L’asse interurbano, la nostra Salerno-Reggio Calabria

asse.jpgRoba da fare invidia alla Salerno-Reggio Calabria: per vedere completato l’asse interurbano, opera viabilistica di grandissima importanza per la nostra città e provincia che doveva essere pronta per i mondiali del 1990, ci sono voluti ben 22 anni, dal 1988 al 25 novembre 2010, una data che definire storica a questo punto è davvero riduttivo.

Circa 17 chilometri di percorso, 22 anni di tempo per realizzarli.
I Mondiali di calcio del 1990 se ne sono andati da tempo, così come quelli del 1994, del 1998, del 2002, del 2006 e di quest’anno, 2010.

Ben 6 edizioni si sono succedute prima di vedere pronto l’asse interurbano, prima di vedere diventare realtà la connessione stradale che porta da Albano Sant’Alessandro a Mapello.

Un record del quale, onestamente, avremmo fatto volentieri a meno perchè la realizzazione di questa strada è diventata nel corso degli anni un incubo, dal quale sembrava non si potesse mai uscire.

Adesso la strada c’è, è completata ma, a dire il vero, qualche ritocco già servirebbe: per esempio nei pressi dello svincolo per entrare in autostrada al casello dell’A4 di Bergamo, dove ogni mattina per chi arriva da Albano Sant’Alessandro ci sono SEMPRE centinaia di metri di coda, se non qualche chilometro.

Una grossa pecca che deve essere sistemata al più presto perchè è inaccettabile che per percorrere una manciata di chilometri occorra anche mezzora, nelle ore mattutine e serali di punta del traffico.
Lo svincolo per chi si reca in A4 (o in città) va cambiato, va migliorato, perchè le code vengono generate proprio da quelle autovetture che si immettono nello svincolo in discesa.

Beh, non corriamo troppo avanti, prima festeggiamo questa apertura, attesa da ben 22 anni.
Prosit!

 

(foto presa da http://stradafacendo.tgcom.it/wpmu/files/2010/11/asse_interurbano221.jpg)

Un bergamasco dell’Atalanta ai Mondiali del Sudafrica

montolivo.jpgSono passati ben 16 anni dalla finale dei Mondiali di Calcio del 1994 persa ai rigori contro il Brasile di Romario, e finalmente in una partita di un mondiale di calcio ritroviamo in campo un giocatore bergamasco cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta.

Il giocatore in questione è Riccardo Montolivo, uno degli ultimi gioielli usciti dalle (un tempo…) gloriose giovanili della Dea, giovanili che purtroppo negli ultimi anni hanno lesinato i giocatori di un certo livello.

Montolivo ha lasciato Bergamo molto presto, gli son valse poche partite giocate alla grande in prima squadra per vedersi prima corteggiato e poi acquistato da una squadra di buon livello come la Fiorentina.
Con i viola ha disputato diversi campionati di serie A di ottimo livello e l’approdo in nazionale per i Mondiali 2010 del Sudafrica sono il giusto coronamento per la carriera di questo ottimo centrocampista, una carriera tutto sommato ancora lunga a venire e che si spera possa riservargli tante soddisfazioni quante quelle avute in questi anni.

Montolivo ha portato l’Atalanta al mondiale giocando nella gara d’esordio dei Mondiali dei nostri Azzurri contro il Paraguay, una partita sofferta e molto difficile nella quale il ragazzo di Treviglio è stato additato da tanti come il migliore in campo, guadagnandosi le lodi sperticate di uno come Marcello Lippi che solitamente non ama lodare i singoli per concentrarsi sul gruppo.

Montolivo è stato per tutta la partita il centrocampista più ordinato e lucido, preciso nei lanci e tempestivo nelle chiusure, e nel secondo tempo ha provato anche la via personale del gol con un bolide da quasi 30 metri che il portiere paraguayano ha faticato a spedire in calcio d’angolo.

Un ottimo esordio che lascia ben sperare per il proseguo del campionato del Mondo, con l’augurio che questo pezzetto di Atalanta possa giocare il maggior numero possibile di partite nel Mondiale e fare sempre un bel figurone.

 

(foto presa da http://www.puntosport.net/puntosport-incorso/images/Image/CALCIO-2009/Fiorentina/montolivo.jpg)

Tutto pronto per l’adunata nazionale degli Alpini a Bergamo

italia.jpgIl conto alla rovescia è cominciato, ancora pochissime ore e comincerà ufficialmente l’adunata nazionale degli Alpini a Bergamo, un’evento storico per la nostra provincia per via del legamo fortissimo che da sempre lega questo corpo militare con la nostra città e provincia.

In questi giorni siamo stati letteralmente bombardati di notizie su questo evento: dai dati riguardanti l’indotto economico che le 400.000 penne genereranno nella nostra città ai numeri sulle tende ed i metri quadri di suolo occupati dalle varie strutture, dalla cittadinanza onoraria che la nostra città ha concesso al corpo degli Alpini ai ricordi di chi ha vissuto il precedente raduno, negli anni ’80 del secolo scorso.

Ma la cosa che più mi ha colpito in questi giorni è il fiorire incontrollato di bandiere tricolori in ogni luogo: troviamo bandiere tricolori sui balconi, nei negozi, sulle scuole, sui pali della luce, sulle facciate delle aziende, per strada, sui ponti, alcune addirittura disegnate sui muri.
A Curnasco una azienda ha colorato una macchina di rosso, una di bianco ed una di verde e poi le ha alzate in cielo usando una gru e passando sulla superstrada che porta da Colognola a Curno le si può vedere sulla sinistra, un piccolo capolavoro che suscita un pizzico di commozione ed orgoglio!

La grande festa degli alpini insomma è già cominciata e chissà per quanto tempo ancora durerà, dopo la sua conclusione ufficiale di domenica 9 maggio.

E’ bello vedere che tanta gente è ancora orgogliosa di esporre il simbolo per eccellenza della nostra Italia, ossia il tricolore.
Alla faccia di quanti questo simbolo lo deridono, lo umiliano nonostante le alte cariche politiche ricoperte.
Segno che l’Italia è prima di tutto nostra, di noi cittadini semplice, umili, normali. Non dei politici che chiusi nella loro gabbia dorata hanno perso di vista l’attaccamento per la nostra bella nazione.

Ecco, gli alpini ci hanno aiutato a riscoprire questo lato nascosto, ci hanno fatto sentire ancora una volta orgogliosi di essere italiani, senza che occorra una vittoria ai mondiali di calcio per sentirsi orgogliosi di essere italiani.

E allora… W gli Alpini, e tutti all’adunata nel week-end!

 

(foto presa da http://www.politicalive.com/wp-content/uploads/2009/08/bandiera-italiana-asta.jpg)