L’esercito delle BiGi si rafforza

La notizia della sospensione per una settimana – da sabato 2 a venerdì 8 febbraio 2013 – dell’apprezzato servizio di bikesharing sulla rete cittadina aveva fatto temere per un attimo un taglio legato alla mancanza di fondi.

Di questi tempi infatti ogni notizia di riduzione di un servizio al pubblico è quasi sempre dovuto a ragioni economiche, fortunatamente non è stato così per il nostro servizio di bikesharing cittadino.

Infatti in questo caso la sospensione è legata ad una necessità di aggiornare la piattaforma di gestione online del servizio e, notizia ancora più positiva, all’estensione della rete stessa grazie all’installazione di ben 4 nuove ciclostazioni: sono quelle di Borgo Palazzo – lato fermata TEB, di Pirovano – via Borgo Palazzo all’incrocio con via Pirovano, la Battisti – all’incrocio tra via Battisti e via San Giovanni e la Palma il Vecchio – tra via San Rocco e via Broseta.

Questo intervento porta insomma un consistente aumento di colonnine al numero di 245, che sono per la nostra rete cittadina un numero di tutto rispetto.

I numeri di questo ottimo servizio sono infatti tutti molto positivi e segnalano un forte interesse da parte della cittadinanza per questo tipo di mobilità “green”: dal 2009, anno di avvio delle BiGi, sono state circa 3000 le adesioni dei ciclisti cittadini con utilizzi mensili di qualche centinaio.

Un servizio che piace, che serve, che si è rivelato utile e che tra l’altro è attivo in tantissime città italiana, segno che la mobilità cittadina è fattibile anche senza l’ausilio di mezzi meccanici.

Ricordo che per usufruire del servizio della BiGi bisogna rivolgersi all’ATB Point di Largo Porta Nuova a Bergamo, nei giorni feriali da lunedì a venerdì dalle ore 8:20 alle ore 18:45 e il sabato dalle ore 9:30 alle ore 14:30.
Ulteriori informazioni possono essere richieste scrivendo all’indirizzo e-mail atbpoint@atb.bergamo.it

Settimana per l’Energia, si studia la Smart City

thumbnail_526_treehouse.jpgLa Smart City è il tema portante della quarta edizione della  Settimana per l’Energia. Dal Green allo Smart: ieri, oggi, domani  che si terrà dal 5 all’11 novembre

L’organizzazione dell’evento è curato dall’Associazione Artigiani con Confidustria, Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, Ufficio Scolastico Lombardia e Università di Bergamo.

La città intelligente è quindi il tema che verrà dibattuto ed affrontato durante la settimana da ingegneri, dottori, studenti, comuni cittadini.
Quando si parla di Smart City gli ambiti sono diversi ed infatti verranno affrontati attraverso convegni, studi, workshop, laboratori: gli ambiti sono quelli dell’economia, della mobilità, dell’ambiente, delle persone, degli stili di vita e della cosiddetta governance.

Parlare di Smart City oggi, in una fase economica e sociale depressa come quella attuale, è tutt’altro che banale: significa guardare oltre, provare a pensare alla realizzazione di un ambito cittadino che sia più a misura di uomo ma soprattutto che ponga in primo piano la tecnologia al servizio dell’uomo e delle sue necessità, senza penalizzare l’ambiente e le realtà che vivono attorno alle grandi città.

Istituzioni pubbliche e aziende privati devono lavorare insieme per realizzare una città intelligente che valorizzi le eccellenze locali, sia in termini di risorse naturali del territorio sia in termini di eccellenze industriali e sociali.

La Settimana dell’Energia si svolgerà in diverse aree di Bergamo e sarà operativa anche in altre città lombarde come Varese, Como e Brescia.

Ulteriori informazioni sul programma e gli eventi sono disponibili sul sito ufficiale della Settimana per l’Energia.

La crisi dei centri commerciali

centro-commerciale.jpgNei giorni passati si parlava tra colleghi di come nei week-end fosse quasi impossibile metter piede in un centro commerciale per andare a far spesa (o a comprare regali) causa il grandissimo affollamento di persone, ma anche di come tanti negozi rimanessero desolatamente vuoti con le commesse in attesa vana di qualche cliente.

Tanta gente a spasso nei viali centrali dei centri commerciali, qualcuno che curiosa all’interno dei negozi ma acquisti pochi, molto pochi.

La causa la conosciamo tutti ed è inutile ricamarci, è la crisi economica che oramai da 3 anni affligge l’Europa e più in generale i paesi aderenti all’euro, ma soprattutto quelle economie oramai mature (e sature) come la nostra.

La crisi finora ha colpito duramente e se anni fa era raro udire di qualche amico o parente in cassa integrazione o in mobilità, oggi è quasi una abitudine: quasi ogni giorno si legge di aziende in crisi, di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, di mobilità, di contratti di solidarietà, di licenziamenti.

Sarà un Natale duro sotto questo punto di vista perchè il futuro prossimo – leggasi 2012 – si annuncia simile se non peggiore a quanto visto fino ad oggi.
La manovra economica che il governo Monti ha varato (ed è la quinta quest’anno, alla faccia di chi raccontava in giro che eravamo un paese di benestanti e che la crisi non esisteva…) rende ancor più difficile pensare al domani, ad un futuro di servizi gratuiti e poche tasse da pagare, con una busta paga più pesante perchè alleggerita da tasse e balzelli vari.

I centri commerciali sorti a bizzeffe negli anni erano diventati le nuove cattedrali del consumismo, la prova provata che il nostro paese era benestante e dedito al consumismo, e più centri commerciali aprivano più si tendeva a pensare che quel territorio fosse una terra ricca, popolata da benestanti e foriera di lavoro e benessere.

Quelle stesse cattedrali del consumismo oggi vivono sulla loro pelle la crisi di quel sistema che le ha generate e si ritrovano così ad essere popolate da tantissime persone con pochi soldi in tasca, ed ancor meno possibilità di spendere.
I saldi già partiti ancor prima del passaggio del Natale sono solo l’ultimo segnale disperato di un consumismo che sembra essere al tramonto, maturo come sono mature le economie che lo hanno proposto per tanti anni.

Settimana Europea della Mobilità a Bergamo

BIGI+Bike+Sharing+Bergamo.jpgSi tiene nel periodo che va dal 16 al 22 settembre la X edizione della Settimana Europea della Mobilità, quest’anno con lo slogan “MUOVITI ALTERNATIVO“.

L’iniziativa viene promossa ogni anno dalla Comunità Europea per incentivare alla mobilità sostenibile attraverso un ventaglio di appuntamenti ed eventi che puntano in questa direzione: sensibilizzare i cittadini all’utilizzo dei mezzi pubblici e al rispetto per l’ambiente.

A Bergamo hanno aderito all’iniziativa ATB e TEB che, in collaborazione con il Comune di Bergamo, hanno organizzato una serie di iniziative molto interessanti, alcune pensate ed ideate per rivolgersi anche ai bambini.

Durante il periodo indicato verrà aperto il Museo ATB di via Monte Gleno 13 per permettere ai visitatori di conoscere l’evoluzione del servizio pubblico durante gli anni nella nostra città.

Giovedì 15 settembre in Piazza Matteotti verranno presentati i veicoli ecologici del Comune , mentre Venerdì 16 settembre alle 18:00 si terrà la biciclettata “Tutti in BiGi”, che riprende il nome delle biciclette “pubbliche” in servizio in città.

Interessante il laboratorio creativo dedicato che si tiene invece nella giornata di sabato 17 settembre dalle ore 15:00 alle ore 18:30 in Piazza Dante, a Bergamo.
Potranno parteciparvi anche gli adulti ed il tema verterà sulla mobilità sostenibile, nel laboratorio i partecipanti costruiranno infatti dei mezzi di trasporto servendosi di materiale di riciclo.

Il programma prosegue poi la settimana seguente con l’inaugurazione di 3 nuove piste ciclopedonali che collegano Nembro e Pradalunga (lunedì 19), a cui seguiranno altri eventi che vi consigliamo di scoprire consultando il sito di ATB e TEB.

Una settimana molto importante perchè oggi più che mai i temi della mobilità e della sostenibilità ambientali sono sentiti e prioritari, conoscerne l’evoluzione partecipando alle iniziative di questa settimana di eventi costituisce sicuramente un momento di crescita molto interessante.

La crisi economica a Bergamo: quali soluzioni?

Industria tessile.jpgBergamo era fino a qualche anno fa un’isola felice nel mercato del lavoro: disoccupazione su tassi talmente bassi da risultare quasi inesistente, piccole imprese che sorgevano ovunque, tantissimi piccoli artigiani, possibilità’ lavorative in quantità in diversi settori, su tutti quello metalmeccanico e manifatturiero.

Bergamo, come buona parte della Lombardia, attirava lavoratori anche da fuori provincia e fuori regione.
Trovare lavoro in bergamasca voleva dire assicurarsi un’occupazione a lungo termine, “assicurare il proprio futuro”, tanto per capirci.

Ad un certo punto sono iniziati i primi scricchiolii: il manifatturiero, soprattutto il tessile, ha cominciato a soffrire la concorrenza di paesi a basso costo del lavoro, Cina su tutti, e poi negli scorsi mesi anche a Bergamo è arrivata la crisi peggiore degli ultimi cento anni, quella che ha messo in ginocchio tutta l’economia mondiale.

Se fino a qualche anno fa i lavoratori in esubero da aziende in crisi potevano trovare sbocchi lavorativi in altri settori come per esempio in quello commerciale (a causa del fiorire come funghi di diversi centri commerciali in tutta la provincia), oggi purtroppo anche questa possibilità di ricollocamento sembra essere arrivata al capolinea.

A Bergamo e provincia la crisi c’è, ed è tanta.

Non passa giorno che sui media locali non appaiano notizie di aziende che aprono procedure di cassa integrazione o mobilità per i propri dipendenti e purtroppo questo trend non sembra essere ancora finito, checchè ne dicano i nostri cari politici.
La crisi continua a mietere vittime, a far fallire aziende ed a lasciare centinaia se non migliaia di persone senza lavoro.

Ma si può uscire da questa crisi, oppure non resta che assistere impotenti a questo stillicidio di attività produttive?

Da questa crisi possono nascere nuove opportunità, ci ripetono politici, economisti ed analisti finanziari, e qualcuno sembra crederci, per la verità.

La globalizzazione ha spostato inevitabilmente le produzioni di prodotti di bassa qualità nei paesi a piu’ basso costo del lavoro, come quelli del sud-est asiatico o del nord-africa, per cui una soluzione appare quella di puntare su produzioni di alta qualità tecnologica e quella di “scovare” nuove opportunità di business, nuovi settori non ancora sfruttati a dovere.

Uno di questi settori è il turismo.

Bergamo possiede diversi fattori che fanno credere che il turismo locale possa diventare una risorsa importante;
bellezze naturali e paesaggistiche come il lago d’Endine e quello di Iseo e le sue valli; bellezze artistiche come Bergamo Alta (ma non solo); un’aeroporto che vanta diversi milioni di turisti ogni anno.endine.jpg

Coordinare queste risorse tra loro potrebbe realmente aiutare il turismo locale a decollare creando importanti opportunità di business e soprattutto aumentando le risorse impegnate in questo settore.

Secondo me occorre promuovere Bergamo soprattutto all’estero, pensare alla creazione di pacchetti turistici all-inclusive a prezzi concorrenziali che portino turisti da ogni parte d’Europa e del mondo sulle sponde dei nostri laghi, negli alberghi delle nostre valli, nei musei della nostra città.

Personalmente non credo che questa sia fantascienza, anzi, sono convinto che se chi vuole investire in questo settore riceverà un’adeguato supporto dalle istituzioni attraverso incentivi alla creazione di strutture ricettive e soprattutto di attività turistiche (mostre, percorsi turistici) allora gli effetti positivi saranno davvero tanti.

In lontananza si intravede già Expo 2015, evento di portata mondiale che calamiterà milioni di persone a Milano e nelle città vicine, come la nostra.
Se sfruttato a dovere questo evento potrà offrire ulteriori soddisfazioni in questo ambito.

Sapremo noi bergamaschi inventarci (e re-inventarci) nuove opportunità in questo settore?
Io credo di sì, e voi?
Avete qualche idea più precisa e concreta in merito?

 

(foto presa da http://www.apfg.it/public/image/Industria%20tessile.bmp

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d5/Lago_endine_sponda_occidentale_veduta_da_Ranzanico_lago_02.jpg)