Voto all’Atalanta: promossa o rimandata?

atalanta.jpgSe ad inizio campionato avessero detto ai tifosi dell’Atalanta che la loro squadra si sarebbe classificata al secondo posto a fine anno solare 2010, che cosa avrebbero fatto?
Avrebbero accettato la posizione di buon grado oppure, da buongustai quali sono, avrebbero arricciato un pò il naso?

Io propendo più per la seconda posizione, perchè ad inizio stagione l’Atalanta era partita con la dichiarata volontà di vincere (e magari stravincere) il campionato cadetto.

C’era da riscattare una retrocessione brutta, frutto di un campionato di serie A giocato male e concluso peggio.
C’era da recuperare l’amore di una tifoseria che, ad onor del vero, non ha mai voltato le spalle alla Dea.

Ma soprattutto c’era la consapevolezza di avere una squadra all’altezza del compito, quello di vincere il torneo di Serie B.

Dopo una buona partenza però le cose si sono un pò complicate e si è giunti alla sosta natalizia tra tanti, troppi, alti e bassi.
Tante buone prove condite da vittorie alternate a sconfitte indecenti, indecorose, frutto di prestazioni inguardabili, da squadra senza capo nè coda, tanto che più volte è stata chiesta la testa dell’allenatore, Colantuono.

Percassi però ha tenuto duro ed ha sempre confermato l’allenatore, confidando in una quadra definitiva che, però, stenta ancora ad arrivare.

Resta il fatto che la classifica dell’Atalanta è comunque ottima, anche se non superlativa: secondo posto a 3 lunghezze dal sorprendente Novara, se il campionato si concludesse oggi la Dea salirebbe direttamente in Serie A senza passare per i playoff.

Il cammino purtroppo è ancora lungo e la promozione tutta da decidersi visto che va valutata la tenuta della matricola Novara e vanno rintuzzati gli attacchi del Siena, del Torino, di Livorno e Reggina.
Senza dimenticare altre sorprese come il Varese, il Vicenza ed il Pescara, tutte a ridosso della zona playoff.

Va soprattutto trovato un vero bomber, a mio avviso: Ardemagni finora è stato semplicemente deludente, il Tir (Tiribocchi) ha segnato più di un gol decisivo ma si è dimostrato incostante e Doni invece ha fatto buone prestazioni ma i suoi 37 anni si fanno sentire tutti. Il solo Ruotolo sembra essere affidabile, ogni volta che ha giocato non ha mai deluso le aspettative.

Forza Dea e Buon Natale a tutti, augurandoci che il 2011 sia davvero l’anno della promozione nella massima serie, quella che più si addice all’Atalanta.

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2009/07/77895_400111_ATA514_496_7470054_medium.jpg)

L’Atalanta riparte dalla serie B

atalanta.jpgNella splendida giornata dell’83esima adunata nazionale degli Alpini, una festa di portata epocale che ricorderemo a lungo, è arrivato anche il verdetto finale del campionato dell’Atalanta, quel verdetto che la squadra nelle ultime domeniche era stata capace di rimettere in discussione ma che alla fine è arrivato in tutta la sua cocente crudeltà: retrocessione in serie B.

La sconfitta al San Paolo non lascia spazio a recriminazioni perchè il campionato la Dea lo ha perso ben prima della sfortunata trasferta napoletana.
Se andiamo a ritroso a ripercorrere il campionato 2009-10 troviamo tanti errori, tanta approssimazione, anche tanta sfortuna, tutti elementi che messi insieme hanno portato inevitabilmente all’attuale terz’ultimo posto che significa retrocessione in serie B con una giornata di anticipo sulla fine del campionato.

I 3 cambi di allenatore, l’appannamento di qualche giocatore chiave e un rendimento generale al di sotto delle attese, uniti ad una serie di sfortunati acquisti in sede di calciomercato hanno contribuito alla mediocre stagione nerazzurra.

Alla vigilia del campionato erano molte le voci che parlavano di una squadra ben costruita e ben assortita: era arrivato un allenatore giovane e voglioso di far bene, Gregucci, inesperto però di serie A, era arrivato Acquafresca per rimpiazzare Floccari e Barreto e Caserta per non far rimpiangere Cigarini.
Purtroppo Acquafresca si è rivelato il fantasma dell’ottimo bomber ammirato a Cagliari mentre Barreto ha praticamente saltato tutto il campionato per infortunio, mentre Caserta si è rivelato un mediocre giocatore, sicuramente non quello che serviva a questa Atalanta, tant’è che si è trovato costretta ad andare a richiamare De Ascentis, fermo senza contratto.

Tanti sono i rimpianti a significare che questa è, purtroppo, e fa male scriverlo, una retrocessione che ci si è guadagnati sul campo.
Ora bisogna ripartire cercando di tenere quel buono che in questa squadra c’é, a mio avviso a partire dall’allenatore: dopo 2 allenatori sfortunati (Gregucci e Conte) ne è arrivato uno capace, bravo, determinato, preparato e amante della Dea. Allora, perchè cambiare tanto per cambiare?

Dopo l’allenatore bisogna guardare alla squadra: ringraziamo e pensioniamo chi non è più all’altezza di reggere i ritmi dei campionati ad alto livello (e la Serie B è sotto l’aspetto fisico e mentale stressante come pochi altri tornei) e compriamo giocatori motivati ad emergere, prendendo esempio da quello che fanno ogni anno i nostri cugini dell’Albinoleffe.

La serie B è l’occasione buona per rifondare dalle basi, società compresa, per rinnovarsi senza snaturarsi e ricominciare a macinare vittorie per risalire verso la serie A.
Sono pronto a scommettere che si lavorerà in questa direzione se si sarà capaci di rimanere tutti uniti. Forse questo è il punto più arduo, speriamo si riesca a far quadrato e remare tutti insieme nella stessa direzione, società, giocatori e tifoseria.
Per il bene dell’Atalanta.

 

(foto presa da http://digilander.libero.it/ExtremaThule/Stadio/StadioAtalanta.jpg)

La nuova Atalanta di Gregucci e Acquafresca è pronta a stupire

atal1.jpgNel fresco ritiro trentino di Brentonico è cominciata ufficialmente da qualche giorno la stagione 2009-2010 dell’Atalanta calcio, più affettuosamente chiamata Dea dai suoi tanti tifosi.

Una stagione importante perchè quella appena cominciata è la 50esima partecipazione al massimo campionato di calcio professionistico per la squadra orobica e tutti, dalla dirigenza all’allenatore fino ai neo-acquisti, ci tengono a ben figurare in un’anno così importante per la storia del club.

Tante le novità in squadra: se ne sono andati i pezzi migliori, a partire secondo me dal vero fuoriclasse degli ultimi 2 anni, ovvero l’allenatore Gigi Del Neri.

Molti erano gli scettici 2 anni fa quando la società decise di affidare le redini della squadra all’ex-allenatore del Chievo: si criticava la sua tattica troppo spregiudicata, un carattere un pò difficile, la scarsa esperienza avuta oltre a quella col Chievo.
Invece i 2 anni passati sono stati una favola, ricchi di risultati d’eccellenza e soprattutto di bel gioco: tanti gol, tanti risultati importanti, tanti giocatori lanciati nel grande calcio.

Tra questi ultimi cito le recenti cessioni di Floccari al Genoa e di Cigarini al Napoli, 2 ottimi giocatori di cui sentiremo spesso parlare bene, soprattutto il secondo, un giovane regista che se continuerà a crescere come ha fatto vedere a Bergamo allora potrà ambire anche alla maglia della Nazionale.

Si diceva dei nuovi arrivi e delle tante facce nuove in squadra: cominciamo subito col parlare del sostituto di Del Neri.

La società ha deciso di puntare su di un debuttante in serie A, Gregucci, in arrivo da ottime stagioni in serie B con il Vicenza.

La dirigenza cercava un’allenatore promettente, giovane, voglioso di mettersi in mostra, che proponesse un gioco piacevole: l’identikit di Gregucci appunto, ed ora toccherà a lui dimostrare che la scelta non è stata un’azzardo.

A sostituire Floccari è arrivato uno degli attaccanti giovani più promettenti: Acquafresca, anche se solo in prestito dal Genoa per una stagione, ma su di lui si può puntare ad occhi chiusi.
Veloce, forte di testa e di piede, implacabile sotto rete, bravo a giocare negli spazi stretti così come in contropiede, giovane e con tanta voglia di emergere: insomma, proprio la punta che serve ad una squadra come l’Atalanta.

Con lui in attacco l’inossidabile Doni ed un’altro neo-acquisto, l’ex-attaccante del Lecce Tiribocchi, punta esperta pronta a far fiatare i titolari.

A centrocampo sono arrivati Caserta, Barreto ed il bergamasco Madonna, un giovane cresciuto nelle giovanili atalantine e andato poi all’Albinoleffe a farsi le ossa, per usare un termine in voga in ambito “pallonaro”.

In difesa è arrivato Bianco dal Cagliari, ma l’acquisto forse più importante è la conferma di Manfredini, vero e proprio faro della retroguardia.

Il portiere Consigli, protagonista della seconda parte dello scorso campionato e degli Europei Under 21, sarà invece chiamato alla consacrazione definitiva in serie A, e se così avverrà allora c’è da scommettere che la prossima estate potrebbe anche partire per giocare in una grande squadra.doni.jpg

Insomma, le aspettative verso questa squadra sono grandi e le carte da giocare sono tante e buone.
Tocca adesso a giocatori ed allenatore far quadrato e lavorare insieme per costruire un buon spirito di gruppo ed una squadra coesa e combattiva, com’è nel DNA di tutte le recenti formazioni che hanno ben figurato nei passati campionati.

C’è da sperare anche nella giusta partecipazione dei tifosi della DEA: spero in un campionato senza incidenti, senza squalifiche del campo, senza multe per la società, senza diffide per la curva.

Sarebbe a parer mio il miglior risultato possibile, dimostrazione che il pubblico bergamasco è, a prescindere dai risultati della DEA, un pubblico da Champions League!

 

 

Stadio e Palazzetto dello sport: l’attesa infinita

stadiobergamo.jpgDi costruire un nuovo stadio a Bergamo oramai se ne sente parlare da diversi anni.

Il glorioso comunale di Bergamo (nome ufficiale Stadio Azzurri di Italia, costruito nel lontano 1928) è obsoleto e i costi di manutenzione e la sua posizione geografica all’interno della città spingono per la realizzazione di una nuova struttura sportiva, più moderna ed efficiente dell’attuale.

Nei mesi e negli anni passati ciclicamente si è discusso di dove e come realizzarlo, sono state avanzate diverse ipotesi, alcune aree alla periferia della città erano state identificate come papabili e sul giornale locale erano anche comparse delle simulazioni riguardanti la nuova struttura: piccola, moderna, confortevole, localizzata all’esterno della città ma facilmente raggiungibile in macchina o in treno.

In poche parole, adatta ad una squadra come l’Atalanta che pur non essendo un team che lotta per la vittoria del campionato è però la regina indiscussa delle provinciali, per numero di campionati di Serie A giocati e posizioni finali ottenute.

Purtroppo le tante soluzioni proposte sono rimaste progetti irrealizzati ed il buon vecchio Comunale continua ad ospitare le gare interne dei nerazzurri e chissà per quanto ancora lo farà!

palazzetto.jpgUna sorte che sembra simile a quella del Palazzetto dello Sport di Bergamo, che sorge a poca distanza dallo stadio.
Anche per questa struttura si era parlato della costruzione di un nuovo palazzetto più moderno ed efficiente dell’attuale, costruito nell’ormai lontano 1964.
Nell’attuale struttura vi gioca la squadra femminile di pallavolo bergamasca della Foppapedretti Bergamo, squadra tra le più forti a livello nazionale ed internazionale: quest’anno ha vinto la Coppa Campioni femminile di pallavolo ma più in generale negli ultimi anni ha fatto incetta di vittorie, collezionando in bacheca ben 7 campionati italiani e 6 Coppe dei Campioni!

Una squadra di tale livello meriterebbe con i suoi tifosi di giocare in una struttura all’altezza, ospitale e funzionale agli eventi sportivi programmati.

Addirittura quest’anno il Palazzetto dello sport è stato mandato al rogo della vecchia nella tradizionale sfilata dei carri carnevaleschi di mezza Quaresima.

Stadio di calcio e Palazzetto dello sport: 2 strutture che sarebbe bello veder sorgere insieme nella stessa area, creando una sorta di cittadella dello sport bergamasca che ci porterebbe all’avanguardia in Italia.

Un sogno che per ora sembra destinato a restar chiuso nel cassetto ma… chissà, i sogni a volte si avverano, soprattutto quando vengono presi a cuore dalle persone giuste.

(foto stadio presa da http://2.bp.blogspot.com/_-8OV87OAqS8/SOogsF-17sI/AAAAAAAAAcM/XCX1eeBHdcA/s1600-h/bergamo.jpg)

(foto Palazzetto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2009/03/54913_359324_palazzetto_6830767_medium.jpg)

Il miracolo albinoleffe

albinolef.jpgOgni anno la squadra viene in buona parte cambiata, i pezzi pregiati vengono giustamente venduti e vengono acquistati giocatori dalle serie inferiori per sostituirli, ed ogni anno si spera che la squadra possa salvarsi per tempo per poi puntare a qualche traguardo più prestigioso.

Da qualche anno a questo parte puntualmente le attese non vengono tradite tanto che oramai il pubblico bergamasco, come si dice in questi casi, s’è fatto il palato buono.

Non stiamo parlando dell’Atalanta ma bensi dell’Albinoleffe, quella che da qualche anno è diventata la seconda squadra di Bergamo conquistando le simpatie di tantissimi bergamaschi, e non solo.

Il campionato appena concluso ha mantenuto le attese della vigilia: un’ottimo nono posto ottenuto grazie a 58 punti accumulati in 42 partite, ma soprattutto la squadra è restata per lunga parte del campionato nelle zone alte della classifica, a ridosso della zona playoff per la serie A, con il rammarico di aver avuto qualche battuta a vuoto di troppo nella parte centrale del campionato.

La squadra quest’anno era stata affidata a Armando “Mindo” Madonna, ex-giocatore con un buon passato in serie A (Atalanta e Lazio) e buoni risultati raccolti da allenatore a livello giovanile.
Diversi i giocatori che avevano lasciato la squadra la scorsa estate, su tutti il pezzo pregiato Marchetti, portiere in prestito al Cagliari ma in predicato di vestire una maglia prestigiosa (si parla del Milan).

Erano arrivati diversi giocatori dalle serie inferiori di cui non si sapeva molto, e come è facilmente comprensibile su di loro aleggiava un misto di curiosità e scetticismo.
Il mister invece ha saputo integrare bene i nuovi arrivati all’interno di un meccanismo di gioco collaudato e, a parte il già menzionato periodo buio di metà campionato, il proseguo del campionato è stato sicuramente positivo.

Il campionato appena concluso rende omaggio ad una piccola società che ogni anno si rimette in discussione vendendo i giocatori migliori per puntare su giovani sconosciuti o quasi, con un’occhio sempre attento al bilancio societario.

Per l’anno prossimo i tanti tifosi e simpatizzanti bergamaschi si aspettano nuovamente impegno, bel gioco e risultati all’altezza delle passate stagioni.
E se qualcosa non dovesse andare nel verso giusto, son certo che non assisteremmo a scene isteriche come quelle che purtroppo spesso siamo abituati a vedere nel mondo del calcio.

L’Albinoleffe è campione anche in questo: pochi tifosi, ma di spessore!

(foto presa da http://static.sky.it/static/images/sezioni/albino_leffe.jpg)