FoppaPedretti e palazzetto: ancora problemi

Norda%20Foppapedretti%20Bergamo%2026%20marzo.JPGSu questo blog ho già scritto in più riprese dei successi strepitosi della nostra FoppaPedretti, la meravigliosa squadra di pallavolo femminile che da 2 decenni a questa parte miete successi a ripetizione sui campi nazionali ed internazionali.

Ultimo successo in ordine cronologico quello contro Villa Cortese che è valso alle rossoblu la Supercoppa italiana, una vittoria emozionante, sofferta, bellissima.

Purtroppo però tutti questi successi non sono stati finora sufficienti alla FoppaPedretti ed a noi bergamaschi per ottenere – finalmente – la realizzazione di un palazzetto dello sport che si possa definire tale: moderno, confortevole, comodo da raggiungere e bello da vivere.

Ultima disputa in ordine temporale è quella relativa a 200 posti che potevano valere l’addio della squadra rossoblù verso i lidi bresciani del PalaGeorge di Montichiari, dove giocare i playoff.
Ma ve la immaginate l’Atalanta che emigra a Brescia per giocare le proprie partite di campionato???

Purtroppo la situazione generale relativa alla costruzione del nuovo palazzetto è cronica poichè dura da diversi anni e sembra essere diventata una questione di principio sulla quale le parti in causa – Comune di Bergamo e la società rossoblù – non riescono a trovare un accordo.

A rimetterci alla fine sono soprattutto i tantissimi amanti di questo bellissimo sport e tifosi di questa strepitosa squadra di ragazze che offrono ad ogni partita prestazioni sportive ed agonistiche di livelli eccelsi.

Come è possibile che non si riesca a reperire le risorse, ad individuare un area ed a realizzare un progetto tanto richiesto e tanto attesa che andrebbe a motivare ancor più l’intero movimento pallavolistico bergamasco?
Ma ve lo immaginate che bello sarebbe vedere tante famiglie recarsi ad assistere alle partite della Foppa in una struttura moderna e funzionale che permetta non solo di partecipare alle gare delle atlete rossoblù ma magari anche di trascorrere l’intera giornata visitanto il museo della Foppa dove sono visibili i tanti troferi conquistati, acquistare dei gadgets e pranzare in un ristorante marchiato “Foppa”, magari a poca distanza dalle ragazze della Foppa?

Un sogno ad occhi aperti, lo so, e purtroppo mi devo risvegliare perchè fino a pochi giorni fa eravamo ancora ancorati su 200 posti a sedere da costruirsi in tempi ristretti nell’attuale palazzetto pena la perdita dei playoff.

Una situazione pazzesca e poco stimolante per un pubblico, quello bergamasco, e per una squadra ed una società, la Foppapedretti, che meriterebbero ben altri palcoscenici.
Come quello di Montichiari…

A Bergamo la finale della Coppa del Mondo di calcio… degli immigrati!

bgmondo.jpgChi crede che l’integrazione razziale sia possible e che razzismo ed emarginazione possano essere sconfitti non possono mancare domenica 21 giugno alla finale della terza edizione del torneo di calcio denominata Bergamondo che si terrà allo stadio comunale di Stezzano, a pochissimi chilometri da Bergamo.

Ma cos’è il torneo Bergamondo?

Bergamondo è un torneo di calcio organizzato dal CSI di Bergamo tra squadre “nazionali” composte esclusivamente da immigrati residenti nel bergamasco e dintorni.

Le nazionali presenti in questa terza edizione hanno rappresentato un po’ tutti i continenti e di riflesso le comunità di immigrati più numerose presenti sul suolo bergamasco: Senegal e Costa D’Avorio (le 2 finaliste dell’edizione 2009), Benin, Burkina Faso, Ghana, Egitto, Guinea, Marocco, Nigeria, Sierra Leone e Tunisia rappresentavano l’Africa, il continente con il maggior numero di squadre, ma anche Argentina, Brasile, Colombia, Bolivia, Perù, Ecuador, Albania, Romania, ed altre ancora.

Il torneo è stato dominato sia quantitativamente (numero di squadre iscritte) che qualitativamente (4 semifinaliste su 4) dal continente africano: Senegal e Costa D’Avorio si contenderanno il trofeo nella finale di Domenica 21 giugno, trofeo che il Senegal ha vinto nella prima edizione del 2007 contro la Bolivia e poi perso in finale lo scorso anno, contro il Brasile.

Ma al di là dell’aspetto sportivo quello che fa la differenza in questo torneo sono le tante storie umane dei protagonisti: immigrati arrivati in Italia con il sogno di cambiare la loro vita e che purtroppo per parecchi di loro oggigiorno significa disoccupazione o lavori precari, a causa della grave crisi economica in corso.

Ci sono anche tante storie di taglio sportivo e calcistico: alcuni dei giocatori del torneo infatti hanno giocato in serie A o B nelle loro nazioni ed unitamente al sogno di un lavoro sicuro nutrono ancora un sogno calcistico, quello di approdare ad una squadra professionista o semi-professionista in Italia.

Ad arricchire il torneo, il tifo: bandiere di tanti colori diversi, suoni, canti, balli, tutte quelle caratteristiche che rendono unico un “Mondiale” in scala ridotta come quello di Bergamondo.

In attesa di scoprire se sarà il Senegal a vincere la coppa per la seconda volta in 3 anni o la Costa D’Avorio per la prima volta, invito tutti a partecipare alla finale di questo torneo che va oltre il mero aspetto sportivo perchè ricopre un ben più importante ruolo sotto l’aspetto sociale.

(immagine presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2007/05/FINALE%20BERGA_medium.jpg)