Ryanair pagherà le tasse in Italia

Ryanair.jpgRyanair alla fine ha ceduto: la compagnia aerea low-cost più grande del mondo pagherà i contributi dovuti in Italia, paese dove genera ricchezza.

La sentenza è contenuta nel comma 1 dell’articolo 38 del decreto Crescita 2.0 recentemente approvato dall’uscente governo e tale decisione obbliga Michael O’Leary a pagare regolarmente i contributi per i dipendenti italiani in Italia e non in Irlanda, sede della compagnia e nazione dove le tasse sono più basse.

O’Leary dovrà quindi farsene una ragione e ubbidire alla legge italiana, versando i contributi come già fanno altre compagnie aeree rivali che in passato denunciarono questa situazione anomala.

Situazione che naturalmente avvantaggiava Ryanair congiuntamente ad altri fattori, permettendo alla compagnia di attuare politiche dei prezzi molto aggressive.

Si attendono adesso le mosse del signor O’Leary, mosse che sicuramente non si faranno attendere e che probabilmente scateneranno altri dibattiti e discussioni.
Dibattiti come quelli sorti in parlamento durante la fase di studio e di voto di questo comma, che sembrava poter saltare per via dello sbarramento messo in campo da parlamentari di un partito (PDL) contrati alla norma.

Giusto che Ryanair paghi le tasse in Italia come giusto è che faccia volare i suoi aerei con i pieni di carburante a norma, cosa che invece non sembra sempre accadere, come denunciato anche da diversi piloti della stessa Ryanair.

Arriva la neve, torna il caos

neve.jpgCome volevasi dimostrare: nella giornata di Venerdì 17 (che caso eh!) è caduta la prima neve e puntuali sono arrivati i disagi su strade di città e provincia e all’aeroporto di Bergamo.

Nonostante da qualche giorno si paventasse l’arrivo della neve, le strade sono piombate subito nel caos: la neve caduta in mattinata ha attaccato e si sono formate pericolose lastre gelate che hanno causato non pochi disagi agli automobilisti.
Anzi, diciamo pure che si sono verificati grandi disagi: in Val Seriana addirittura è stato chiuso un tratto di strada dopo Clusone a causa del manto stradale ghiacciato, ma i disagi ci sono stati praticamente in ogni angolo della provincia.

Non solo Bergamo però: il sottoscritto addirittura ha impiegato 3 ore per percorrere la tratta Linate-Pioltello, meno di una decina di chilometri!

Si fa quindi fatica a capire perchè non si obblighino gli automobilisti ed i camionisti a montare obbligatoriamente le gomme termiche (o invernali): certo queste hanno un costo ma è pur vero che mentre si utilizzano le gomme invernali le altre si preservano, allungandone quindi la loro vita.

E poi comunque sono un fattore di sicurezza non irrilevante: vedere alcuni camion sbandare sulla neve ed ostruire il traffico per ore non è accettabile.

Purtroppo la stessa situazione si era già verificata lo scorso anno e anche allora si erano alzate proteste e lamentele di questo tipo ma poi… che cosa è cambiato?

Nulla, praticamente nulla.
E non risulta difficile prevedere che alla prossima forte nevicata assisteremo nuovamente a questo indegno teatrino.

Scommettiamo?

 

(foto presa da http://www.bergamosera.com/cms/wp-content/uploads/2010/11/catenedaneve1.jpg)

Nasce il Caravaggio International Airport Bergamo – Orio al Serio

aeroporto.jpgLa società che gestisce l’aeroporto di Orio al Serio, Sacbo, ha ufficialmente deliberato l’intitolazione dello scalo bergamasco al pittore Caravaggio, alias Michelangelo Merisi.
Lo scalo bergamasco, previo OK dell’ENAC, si chiamerà “Caravaggio International Airport Bergamo-Orio al Serio“.

La decisione arriva dopo uno scambio di “opinioni” con il sindaco di Milano Letizia Moratti in merito all’opportunità avanzata da quest’ultima di intitolare al nome di Caravaggio lo scalo di Malpensa.

A Bergamo si son sentiti quasi derubati: com’era possibile che il pittore nato nella bassa bergamasca venisse accostato allo scalo aeroportuale che sta nel varesotto?
Diverse voci si son levate in merito al fatto di intitolare al Caravaggio lo scalo aeroportuale di Orio al Serio ed alla fine sembra proprio che ad averla “vinta” saremo noi bergamaschi, come detto previa autorizzazione dell’ENAC.

Una decisione a mio avviso giusta ma… mi chiedo come mai tanta fretta e cotanta levata di scudi dopo l’annuncio del sindaco di Milano: che cosa sarebbe successo se la Moratti non avesse detto nulla in merito?
O se avesse annunciato di voler intitolare Malpensa ad un’altra personalità che niente avrebbe avuto a che fare con Bergamo?
Gli amministratori di Sacbo avrebbe deciso comunque di intitolare l’aeroporto di Orio al Serio?

La mia impressione è che non se ne sarebbe fatto nulla, lo scalo bergamasco sarebbe rimasto “senza nome”.
Insomma, più che una azione quella di Sacbo mi sembra una reazione: è solo la mia impressione?

Ad ogni modo, ripeto che secondo me intitolare lo scalo bergamasco a Caravaggio è una ottima idea e non potrà che aggiungere ancor più “valore” e visibilità alla nostra città, perchè forse molti ancor oggi ignorano che Caravaggio sia bergamasco.
Beh, se lo chiedete ad un milanese vi dirà che il pittore è milanese, ma questa è un’altra storia…

 

(foto presa da http://2.bp.blogspot.com/_8S-jEChNgcw/StAq2C-fYAI/AAAAAAAAEQI/qyK5X01_7Jw/s1600/aereo+su+bg.jpg)

Aeroporto di Orio al Serio bloccato a causa della cenere vulcanica

voli.jpgLa nube di cenere vulcanica generata dall’eruzione del vulcano che si trova sotto il ghiacciaio Eyjafjallajokul in Islanda ha colpito anche il nostro aeroporto di Orio al Serio, causando prima la cancellazione di decine di voli e poi la chiusura totale dello scalo bergamasco.

Un bel guaio quello creato da questo vulcano islandese del nome impronunciabile – Eyjafjallajokul – se si pensa che il blocco dei voli ha raggiunto, e secondo alcuni addirittura superato, i danni causati l’indomani dell’attentato alle torri gemelle di New York l’11 settembre 2001.
Basti pensare che i soli voli cancellati nella giornata di domenica 18 aprile sono stati ben 20000 – ven-ti-mi-la – mica pochi, no?

L’ENAC ha confermato la chiusura degli aeroporti del nord Italia fino alle ore 8:00 di lunedì 19 aprile 2010, ma non è escluso che la chiusura venga prolungata, soprattutto in funzione di quello che faranno altri aeroporti europei.

Resta infatti critico volare in Europa ma soprattutto raggiungere gli Stati Uniti, e lo dico a ragion veduta visto che personalmente sono anche io coinvolto in questo blocco.

Il nostro aeroporto è chiuso ed è difficile anche reperire delle informazioni dettagliate visto che per esempio il sito internet della Sacbo in questo momento, domenica pomeriggio, è irraggiungibile ad intermittenza, probabilmente a causa dell’enorme traffico web che si registra in queste ore da parte delle migliaia di viaggiatori che cercano di avere notizie dell’ultima ora sui voli da loro prenotati.

L’unica cosa che per ora non sembra in pericolo è l’estate, poichè è stata fugata l’ipotesi che la nube di cenere possa raffreddare le temperature e quindi “congelare” l’estate in arrivo.
Beh, considerando che nemmeno la primavera è ancora cominciata, forse questa era l’ultima delle preoccupazioni, no?

 

(foto presa da http://www.ilgiornale.it/foto-id=627118-x=660-y=495/islanda7.jpg)

Nuove rotte per gli aerei in decollo dall’aereporto di Orio al Serio

orioalserio1.jpgIl mese scorso avevo scritto un post riguardante l’aeroporto di Orio al Serio, parlando dei risvolti positivi portati da questa infrastruttura e delle problematiche relative all’inquinamento acustico e dell’aria che gli aerei in decollo recano agli abitanti dei paesi limitrofi.

Pochi giorni dopo è arrivata la comunicazione della società che gestisce lo scalo bergamasco che le rotte degli aerei in decollo sarebbero state modificate per un periodo di prova di 6 mesi: da allora gli aerei in partenza seguono una rotta che li porta sopra l’autostrada A4, modificando così quella seguita fino ad oggi.

Naturalmente questa decisione da un lato ha accontentato gli abitanti di quei paesi che fino ad ora si erano “sorbiti” lo smog ed il rumore provocato dagli aerei in partenza, e mi riferisco ai comuni di Lallio e Treviolo in particolare, ma dall’altro ha sollevato le proteste degli abitanti di altre zone che ora patiscono un passaggio più ravvicinato degli aeromobili alle loro abitazioni (Stezzano).

Insomma, la classica storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno?

Il rischio è che ora si scateni una guerra tra poveri e si perda così di vista il problema di fondo che è rappresentato dall’avere un’aeroporto troppo inglobato nel tessuto cittadino.

Parlo di guerra tra poveri perchè ho letto di una raccolta di firme per far rimuovere le nuove rotte e tornare alla situazione precedente: ma allora che dovrebbero fare gli abitanti di quei paesi che per un decennio ed oltre si sono rovinati i timpani (e non solo quelli) con i rumori degli aerei? Dovrebbero a loro volta organizzare un’altra raccolta firme? A che porterebbe tutto ciò?
A niente, dico io.

Piuttosto che spostare il problema da un tavolo all’altro, io credo che lo si debba affrontare con decisione alla radice: lo sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio è avvenuto in modo troppo frenetico senza che siano mai stati valutati appropriatamente gli effetti che questo sviluppo portava con sè.

Ora, auspicare (come ho letto su un sito) che le compagnie low-cost falliscano non mi sembra un pensiero maturo, così come eliminare qualche compagnia dall’aeroporto.
Piuttosto credo che chi di dovere debba valutare l’opportunità di soluzioni alternative come quelle di ridurre i voli negli orari critici (come la notte e comunque le ore serali) o quella di invertire la rotta di partenza, spostandola verso est in direzione del parco del serio, zona per nulla o poco abitata e quindi con impatti minori per la gente.

Resto convinto che l’aeroporto di Orio al Serio rappresenti una grossissima opportunità per Bergamo e per tutti i suoi abitanti: crea occupazione, porta turisti, consente alla città di “essere” nel cuore dell’Europa, di farsi conoscere ed apprezzare.
Bisogna quindi cercare di risolvere il problema dei rumori e dell’inquinamento in maniera costruttiva, perchè una soluzione ottimale sono certo che esista.

 

(foto presa da http://www.autonoleggioparma.com/images/orioalserio1.jpg)

L’aeroporto di Orio al Serio: sviluppo frenetico ed impatto ambientale

valbermb_aereoporto.jpgEsibito come vanto per l’intera bergamasca ma allo stesso tempo criticato da tanti per la repentina crescita col conseguente impatto ambientale su chi ci vive attorno e ne subisce rumori ed odori: si potremme riassumere cosi’ l’amore/odio del bergamasco nei confronti dell’aeroporto di Orio al Serio.

Negli ultimi anni da piccolo aeroporto cittadino che era il nostro aeroporto è cresciuto in maniera esponenziale grazie soprattutto al successo dei voli low-cost, Ryanair in primis.
Non a caso la compagnia low-cost irlandese ha scelto Orio Al Serio come suo Hub italiano creando una foltissima serie di voli da e per buona parte dell’Europa intera.

Lo sviluppo aeroportuale ha portato diversi benefici a Bergamo ed ai bergamaschi: in primo luogo la creazione di centinaia, se non migliaia di nuovi posti di lavoro, sia diretti che nell’indotto: dal servizio di taxi ai negozi presenti in aeroporto, numerosi sono stati i posti di lavoro nati grazie al significativo aumento di voli e di passeggeri in arrivo ed in partenza dallo scalo bergamasco.

L’economia locale ne ha indubbiamente beneficiato tant’è che è stato creato anche un collegamento con il vicino Centro Commerciale di OrioCenter, per portarvi i passeggeri a far shopping mentre sono in attesa di un’imbarco.

Il rovescio della medaglia è invece il pesante impatto ambientale che i voli in arrivo ed in partenza dallo scalo hanno su tutta l’area circostante l’aeroporto.
Vivendo in zona posso assicurare che soprattutto d’estate la situazione è molto molto difficile: gli aerei decollano uno dopo l’altro a distanza di pochissimi minuti e per gli abitanti dei tanti paesi sorvolati dagli aeroplani la vita diventa impossibile.
Il rumore è assordante e la visione di un programma in TV diventa un’impresa, per non citare l’inquinamento atmosferico causato dallo scarico degli aerei.

Leggevo su un sito che ogni aereo nella fase di decollo rilascia una quantità elevata di gas di scarico inquinanti, andando così ad impattare negativamente sulla qualità dell’aria dei paesi adiacenti lo scalo.

Tante sono state le proteste nel corso degli anni, eppure di cambiamenti se ne sono visti pochi.
Lo scalo di Orio al Serio è purtroppo troppo vicino alla città e circondato da abitazioni in ogni direzione tant’è che se si volesse ridurre l’impatto ambientale le soluzioni plausibili non sarebbero molte: o ridurre il volume dei voli, con tutte le ricadute facilmente immaginabili sui posti di lavoro, o spostare addirittura l’aeroporto in un’altra zona.
Davvero 2 soluzioni difficilmente attuabili.

Altro neo di questo aeroporto a livello di sicurezza è la vicinanza con l’autostrada e il già citato centro commerciale OrioCenter.
Meglio non immaginare cosa accadrebbe in caso di un’incidente aereo nella fase di decollo o di atterraggio…

Una situazione quindi che presenta diverse sfaccettature: straordinariamente positiva sotto l’aspetto economico-turistico, negativa sotto quello ambientale.

 

(foto da http://news.valbrembanaweb.com/images/baby.jpg)