L’estate nelle 5 terre della ValGandino

5terre.jpgUna volta esistevano le meravigliose cinque terre in territorio ligure: Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola  e Riomaggiore.

Da qualche mese a questa parte ci sono 5 terre anche in territorio bergamasco, precisamente quelle della valgandino costituite dalle amministrazioni comunali dei paesi di Casnigo, Cazzano, Gandino, Leffe e Peia.

Una scelta strategica per far conoscere questi paesi al grande pubblico, per catturare una importante fetta di turismo che possa rilanciare questi bei paesi colpiti da una forte crisi in quello che era il loro punto di forza sotto l’aspetto economico, ovvero il settore tessile.

Tantissime le iniziative promosse in questi primi mesi di vita dalle costituite 5 terre della Valgandino, ed anche per l’estate 2010 sono tantissimi gli appuntamenti in programma, per tutti i gusti e per tutte le età.

Basta dare una occhiata al calendario degli eventi che è pubblicato sul sito ufficiale delle 5 terre della Valgandino per rendersene conto: in calendario ci sono le feste religiose dei paesi, tra le quali mi sento di sponsorizzare personalmente quella di Leffe con i suoi fuochi d’artificio incredibili, ogni anno sempre più belli, ma anche notti bianche organizzate per vivere i paesi di notte, la tradizionale corsa con le uova a Gandino, le feste degli Oratori dei paesi, le camminate enogastronomiche, le corse con i tricicli organizzate per i più piccini, le feste della birra per i ragazzi e le serate musicali e quelle danzanti per i più attempati e per gli amanti del ballo.

Ce n’è davvero per ogni età e gusto, basta scegliere gli appuntamenti che si preferiscono e… mettersi in viaggio per andare a viverli di persona.

Una mossa quella di creare questo “consorzio” turistico che a mio avviso è molto azzeccata.
Come dicevo la crisi del tessile ha messo in ginocchio molte attività produttive di questi paesi, che per tradizione sono vissute per decenni grazie a tante ditte che operavano nel settore eccellendo sia in Italia che all’estero.
Ma negli ultimi 10 anni circa il settore ha intrapreso un’inesorabile declino a causa della concorrenza straniera che la recente crisi economica ha solo acuito, causando il fallimento di molte aziende con il relativo calo di posti di lavoro.

Puntare sul settore turistico mi sembra una scelta quanto mai azzeccata: i luoghi da visitare non mancano, le attrattive ci sono e se valorizzate a dovere possono davvero dare una grossa mano nel rilancio dei paesi della valle.
Le 5 terre della Valgandino allora non sono una boutade fatta tanto per fare ma una scelta precisa e studiata a dovere, con un obiettivo ben preciso: auguriamo ai 5 paesi che questa scommessa venga vinta alla grande!

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2010/02/122944_483659_Logo_5_Ter_8817172_medium.jpg)

Primo Maggio, occasione di riflessione sul lavoro

lavoro.jpgLa diocesi di Bergamo ha preparato un decalogo in occasione della giornata del primo maggio, giorno della festa del lavoro, e mai come quest’anno questa giornata assume una valenza importante alla luce delle tante crisi aziendali che ancora giornalmente colpiscono l’economia bergamasca (e lombarda, e nazionale, e mondiale…).

Una giornata che dovrebbe non solo essere l’occasione per andare in gita fuoriporta con i propri cari, ma anche e soprattutto un momento per riflettere sullo stato attuale del mercato del lavoro e le prospettive a breve-medio termine.
La crisi economica mondiale ha messo in luce le tante pecche dell’economia locale bergamasca: troppe aziende non innovano, si limitano a fare da terziste per grosse aziende e quando queste sono andate in crisi ecco che ne hanno sofferto pure loro, trovandosi a secco di ordinativi.

Purtroppo l’analisi non finisce qui, non deve e non può essere così semplice e semplicistica.
Occorre ripensare l’intero assetto del nostro mondo lavorativo: dare sgravi fiscali alle aziende che innovano, alle aziende che decidono di creare posti di lavoro in Italia senza cedere alla tentazione di delocalizzare in paesi a basso costo del lavoro per avere margini di ricavo più alti.
Occorre formare le nuove generazioni indirizzandole in settori ben specifiche dell’economia e del mondo del lavoro, per evitare di avere eccessi di figure professionali di un certo tipo e carenze di altre figure professionali (pensiamo solamente alla figura dell’Infermiere Professionale).

Il Primo Maggio deve essere un momento per fare ancor più cerchio, per stringersi tutti attorno alle nostre aziende e chiedere e proporre soluzioni che non siano fittizie, temporanee, ma che possano costruire qualcosa di concreto e duraturo nel tempo.

Una mano la devono dare le istituzioni, smettendola di negare la fine della crisi e di limitarsi ad erogare fondi per la cassa integrazione ma cercando invece di investire sui lavoratori vittime di crisi aziendali, riformandoli adeguatamente con corsi formativi che non siano fatti tanto per fare, tanto per avere accesso ai fondi riservati dall’Unione Europea, ma per dare veramente una nuova opportunità alle tante persone che in questo momento soffrono di  problemi lavorativi, e con loro le loro famiglie.

Saremo/saranno capaci di fare questo passo in più, di dare una svolta di qualità alla nostra economia, al nostro mondo del lavoro?
Le potenzialità ci sono, vediamo di sfruttarle, una buona volta, lasciando da parte colori politici e interessi personali.

 

(foto presa da http://cricrea.files.wordpress.com/2009/10/lavori_in_corso.jpg)