Marcorè cantante apre la stagione teatrale al Creberg Teatro di Bergamo

neri-marcore-in-questo-nostro-amore.jpeg?-3600Le mie canzoni altrui   dell’eclettico artista Neri Marcorè è lo spettacolo deputato ad inaugurare la stagione teatrale 2012/2013 al Creberg Teatro di Bergamo.

Marcorè calcherà il palco del Creberg Teatro mercoledì 31 ottobre con il suo nuovo spettacolo in esclusiva assoluta per la nostra regione, uno spettacolo decisamente originale e, visto il grandissimo spessore autoironico ed interpretativo di Marcorè, di grande successo.

Le mie canzoni altrui  già dal titolo lascia intuire la vena ironica e divertita di Neri Marcorè.
L’artista interpreterà alcune canzoni composte da grandissimi cantautori più o meno attuali: De André padre e figlio, il Liga, il principe De Gregori, e poi ancora Fossati, Bennato, e altri ancora.

La componente comico-ironica sarà naturalmente immancabile, visto la natura del personaggio, e per questo motivo è facile pronosticare del sano divertimento per uno spettacolo decisamente diverso da quello classico di teatro.

Marcorè sarà naturalmente accompagnato sul palco da una band che sarà composta da Marco Caronna (chitarre, bouzouki, aggeggi), Primiano Di Biase (piano, fisarmonica), Domenico Mariorenzi (chitarra, piano), Guerino Rondolone (contrabasso), Simone Talone (percussioni) e Alessandro Tomei (fiati).

Le prevendite sono aperte da giovedì 11 ottobre andando sul sito TicketOne www.ticketone.it  o presso la biglietteria del Creberg Teatro Bergamo.

Buon divertimento (assicurato) a tutti!!!

Enrico Brignano è Tutto suo Padre al Creberg Teatro

enrico-brignano-pesaro_large.jpgEnrico Brignano penso e spero lo conoscano tutti: definirlo solo un comico di successo mi semrba riduttivo perchè Brignano è uno dei pochi comici per definizione che riesce non solo a far ridere, cosa di per sè tutt’altro che facile, ma anche a far pensare, a volte all’interno dello stesso spettacolo.

Enrico Brignano è in questi giorni (10 – 11 – 12 Gennaio) al Creberg Teatro di Bergamo con la prima nazionale del suo nuovo spettacolo Tutto Suo Padre.

In questo spettacolo Brignano spazia a tutto campo, parlando di vita, amore, amicizia, sempre col suo piglio a metà tra il serio e lo scanzonato e quell’ironia casereccia tipica dei comici romani.

Si può dire che nel panorama nazionale il bravo Brignano sia uno dei pochi comici, o meglio, artisti, capace di arrivare dritti al cuore dello spettatore.
I suoi spettacoli sono tutto tranne che scontati e la sua grande capacità è quella di guardare alle piccole cose delle vita e di metterne alla luce gli aspetti più surreali e divertenti, salvo poi concludere con riflessioni profonde che da un comico non ti aspetteresti.

Tutto suo Padre è un chiaro omaggio al padre di Brignano, al quale era molto legato. Ricordo che lo stesso Brignano in una intervista di qualche tempo fa raccontava che decise di andare in scena il giorno dopo la morte del padre perchè lui avrebbe voluto così, perchè suo padre era fiero di questo figlio arrivato al successo nazionale e non lo avrebbe voluto vedere triste e mogio.

Bravo Enrico, e speriamo che passi sempre più spesso dalle nostre parti!

20 anni dalla scomparsa di Giacomo Manzù

0902031704__343813_Inge_e_Man_6554677_medium.jpgIl 17 gennaio ricorre il ventennale della morte di un grandissimo artista bergamasco, lo scultore Giacomo Manzù.

Manzù (“traduzione” bergamasca del suo vero cognome, Manzoni) nasce infatti a Bergamo nel lontano 1908 e mostra fin da giovane di possedere un talento innato per l’arte, soprattutto quella scultorea.

Stilare qui una sua breve biografia è cosa impossibile perchè davvero tante sono state le esperienze e le onoreficenze ricevute in vita dal Manzù.
Leggendo della sua vita colpisce soprattutto il legame con un’altro grandissimo personaggio bergamasco del secolo scorso, Papa Giovanni XXIII.

Il Papa buono fu il committente, tra le altre opere, della modifica al tema originario della Porta di San Pietro ne La Porta della Morte.
Altre opere furono commissionate da Papa Giovanni XXIII al Manzù, tra queste il simbolo dello storico Concilio Vaticano II voluto proprio da Papa Giovanni XXIII.

Manzù fu anche l’autore della porta centrale del Duomo di Salisburgo e della porta di bronzo per la Chiesa di San Laurenz a Rotterdam, e a lui fu riservata una sala personale alla XXVIII Biennale di Venezia del 1956.

Un grande artista amato in vita e apprezzato ancora oggi, a distanza di 20 anni dalla sua scomparsa il giorno 17 gennaio del 1991.

Bergamo deve tanto a questo artista, forse poco conosciuto tra i suoi concittadini, sicuramente meriterebbe maggior attenzione soprattutto tra i giovani, tra gli amanti dell’arte.

 

 

Ritrovate le ossa del pittore Caravaggio

caravaggio.jpgAdesso possiamo dire con ragionevole certezza che le ossa del Caravaggio, alias Michelangelo Merisi, sono state ritrovate.

Si sono infatti concluse le ricerche e le analisi effettuate dall’Università di Bologna col supporto del Cedad (Centro di Datazione e Diagnostica) dell’Università del Salento e del Centro ricerche ambientali di Ravenna, analisi che erano cominciato con il rinvenimento di alcuni frammenti ossei presso il cimitero di Porto Ercole, in provincia di Grosseto, dove la storia racconta fosse sepolto il grande pittore della fine del 1500.

I frammenti ossei sotto analisi erano quelli di una persona dell’età di circa 40 anni, e quindi riconducibili al Caravaggio visto che morì alla giovane età di 39 anni, e in questi frammenti si è cercata una traccia di alcuni metalli che all’epoca erano presenti nei colori che venivano utilizzati, come mercurio e piombo.

L’esito positivo di questa ricerca ed il confronto con il DNA di alcuni discendenti del Caravaggio hanno portato ad un risultato che all’85% accerta che quei frammenti ossei sono proprio quelli del grandissimo pittore bergamasco.

Il Caravaggio ebbe una vicenda terrena molto travagliata che lo portò da un lato ad avere grandi commissioni per i suoi dipinti ma dall’altro lato ad incorrere in diverse vicende giudiziarie che lo spinsero ad un certo punto a dover fuggire da Roma per Malta.

La sua vicenda terrena si concluse molto presto, quando ancora il pittore non era quarantenne e le sue spoglie mortali vennero seppellito in una fossa comune nel cimitero di San Sebastiano, luogo dove oggi sorge un monumento a lui dedicato.

I presunti resti del pittore erano posti nella cripta della Chiesa del Cimitero di Porto Ercole, ed oggi sappiamo che con ragionevole certezze quelle ossa appartengono proprio al grandissimo pittore che porta il nome di un paese bergamasco, Caravaggio.

A questo punto sarebbe bello che, nel 400esimo anniversario della sua morte avvenuta il 18 luglio 1610, proprio a Caravaggio venissero organizzate delle iniziative in memoria di questo grande pittore.

Ricordiamo che a Roma si è da pochi giorni conclusa una mostra di grandissimo successo dedicata al Caravaggio, con l’esposizione di parte dei suoi quadri più famosi provenienti da tutto il mondo nei pressi delle Scuderie del Quirinale.

 

(foto presa da http://tendzin.w.interia.pl/caravaggio_jacek_maczka.jpg)