno dislivelli rispetto al precedente.

– la terza ed ultima tappa è quella dello SkyClimbing.
Quest’ultima tappa parte dal Rifugio Albani e si conclude alla Presolana, passando per l’omonimo passo.
Questa è la tappa più breve ma non per questo meno dura o meno spettacolare poichè vi sono tratti in cui gli atleti dovranno arrampicarsi, oltre a correre.

La gara, sia quella maschile che quella femminile, partirà domenica mattina alle ore 6:00 a Valcanale e l’arrivo dei primi atleti alla Presolana è previsto attorno alle 14:30/15:00.

Un’evento da non perdere per tutti gli appassionati della corsa in montagna, poichè sarà possibile seguire i concorrenti lungo tutto il sentiero e quindi godere dei panorami unici e fantastici che il sentiero delle Orobie offre a tutti gli appassionati di trekking.

 

(foto presa da http://www.discoveryalps.it/images/foto/8617.jpg/_full.jpg)

Il meraviglioso spettacolo delle Cascate del Serio

cascate.jpgGli amanti della montagna sanno che la bergamasca è terra ricca di tanti percorsi affascinanti e suggestivi e che l’estate è un periodo florido di iniziative per vivere una giornata a stretto contatto con la natura.

Uno degli eventi più caratteristici dell’estate “montanara” è l’apertura delle cascate del Serio, che da qualche anno a questa parte viene ripetuta in più appuntamenti nell’arco del periodo estivo.

Le cascate del Serio si trovano nel territorio del comune di Valbondione, in alta Valle Seriana, e con il loro triplice salto di ben 315 metri sono le più alte d’Italia e le seconde in Europa.
Il salto venne interrotto nel lontano 1931 quando venne costruita una diga per produrre energia elettrica sfruttando l’acqua del lago Barbellino, ma nel 1969 l’ENEL decise di riaprire le cascate in alcune giornate dell’anno per permettere ai turisti (e non solo) di poter ammirare lo splendido spettacolo naturale del triplice salto delle cascate.

L’apertura della diga con il conseguente tuffo dell’acqua dalla cascata viene preceduta dal suono della sirena della diga, un fischio lungo, quasi lugubre, che stride col luogo nel quale ci si trova.
L’apertura della cascata dura solitamente mezzora, ma tanto basta per far radunare in ogni occasione migliaia di persone.

Ho assistito diverse volte negli anni passati a questo evento ed ogni occasione era qualcosa di unico: vuoi per la massa imponente di gente che si ritrova sul sentiero e nei prati sopra il paese per ammirare lo spettacolo, vuoi per la meraviglia offerta dalle cascate, vuoi per l’incantevole zona nella quale è incastonata questa perla della natura, la giornata dell’apertura delle cascate del Serio è sempre stata una giornata speciale delle mie estati passate.

Quest’anno la prima apertura è avvenuta lo scorso 21 giugno ma nel week-end in arrivo si replica con un’apertura speciale: le cascate verranno infatti aperte non di mattina ma di sera, dalle ore 21:30 alle ore 22:00 di sabato 18 luglio, replica di un’apertura notturna avvenuta per la prima volta in assoluto lo scorso anno e molto apprezzata dai numerosi turisti accorsi in loco.

Un’occasione ancor più ghiotta per ammirare le cascate in una veste tutta particolare, quella notturna, a cui si aggiunge anche la camminata enogastronomica denominata “La cascata tra notte e gusto” organizzata dall’Ufficio Turistico di Valbondione, che porterà i partecipanti a godere non solo della bellezza delle cascate ma anche della bontà di alcuni piatti tipici della bergamasca.

Per partecipare alla camminata enogastronomica è necessaria l’iscrizione, per ulteriori informazioni si può contattare l’Ufficio Turistico di Valbondione all’email: info@lizzolasci.it oppure telefonando al numero 0346.44090

Se parteciperete a questo evento fatemi sapere com’è andata, son sicuro che sarà un’esperienza davvero memorabile.

 

(foto presa da http://www.diegofavareto.com/images/foto/Cascate%20del%20Serio%2008-10-2006/005%20-%20Cascate%20del%20Serio.jpg)