20 anni dalla scomparsa di Giacomo Manzù

0902031704__343813_Inge_e_Man_6554677_medium.jpgIl 17 gennaio ricorre il ventennale della morte di un grandissimo artista bergamasco, lo scultore Giacomo Manzù.

Manzù (“traduzione” bergamasca del suo vero cognome, Manzoni) nasce infatti a Bergamo nel lontano 1908 e mostra fin da giovane di possedere un talento innato per l’arte, soprattutto quella scultorea.

Stilare qui una sua breve biografia è cosa impossibile perchè davvero tante sono state le esperienze e le onoreficenze ricevute in vita dal Manzù.
Leggendo della sua vita colpisce soprattutto il legame con un’altro grandissimo personaggio bergamasco del secolo scorso, Papa Giovanni XXIII.

Il Papa buono fu il committente, tra le altre opere, della modifica al tema originario della Porta di San Pietro ne La Porta della Morte.
Altre opere furono commissionate da Papa Giovanni XXIII al Manzù, tra queste il simbolo dello storico Concilio Vaticano II voluto proprio da Papa Giovanni XXIII.

Manzù fu anche l’autore della porta centrale del Duomo di Salisburgo e della porta di bronzo per la Chiesa di San Laurenz a Rotterdam, e a lui fu riservata una sala personale alla XXVIII Biennale di Venezia del 1956.

Un grande artista amato in vita e apprezzato ancora oggi, a distanza di 20 anni dalla sua scomparsa il giorno 17 gennaio del 1991.

Bergamo deve tanto a questo artista, forse poco conosciuto tra i suoi concittadini, sicuramente meriterebbe maggior attenzione soprattutto tra i giovani, tra gli amanti dell’arte.