105 candeline per la nostra Atalanta

bergamo-atalanta-tifosi-1.jpgTanti auguri Dea!
Quest’anno le candeline sono 105 e la società ha deciso di festeggiare come si deve, riservando qualche bella sorpresa per i tantissimi appassionati della squadra bergamasca.

Le belle sorprese riguardano il portafoglio dei tantissimi tifosi che ogni settimana la seguono e quelli che acquistano prodotti ufficiali: per questi ultimi è previsto uno sconto del 10% sui prodotti ufficiali mentre per i tifosi che vanno allo stadio è operativa una mega-promozione che prevede biglietti a prezzi stracciati.

Ogni abbonato potrà acquistare biglietti per la partita di domenica col Siena a prezzi irrisori: 1 euro per le curve, 2 euro per la tribuna centrale e quella laterale Creberg, parterre Creberg, distinti Nord e parterre; 5 euro infine per la tribuna laterale.

Promozione che sta facendo andare letteralmente a ruba i biglietti anche perchè quella di domenica col Siena, per l’Atalanta Bergamasca Calcio è una partita tanto dura quanto importante.
Tre punti con una diretta concorrente per la lotta a non retrocedere sono un obiettivo vitale in questa fase della stagione in cui i nostri sembrano leggermente in calo, più di risultati che di prestazioni a dire il vero.

Per la gara di domenica 20 ottobre è anche prevista a distribuzione allo stadio di bandierine celebrative per questi 105 anni di storia, di grande storia.

Il massimo sarebbe celebrare questo compleanno con una grande prestazione incorniciata da 3 punti: incrociamo le dita e tutti a tifare Atalanta!

L’Atalanta sbanca San Siro!

20120915_atalanta-milan.jpgE la Dea battè il Diavolo.

La vittoria dell’Atalanta a San Siro contro il Milan grazia alla precisa rasoiata da fuori area di Cigarini ha regalato ai tantissimi tifosi atalantini una gioia indescrivibile, personalmente riportandomi indietro di tanti, tantissimi anni fino a quando da ragazzino vidi Bonacina infilare di testa la porta dell’invincibile Milan e regalare una vittoria storica a Milano.

Certo questo Milan non è nemmeno lontanamente paragonabile a quel Milan, resta il fatto che sbancare San Siro è sempre una soddisfazione immensa, e la vittoria di sabato ripaga solo in parte la sconfitta che l’Atalanta subì ingiustamente lo scorso anno tra le mura amiche, per via di un discutibilissimo rigore procurato da Pato.

Grande la soddisfazione ma enorme anche l’importanza di quei 3 punti perchè in un colpo solo hanno spazzato via il segno meno in classifica portando l’Atalanta in attivo, ed in una posizione sicuramente migliore di quella di settimana scorsa.

Cigarini eroe della serata?
Mah, non saprei, io metterei tutti i giocatori sullo stesso piano e mister Colantuono una spanna sopra tutti perchè se da oltre 1 anno questa squadra gioca bene, diverte e spesso vince lo si deve tutto a lui, uno che lo spogliatoio lo tiene ben saldo in pugno e che sa spronare i giocatori al punto giusto.

Se l’Atalanta oggi è l’Atalanta che tutti vediamo, io credo lo si debba soprattutto a lui e allora questa vittoria è forse la sua vittoria, quella ciliegina che impreziosisce ancor più un lavoro preciso ed ordinato che ha portato la Dea ad essere una squadra rispettata e temuta anche dalle grandi.

Avanti così, sotto alla prossima e… chi sarà la prossima grande a cadere sotto i colpi della Dea?

Class action atalantina contro Doni

Una class action ad opera dei tifosi della Dea contro Cristiano Doni: negli ultimi giorni questa notizia ha avuto spazio sui media locali suscitando opinioni diversi tra i tifosi e la gente “normale”.

Alla base dell’iniziativa c’è il desiderio di un gruppo di tifosi di vedere riconosciute le proprie ragioni nell’ambito dello scandalo calcioscommesse in cui l’ex-capitano ed ex-bandiera atalantina è coinvolto: la tesi dei tifosi che promuovono la class action è l’essere stati danneggiati materialmente e moralmente dal calcio-scommesse e nello specifico dall’operato di Doni.

Abbonamenti alle TV a pagamento per vedere le gare dell’Atalanta, biglietti dello stadio, ma anche giocate in ricevitoria che riguardassero l’Atalanta: tutto era già combinato e quindi gli ignari tifosi ne avrebbero ricavata un danno economico innanzitutto, ma anche morale visto che invece di spendere del tempo e  – soprattutto – della passione verso l’Atalanta avrebbero potuto rivolgere le loro attenzioni su altre cose.

Ora sarà interessante capire se il numero dei promotori della class action – a quanto pare una trentina – lieviterà con il passare dei giorni, e come si muoverà la società Atalanta.

Non dimentichiamo infatti che il presidente Percassi – colui che in passato aveva indicato Doni come un possibile futuro presidente… – aveva dichiarato in passato di valutare la possibilità di rivalersi contro chi aveva danneggiato così tanto l’Atalanta.

Danneggiata anche in questo caso sia economicamente che moralmente: danni di immagine, danni avuti dalla penalità dello scorso anno e da quella che ci sarà anche nel prossimo campionato, danni morali ai tifosi.

E chissà che anche altre squadre ed altre tifoserie si rivalgano contro i loro ex-beniamini… ne vedremmo sicuramente delle belle!!!

Brava Atalanta! E adesso…

352849_789048_IMG_6829_c_13767131_medium.jpgE alla fine salvezza fu!
Quanti avrebbero scommesso in scioltezza anche solo 50 euro sulla salvezza anticipata dell’Atalanta dopo che erano arrivati i 6 punti di penalizzazione causa Doni / Calcio Scomesse?

Pochi, pochissimi, la maggior parte avrebbe scommesso piuttosto sulla retrocessione della Dea poichè il campionato sembrava inevitabilmente segnato ancor prima di partire.

Invece la sagacia di Marino in fase di calciomercato (vedi l’acquisto del trio argentino Denis, Moralez e Schelotto) e la saggezza grintosa di Colantuono ha permesso alla nostra Atalanta di partire a razzo, azzerare in pochissime giornate la sua penalizzazione per poi fiondarsi addirittura all’inseguimento di una salvezza anticipata.

E chissà dove sarebbe arrivata la compagine atalantina se ad un certo punto avesse potuto puntare con più convinzione all’Europa minore, quella dell’Europa League.

Resta il segno di una stagione memorabile, da raccontare e da ricordare ma soprattutto un team unito e compatto nonostante (o forse proprio a causa) le tante vicissitudini interne.

Un team dove inevitabilmente qualche pedina pregiata partirà, io mi auguro solo che il buon Gabbiadini possa rimanere per giocare un intero campionato da protagonista e che chi arriverà sappia contribuire a ripetere le imprese di quest’anno.

Complimenti a tutta la squadra ed a tutta la società, adesso vediamo se riusciamo anche ad ottenere uno stadio più moderno adatto alla categoria.

Camminata Nerazzurra per festeggiare la Dea

camminata-nazzurra1.jpgIl campionato dell’Atalanta sembrava fino a qualche domenica fa in cassaforte: la zona retrocessione lontana diversi punti ed il calendario tutto sommato abbordabile facevano pensare ad una salvezza già acquisita.

Le ultime partite invece hanno rimesso tutto in discussione, soprattutto alla luce della rimonta sostenuta che il Lecce sta facendo grazie anche a risultati sorprendenti (vedasi il 4-2 rifilato alla Roma).

Sotto questa luce anche la tradizionale Camminata Nerazzurra diventa un momento importante per la squadra di Colantuono, una ulteriore buona occasione per mettere in campo tutto l’amore che il popolo atalantino sente per la Dea e per dimostrare ancor più unità d’intenti in quest’ultima, delicata fetta di campionato.

La Camminata Nerazzurra si terrà quest’anno domenica 6 maggio ma le iniziative a corollario della giornata prenderanno il via già da venerdì 4 maggio.

La Camminata Nerazzurra arriva quest’anno alla sua sesta edizione e come per le precedenti è facile scommettere su una partecipazione sostenuta e sentita del popolo nerazzurro.
Calcioscommesse ed inchieste varie a poco possono quando dietro l’attaccamento per la maglia nerazzurra c’è una passione profonda (a volte anche troppa…).

Il clou della 3 giorni nerazzurra sarà naturalmente la marcia non competitiva della domenica e c’è da scommettere che non mancheranno iniziative legate alla recente, tragica scomparsa di Morosini, bergamasco DOC e prodotto del vivaio atalantino.
Va sottolineato anche il fatto che il ricavato della corsa andrà in beneficenza alla Fondazione Casa di Ricovero S. Maria Ausiliatrice Onlus di via Gleno.

Appuntamento quindi sul Sentierone di Bergamo per camminare insieme ad altre centinaia, se non migliaia di tifosi della Dea, per una giornata che deve essere soprattutto pulita e sostenuta dalla voglia di stare insieme per festeggiare la squadra nerazzurra.

Ciao Piermario Morosini

morosini.jpgPiermario Morosini, giovane giocatore bergamasco dell’Udinese in prestito al Livorno, è morto sul campo di Pescara sabato 14 aprile durante la partita di serie B Pescara-Livorno.

Un ragazzo di 25 anni che di lavoro faceva il calciatore professionista, il sogno di tanti bambini: come sia possibile che questo tipo di tragedia accada è un mistero e non lo voglio certo analizzare in questo post, piuttosto voglio esprimere il dolore e l’incredulità per quanto accaduto sabato a Pescara.

Morosini era un ragazzo bergamasco, originario della città – quartiere di Monterosso – cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta dove aveva anche vinto un titolo nazionale e perso una finale di Primavera contro la Roma, venendo premiato come miglior giocatore della finale.
Era una promessa del nostro calcio: ricordo che si parlava di lui come di un centrocampista di sicuro avvenire ed infatti l’Udinese, fucina di tanti giovani talenti, aveva messo gli occhi su di lui e ne aveva acquisito la comproprietà quand’ancora era giovanissimo, facendolo poi esordire in serie A.

Morosini nella sua pur breve esperienza terrena aveva vissuto diverse tragedie: a 17 anni era già orfano di padre e di madre, poi aveva recentemente perso anche il fratello disabile.
Erano rimasti solo lui ed una sorella, anche lei con problemi fisici, ed ora… anche questo ragazzo se ne è andato.

Tragedie come queste lasciano sempre sconvolti, ammutoliti, increduli.
Quando uno sportivo muore sul campo di gioco è un pò come se morissero i sogni del bambino che è dentro di noi: sbiadisce la voglia di continuare a seguire uno sport che ci ha fatto palpitare il cuore per tutta la vita, che ci ha fatto correre per chilometri e chilometri dietro ad un pallone, sotto il sole e sotto la pioggia, con l’unico desiderio di segnare un gol, di far vincere la propria squadra.

La tragedia di Morosini purtroppo non è la prima e, auguriamocelo, si spera che sia l’ultima.
Purtroppo brutti fatti come questi accadono anche nel mondo dorato del calcio e dello sport in generale, purtroppo il dolore arriva anche su di un campo di calcio, quando meno te l’aspetti, quando niente lo lascia presagire.

Mi fa piacere leggere che l’Udinese, nella persona del suo capitano e leader Antonio Di Natale, amico e compagno di Morosini, abbia attivato la sua onlus Udinese per la Vita affinchè venga creato un fondo dedicato alle cure di cui necessita la sorella di Morosini, rimasta ora totalmente sola.
Di Natale ha contattato i capitani delle squadre di serie A chiedendo a tutti un impegno diretto in questo progetto.

Ecco, questo fatto, in un momento di dolore così grande, fa sperare in bene, fa credere che nel mondo vi sia ancora amore e voglia di aiutare chi sta male.

Chiudo dando il mio appoggio all’idea di dedicare la curva Sud dello stadio della Dea a questo sfortunato ragazzo.

Un abbraccio ed una preghiera per la sorella e la fidanzata di Piermario e per tutti i suoi cari.

Ancora bufera sulla Dea per il caso calcioscommesse

thumbtruecut1333352688865_710_472.jpgDopo il danno anche la beffa, la vicenda calcioscommesse sembra non conoscere mai fine per la povera Atalanta.

Dopo il coinvolgimento dell’ex-capitano ed ex-bandiera Cristiano Doni e la conseguente penalizzazione di ben 6 punti (appena confermati in via definitiva il 31 marzo), arriva adesso la tegola relativa alla conferma del coinvolgimento del calciatore Andrea Masiello in fattacci relativi a partite vendute quando giocava nella sua ex-squadra, il Bari.

Masiello è stato acquistato questa estate dall’Atalanta e quindi non si prevedono ulteriori danni alla Dea in termini di punti di penalizzazione, certo è però che la nostra Atalanta si trova penalizzata dal dover sospendere un giocatore che sulla carta partiva titolare ed inoltre dall’aver speso dei soldi per acquistare il cartellino di un atleta che potrebbe adesso vedersi squalificato per diversi anni, se non radiato completamente dal mondo del calcio.

Una doppia beffa che sarebbe davvero dura da digerire e che porta a riflettere nuovamente sulle tante storture di questo mondo troppo ricco di soldi e troppo “appealing” per personaggi che vogliono solo fare soldi con questo bellissimo sport.

Purtroppo credo che in questo periodo si sia arrivati a toccare i minimi storici in termini di gradimento ed attrattività da parte del mondo del pallone: troppi scandali, troppi affaristi che ruotano attorno a questo mondo, troppe ragioni per mettere tutto sempre sotto il mero discorso economico.

Serve una bella pulizia, da cima a fondo, serve un governo del calcio che sia serio e che sappia prendere posizione su argomenti delicati e critici come questo.
Purtroppo chi governa il calcio italiano riesce solo a decidere di non decidere mai (vedasi la vicenda dello scudetto del 2006) e di riflesso vi sono troppi presidenti di squadre di calcio che non sanno gestire i loro team con la giusta competenza professionale ed il giusto distacco.

L’augurio è che proprio la Dea sappia mostrare all’intero panorama calcistico come si fa un sano repulisti: via le mele marce, spazio ai giovani ed alle persone competenti, in ogni settore e ad ogni livello.

Solo così lo stadio ritornerà ad essere un luogo attraente per bambini, ragazzi e famiglie, e solo così il calcio riacquisterà un minimo di quella credibilità oramai perduta.

Super Atalanta: la salvezza è cosa fatta

9631.jpgOramai si può dire che l’Atalanta è praticamente salva: il successo nella partita di mezzogiorno di domenica 25 marzo segna con buona certezza il raggiungimento dell’obiettivo di inizio campionato.

Quella col Bologna è stata una partita super: 11 leoni in campo nonostante le diverse defezioni – su tutte l’attacco orfano del duo Denis-Marilungo – ed una prestazione da incorniciare grazie alla saggia conduzione di mister Colantuono.

E’ bello il fatto che a segnare i 2 gol siano stati proprio i sostituti di Denis e Marilungo: Gabbiadini finalmente ha giocato in scioltezza mettendosi in luce per tutta la partita e segnando il suo primo gol in Serie A, mentre il Tir si dimostra sempre utilissimo quando viene chiamato in causa.

Bravi a tutti i giocatori in campo perchè il Bologna è una squadra tutt’altro che semplice da affrontare: ha un trio d’attacco che vanta pochi eguali in tutta la serie A ed in generale la squadra bolognese ha quest’anno creato più di un problema anche a squadra di alta classifica.

Eppure contro questa Atalanta sembra ci sia poco da fare. Se in campo vanno determinati, i nerazzurri trovano pochi problemi a fare la partita ed a portarla in porto.
Oggi è sembrato di rivedere l’Atalanta di inizio campionato quando i 6 punti di penalizzazione vennero annullati in poche domeniche.

Bravi tutti a reagire alle tante avversità extra-calcistiche di quest’anno, bravo a Colantuono per aver costruito un gruppo solido e deciso, bravo al pubblico che quest’anno sembra ha sempre supportato la squadra anche quando sono sorti dei problemi con i risultati.

Una stagione davvero da incorniciare, ora servirà mantenere alta la tensione ancora per qualche partita.

FoppaPedretti e palazzetto: ancora problemi

Norda%20Foppapedretti%20Bergamo%2026%20marzo.JPGSu questo blog ho già scritto in più riprese dei successi strepitosi della nostra FoppaPedretti, la meravigliosa squadra di pallavolo femminile che da 2 decenni a questa parte miete successi a ripetizione sui campi nazionali ed internazionali.

Ultimo successo in ordine cronologico quello contro Villa Cortese che è valso alle rossoblu la Supercoppa italiana, una vittoria emozionante, sofferta, bellissima.

Purtroppo però tutti questi successi non sono stati finora sufficienti alla FoppaPedretti ed a noi bergamaschi per ottenere – finalmente – la realizzazione di un palazzetto dello sport che si possa definire tale: moderno, confortevole, comodo da raggiungere e bello da vivere.

Ultima disputa in ordine temporale è quella relativa a 200 posti che potevano valere l’addio della squadra rossoblù verso i lidi bresciani del PalaGeorge di Montichiari, dove giocare i playoff.
Ma ve la immaginate l’Atalanta che emigra a Brescia per giocare le proprie partite di campionato???

Purtroppo la situazione generale relativa alla costruzione del nuovo palazzetto è cronica poichè dura da diversi anni e sembra essere diventata una questione di principio sulla quale le parti in causa – Comune di Bergamo e la società rossoblù – non riescono a trovare un accordo.

A rimetterci alla fine sono soprattutto i tantissimi amanti di questo bellissimo sport e tifosi di questa strepitosa squadra di ragazze che offrono ad ogni partita prestazioni sportive ed agonistiche di livelli eccelsi.

Come è possibile che non si riesca a reperire le risorse, ad individuare un area ed a realizzare un progetto tanto richiesto e tanto attesa che andrebbe a motivare ancor più l’intero movimento pallavolistico bergamasco?
Ma ve lo immaginate che bello sarebbe vedere tante famiglie recarsi ad assistere alle partite della Foppa in una struttura moderna e funzionale che permetta non solo di partecipare alle gare delle atlete rossoblù ma magari anche di trascorrere l’intera giornata visitanto il museo della Foppa dove sono visibili i tanti troferi conquistati, acquistare dei gadgets e pranzare in un ristorante marchiato “Foppa”, magari a poca distanza dalle ragazze della Foppa?

Un sogno ad occhi aperti, lo so, e purtroppo mi devo risvegliare perchè fino a pochi giorni fa eravamo ancora ancorati su 200 posti a sedere da costruirsi in tempi ristretti nell’attuale palazzetto pena la perdita dei playoff.

Una situazione pazzesca e poco stimolante per un pubblico, quello bergamasco, e per una squadra ed una società, la Foppapedretti, che meriterebbero ben altri palcoscenici.
Come quello di Montichiari…

Doni in carcere per il calcioscommesse: e ora?

20111219_doni.jpgDelusione e sconcerto, rabbia ed incredulità.

Sono questi i sentimenti che mi hanno assalito quando ho letto l’ANSA sul sito dell’omonima agenzia di notizie, e poi via a cercare smentite e conferme sul sito della Gazzetta, di Repubblica.it, del Corriere, dell’ECO di Bergamo.

E con il passare dei minuti tutti i quotidiani online si popolavano di notizie che raccontavano dell’arresto (ARRESTO!) del capitano della Dea per il capitolo calcio-scommesse, quel capitolo nero che ha penalizzato fortemente anche la Dea (pensate a dove sarebbe senza quel -6 ed i gol subiti negli ultimi minuti… altro che Udinese!!!).

Purtroppo è stato un risveglio brusco, terribile, da panico.

Delusione perchè è una delusione scoprire che il giocatore più rappresentativo della storia della nostra amata Atalanta sia uno che si vendeva, per soldi, a degli scommettitori senza scrupoli.

Sconcerto perchè è una faccenda che lascia basiti, spiazzati, senza parole.

Rabbia perchè si fatica a credere che sia vero, e si prova rabbia immaginando quali possano essere i risvolti negativi anche sull’Atalanta (ma speriamo che non ve ne siano!!!).

Incredulità perchè… perchè un calciatore professionista, con anche delle presenza ad un Mondiali di Calcio, può arrivare a tanto? E’ davvero difficile pensare che possa essere vero.

Leggendo alcune delle intercettazioni rese pubbliche però resta davvero poco spazio per sperare che sia tutto un grosso errore, che qualcuno abbia preso un abbaglio.
Purtroppo le intercettazioni, il tentativo di fuga, il PC nascosto nella cassaforte, il tentativo di craccare l’iPhone di Santoni… tutto questo lascia pochissimo spazio a dubbi e speranze.

E adesso? Che ne sarà dell’Atalanta, dovremo aspettarci un’altra penalizzazione?

Io mi auguro, spero, auspico vivamente che quel -6 venga ridotto, non aumentato.
L’Atalanta ha già pagato e pagato in abbondanza, non merita di cadere nel fango anche lei per colpa del comportamento scriteriato di un suo tesserato.

Piuttosto, una volta appurato che le colpe di Doni ci sono e sono reali, mi aspetto una reazione da parte della società, magari una richiesta di danni, a dimostrazione che l’Atalanta è pulita e purtroppo non può controllare tutti i suoi tesserati in ogni momento della loro vita privata, siano essi calciatori, dirigenti o addetti ai lavori.

Aspetto con impazienza l’evolversi di questa bruttissima situazione per conoscere meglio il perimetro delle responsabilità di tutti gli attori coinvolti.
Temo che emergeranno altre spiacevoli situazioni, mi auguro non a carico di Doni.