Class action atalantina contro Doni

Una class action ad opera dei tifosi della Dea contro Cristiano Doni: negli ultimi giorni questa notizia ha avuto spazio sui media locali suscitando opinioni diversi tra i tifosi e la gente “normale”.

Alla base dell’iniziativa c’è il desiderio di un gruppo di tifosi di vedere riconosciute le proprie ragioni nell’ambito dello scandalo calcioscommesse in cui l’ex-capitano ed ex-bandiera atalantina è coinvolto: la tesi dei tifosi che promuovono la class action è l’essere stati danneggiati materialmente e moralmente dal calcio-scommesse e nello specifico dall’operato di Doni.

Abbonamenti alle TV a pagamento per vedere le gare dell’Atalanta, biglietti dello stadio, ma anche giocate in ricevitoria che riguardassero l’Atalanta: tutto era già combinato e quindi gli ignari tifosi ne avrebbero ricavata un danno economico innanzitutto, ma anche morale visto che invece di spendere del tempo e  – soprattutto – della passione verso l’Atalanta avrebbero potuto rivolgere le loro attenzioni su altre cose.

Ora sarà interessante capire se il numero dei promotori della class action – a quanto pare una trentina – lieviterà con il passare dei giorni, e come si muoverà la società Atalanta.

Non dimentichiamo infatti che il presidente Percassi – colui che in passato aveva indicato Doni come un possibile futuro presidente… – aveva dichiarato in passato di valutare la possibilità di rivalersi contro chi aveva danneggiato così tanto l’Atalanta.

Danneggiata anche in questo caso sia economicamente che moralmente: danni di immagine, danni avuti dalla penalità dello scorso anno e da quella che ci sarà anche nel prossimo campionato, danni morali ai tifosi.

E chissà che anche altre squadre ed altre tifoserie si rivalgano contro i loro ex-beniamini… ne vedremmo sicuramente delle belle!!!

Brava Atalanta! E adesso…

352849_789048_IMG_6829_c_13767131_medium.jpgE alla fine salvezza fu!
Quanti avrebbero scommesso in scioltezza anche solo 50 euro sulla salvezza anticipata dell’Atalanta dopo che erano arrivati i 6 punti di penalizzazione causa Doni / Calcio Scomesse?

Pochi, pochissimi, la maggior parte avrebbe scommesso piuttosto sulla retrocessione della Dea poichè il campionato sembrava inevitabilmente segnato ancor prima di partire.

Invece la sagacia di Marino in fase di calciomercato (vedi l’acquisto del trio argentino Denis, Moralez e Schelotto) e la saggezza grintosa di Colantuono ha permesso alla nostra Atalanta di partire a razzo, azzerare in pochissime giornate la sua penalizzazione per poi fiondarsi addirittura all’inseguimento di una salvezza anticipata.

E chissà dove sarebbe arrivata la compagine atalantina se ad un certo punto avesse potuto puntare con più convinzione all’Europa minore, quella dell’Europa League.

Resta il segno di una stagione memorabile, da raccontare e da ricordare ma soprattutto un team unito e compatto nonostante (o forse proprio a causa) le tante vicissitudini interne.

Un team dove inevitabilmente qualche pedina pregiata partirà, io mi auguro solo che il buon Gabbiadini possa rimanere per giocare un intero campionato da protagonista e che chi arriverà sappia contribuire a ripetere le imprese di quest’anno.

Complimenti a tutta la squadra ed a tutta la società, adesso vediamo se riusciamo anche ad ottenere uno stadio più moderno adatto alla categoria.

Doni in carcere per il calcioscommesse: e ora?

20111219_doni.jpgDelusione e sconcerto, rabbia ed incredulità.

Sono questi i sentimenti che mi hanno assalito quando ho letto l’ANSA sul sito dell’omonima agenzia di notizie, e poi via a cercare smentite e conferme sul sito della Gazzetta, di Repubblica.it, del Corriere, dell’ECO di Bergamo.

E con il passare dei minuti tutti i quotidiani online si popolavano di notizie che raccontavano dell’arresto (ARRESTO!) del capitano della Dea per il capitolo calcio-scommesse, quel capitolo nero che ha penalizzato fortemente anche la Dea (pensate a dove sarebbe senza quel -6 ed i gol subiti negli ultimi minuti… altro che Udinese!!!).

Purtroppo è stato un risveglio brusco, terribile, da panico.

Delusione perchè è una delusione scoprire che il giocatore più rappresentativo della storia della nostra amata Atalanta sia uno che si vendeva, per soldi, a degli scommettitori senza scrupoli.

Sconcerto perchè è una faccenda che lascia basiti, spiazzati, senza parole.

Rabbia perchè si fatica a credere che sia vero, e si prova rabbia immaginando quali possano essere i risvolti negativi anche sull’Atalanta (ma speriamo che non ve ne siano!!!).

Incredulità perchè… perchè un calciatore professionista, con anche delle presenza ad un Mondiali di Calcio, può arrivare a tanto? E’ davvero difficile pensare che possa essere vero.

Leggendo alcune delle intercettazioni rese pubbliche però resta davvero poco spazio per sperare che sia tutto un grosso errore, che qualcuno abbia preso un abbaglio.
Purtroppo le intercettazioni, il tentativo di fuga, il PC nascosto nella cassaforte, il tentativo di craccare l’iPhone di Santoni… tutto questo lascia pochissimo spazio a dubbi e speranze.

E adesso? Che ne sarà dell’Atalanta, dovremo aspettarci un’altra penalizzazione?

Io mi auguro, spero, auspico vivamente che quel -6 venga ridotto, non aumentato.
L’Atalanta ha già pagato e pagato in abbondanza, non merita di cadere nel fango anche lei per colpa del comportamento scriteriato di un suo tesserato.

Piuttosto, una volta appurato che le colpe di Doni ci sono e sono reali, mi aspetto una reazione da parte della società, magari una richiesta di danni, a dimostrazione che l’Atalanta è pulita e purtroppo non può controllare tutti i suoi tesserati in ogni momento della loro vita privata, siano essi calciatori, dirigenti o addetti ai lavori.

Aspetto con impazienza l’evolversi di questa bruttissima situazione per conoscere meglio il perimetro delle responsabilità di tutti gli attori coinvolti.
Temo che emergeranno altre spiacevoli situazioni, mi auguro non a carico di Doni.

Santa Lucia, la notte più lunga che ci sia

Santa_Lucia.GIFSanta Lucia a Bergamo città ed in provincia è una tradizione di lunga data, a mio modo di vedere una delle più belle della nostra provincia.

Lo è perchè coinvolge la parte più bella, pulita e sana della nostra società: i bambini.

Lucia è la Santa che vissa a Siracusa e venne torturata ed uccisa a causa della sua bellezza; fu privata degli occhi ma venne “premiata” per il suo martirio divenendo la santa per eccellenza per i bambini, ai quali una volta all’anno, nella notte del 12-13 dicembre, porta giocattoli e dolci, frutto della sua bontà e del suo amore.

A Santa Lucia sono state dedicate poesie, canzoni, storielle, libri, in città c’è anche una piccola e raccolta chiesetta dove ogni anno i bambini vanno a portare le loro letterine cariche di aspettative e desideri, in un viavai tenero e sentito con i bambini veri protagonisti: c’è chi lascia una letterina colorata ed abbellita di disegni, chi vi allega il proprio ciuccio, chi una bambolina, chi include una richiesta anche per altri bambini, magari meno fortunati.

Santa Lucia è diventata nel tempo anche una ricorrenza a carattere fortemente consumista, come purtroppo era inevitabile che fosse, ma questo non ne ha scalfito la bellezza e la purezza.
Resta il nocciolo di un momento di gioia per i nostri bimbi che non deve obbligatoriamente essere impresiosito da regali costosi e spesso inutili: quello che conta è un pensiero per i bambini, il perpetuarsi di una tradizione che pone la loro felicità al centro di tutto.

Da diversi anni sono tanti i comuni della nostra provincia che festeggiano questa ricorrenza con letture animate in biblioteca o addirittura con la visita della Santa nella piazza del comune, con un carico di giochi e dolci da distribuire ai bambini.
La crisi ha colpito anche questa ricorrenza ma fortunatamente non così duramente da indurre la gente dal non festeggiare Santa Lucia anche solo con un piccolossimo dono.

I bambini apprezzano il gesto ed il fatto di essere stati visitati da Santa Lucia, non il costo del regalo.

Calcio scommesse e Doni: Atalanta a rischio?

doni.jpgCome un macigno è piombato su Bergamo e sull’Atalanta il vento delle scommesse che vedono coinvolto, ancora non è chiaro SE e in quale misura, il capitano della Dea Cristiano Doni.

Un lampo a ciel sereno che nessuno si aspettava e che nessuno voleva più vedere, dopo quanto accadde esattamente 10 anni fa con ancora protagonisti alcuni giocatori dell’Atalanta (e lo stesso Doni).

Immediatamente i più catastrofici hanno paventato una penalizzazione della Dea con declassamento all’ultimo posto della Serie B, con relativa retrocessione in Lega Pro, mentre i più ottimisti sottolineavano come tutto fosse da dimostrare, perchè in effetti Doni non è stato intercettato mentre parlava di scommettere alterando il risultato di una partita dell’Atalanta.

Stiamo a vedere come evolverà la situazione, che sicuramente già impatta negativamente l’ambiente dell’Atalanta: come programmare la prossima stagione se non si sa in quale categoria si giocherà? E se si dovrà fare la serie A con una penalizzazione, quanti giocatori accetteranno di restare per affrontare una impresa ardua come quella di una partenza ad handicap?

Non ci voleva proprio questo brutto affaire, il tutto adesso sta nelle mani della giustizia la quale comincerà con gli interrogatori degli accusati e quindi prenderà i suoi provvedimenti.

Tra gli accusati c’è anche il nostro Beppe Signori, il super bomber degli anni ’90 che a quanto sembra ricopriva un ruolo chiave nell’organigramma dell’intera organizzazione.

Una vicenda che rovina l’immagine di una icona come Signori, amato trasversalmente da tutti i tifosi italiani per il suo talento e la sua simpatia.

Il calcio scommesse torna quindi nuovamente protagonista del nostro calcio, auguriamoci che chi ha rovinato per l’ennesima volta questo gioco venga punito in maniera esemplare, sperando che l’Atalanta possa dimostrare la propria totale estraneità ai fatti e ne esca pulita.

A come Atalanta, A come Serie A!

229912_646506_ALBR2995_c_11668332_medium.jpgL’obbiettivo era uno solo, molto chiaro e molto preciso: centrare subito la promozione in serie A per evitare di rimanere inguaiati nell’inferno della Serie B per anni. E subito l’obbiettivo è stato centrato, con ben 3 giornate di anticipo dopo un campionato giocato praticamente sempre da protagonista.

E’ davvero enorme la gioia e la soddisfazione di tutti i supporters della Dea, il campionato di serie B era partito subito alla grandissima ma dopo qualche battuta a vuoto erano emerse perplessità sulla tenuta della squadra, sulla possibilità di poter condurre in porto il campionato così come si era progettato in estate, con una campagna acquisti di buon livello messa in atto dalla società.

Su tutti erano arrivati i 2 “gioielli” del precedente campionato di B, Pettinari e Ardemagni, ma entrambi non hanno giovato di una annata straordinaria.
I presupposti per una annata trionfale c’erano tutti e la vecchia guardia ha sicuramente contribuito alla grandissima a spingere la squadra verso la promozione.

Quando si centra un traguardo così importante i meriti vanno divisi tra tutti i componenti della rosa, io però voglio ricordare 3 giocatori su tutti: Doni, il capitano dei record, l’inossidabile bandiera e trascinatore vero dell’Atalanta, fuori e dentro il campo; poi Bonaventura, che è stato la bellissima sorpresa della squadra e sicuramente l’anno prossimo in serie A potrà mettersi ancora più in luce; per ultimo cito Capelli, perchè è uno che non molla mai, un bergamasco DOC che mette in campo grinta e voglia di arrivare alla meta, uno che magari non è dotato di mezzi da fuoriclasse ma sopperisce a questo con una grinta da campione.

E poi Colantuono e Percassi: il primo è stato tanto criticato per il poco gioco messo in mostra e credo – è una sensazione – che non verrà riconfermato, ma va comunque ringraziato per il grande lavoro svolto.
Il presidente invece si è dimostrato il degno successore di Ruggeri, che personalmente ritengo uno dei più grandi presidenti di sempre. Con Percassi arriverà anche il nuovo stadio e tutto lascia presupporre ad un futuro davvero roseo per tutti.

Adesso la squadra è attesa dagli ultimi impegni di campionato ma soprattutto dalla festa del 21 maggio, quando Bergamo dovrà essere letteralmente invasa dai colori nero e azzurro.

Perchè la serie A merita una festa… di serie A!!!

 

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/05/229912_646506_ALBR2995_c_11668332_medium.jpg)

L’Atalanta riparte dalla serie B

atalanta.jpgNella splendida giornata dell’83esima adunata nazionale degli Alpini, una festa di portata epocale che ricorderemo a lungo, è arrivato anche il verdetto finale del campionato dell’Atalanta, quel verdetto che la squadra nelle ultime domeniche era stata capace di rimettere in discussione ma che alla fine è arrivato in tutta la sua cocente crudeltà: retrocessione in serie B.

La sconfitta al San Paolo non lascia spazio a recriminazioni perchè il campionato la Dea lo ha perso ben prima della sfortunata trasferta napoletana.
Se andiamo a ritroso a ripercorrere il campionato 2009-10 troviamo tanti errori, tanta approssimazione, anche tanta sfortuna, tutti elementi che messi insieme hanno portato inevitabilmente all’attuale terz’ultimo posto che significa retrocessione in serie B con una giornata di anticipo sulla fine del campionato.

I 3 cambi di allenatore, l’appannamento di qualche giocatore chiave e un rendimento generale al di sotto delle attese, uniti ad una serie di sfortunati acquisti in sede di calciomercato hanno contribuito alla mediocre stagione nerazzurra.

Alla vigilia del campionato erano molte le voci che parlavano di una squadra ben costruita e ben assortita: era arrivato un allenatore giovane e voglioso di far bene, Gregucci, inesperto però di serie A, era arrivato Acquafresca per rimpiazzare Floccari e Barreto e Caserta per non far rimpiangere Cigarini.
Purtroppo Acquafresca si è rivelato il fantasma dell’ottimo bomber ammirato a Cagliari mentre Barreto ha praticamente saltato tutto il campionato per infortunio, mentre Caserta si è rivelato un mediocre giocatore, sicuramente non quello che serviva a questa Atalanta, tant’è che si è trovato costretta ad andare a richiamare De Ascentis, fermo senza contratto.

Tanti sono i rimpianti a significare che questa è, purtroppo, e fa male scriverlo, una retrocessione che ci si è guadagnati sul campo.
Ora bisogna ripartire cercando di tenere quel buono che in questa squadra c’é, a mio avviso a partire dall’allenatore: dopo 2 allenatori sfortunati (Gregucci e Conte) ne è arrivato uno capace, bravo, determinato, preparato e amante della Dea. Allora, perchè cambiare tanto per cambiare?

Dopo l’allenatore bisogna guardare alla squadra: ringraziamo e pensioniamo chi non è più all’altezza di reggere i ritmi dei campionati ad alto livello (e la Serie B è sotto l’aspetto fisico e mentale stressante come pochi altri tornei) e compriamo giocatori motivati ad emergere, prendendo esempio da quello che fanno ogni anno i nostri cugini dell’Albinoleffe.

La serie B è l’occasione buona per rifondare dalle basi, società compresa, per rinnovarsi senza snaturarsi e ricominciare a macinare vittorie per risalire verso la serie A.
Sono pronto a scommettere che si lavorerà in questa direzione se si sarà capaci di rimanere tutti uniti. Forse questo è il punto più arduo, speriamo si riesca a far quadrato e remare tutti insieme nella stessa direzione, società, giocatori e tifoseria.
Per il bene dell’Atalanta.

 

(foto presa da http://digilander.libero.it/ExtremaThule/Stadio/StadioAtalanta.jpg)