L’Atalanta riparte dalla serie B

atalanta.jpgNella splendida giornata dell’83esima adunata nazionale degli Alpini, una festa di portata epocale che ricorderemo a lungo, è arrivato anche il verdetto finale del campionato dell’Atalanta, quel verdetto che la squadra nelle ultime domeniche era stata capace di rimettere in discussione ma che alla fine è arrivato in tutta la sua cocente crudeltà: retrocessione in serie B.

La sconfitta al San Paolo non lascia spazio a recriminazioni perchè il campionato la Dea lo ha perso ben prima della sfortunata trasferta napoletana.
Se andiamo a ritroso a ripercorrere il campionato 2009-10 troviamo tanti errori, tanta approssimazione, anche tanta sfortuna, tutti elementi che messi insieme hanno portato inevitabilmente all’attuale terz’ultimo posto che significa retrocessione in serie B con una giornata di anticipo sulla fine del campionato.

I 3 cambi di allenatore, l’appannamento di qualche giocatore chiave e un rendimento generale al di sotto delle attese, uniti ad una serie di sfortunati acquisti in sede di calciomercato hanno contribuito alla mediocre stagione nerazzurra.

Alla vigilia del campionato erano molte le voci che parlavano di una squadra ben costruita e ben assortita: era arrivato un allenatore giovane e voglioso di far bene, Gregucci, inesperto però di serie A, era arrivato Acquafresca per rimpiazzare Floccari e Barreto e Caserta per non far rimpiangere Cigarini.
Purtroppo Acquafresca si è rivelato il fantasma dell’ottimo bomber ammirato a Cagliari mentre Barreto ha praticamente saltato tutto il campionato per infortunio, mentre Caserta si è rivelato un mediocre giocatore, sicuramente non quello che serviva a questa Atalanta, tant’è che si è trovato costretta ad andare a richiamare De Ascentis, fermo senza contratto.

Tanti sono i rimpianti a significare che questa è, purtroppo, e fa male scriverlo, una retrocessione che ci si è guadagnati sul campo.
Ora bisogna ripartire cercando di tenere quel buono che in questa squadra c’é, a mio avviso a partire dall’allenatore: dopo 2 allenatori sfortunati (Gregucci e Conte) ne è arrivato uno capace, bravo, determinato, preparato e amante della Dea. Allora, perchè cambiare tanto per cambiare?

Dopo l’allenatore bisogna guardare alla squadra: ringraziamo e pensioniamo chi non è più all’altezza di reggere i ritmi dei campionati ad alto livello (e la Serie B è sotto l’aspetto fisico e mentale stressante come pochi altri tornei) e compriamo giocatori motivati ad emergere, prendendo esempio da quello che fanno ogni anno i nostri cugini dell’Albinoleffe.

La serie B è l’occasione buona per rifondare dalle basi, società compresa, per rinnovarsi senza snaturarsi e ricominciare a macinare vittorie per risalire verso la serie A.
Sono pronto a scommettere che si lavorerà in questa direzione se si sarà capaci di rimanere tutti uniti. Forse questo è il punto più arduo, speriamo si riesca a far quadrato e remare tutti insieme nella stessa direzione, società, giocatori e tifoseria.
Per il bene dell’Atalanta.

 

(foto presa da http://digilander.libero.it/ExtremaThule/Stadio/StadioAtalanta.jpg)

Crisi Atalanta: via Gregucci, dentro Conte ma la classifica langue

ata.jpgCosa succede alla Dea quest’anno?
Come mai la squadra nerazzurra sembra una lontanissima parente di quella squadra che fino a maggio di quest’anno giocava un buon calcio e faceva risultati di tutto prestigio, mettendo in mostra ottimi giocatori?

Purtroppo nel calcio trovare una spiegazione definitiva a situazioni come queste è molto difficile.
Sicuramente quest’anno l’Atalanta si è presentata ai nastri di partenza del campionato con diverse incognite legate al profondo rinnovamento effettuato, soprattutto per quel che riguarda il tecnico: via lo splendido Del Neri (su di lui avevo scommesso ad occhi chiusi fin dal suo arrivo) ecco il quasi debuttante Gregucci, una scelta che non aveva convinto molto e che ha dato (purtroppo) ragione ai tanti scettici.

Poi non dimentichiamo le partenza di Floccari e Cigarini: sono arrivati Acquafresca e Caserta ma finora nessuno dei 2 ha convinto. Soprattutto Acquafresca, centravanti della passata nazionale Under 21 e ritenuto uno dei giovani attaccanti italiani più forti in circolazione, fin qui ha molto deluso i tifosi della DEA: per lui zero gol e prestazioni di mediocre livello, non all’altezza di quanto messo in mostra al Cagliari negli scorsi campionati.

Poi mettiamoci anche un calendario tutto in salita: com la Lazio all’Olimpico e le 2 genovesi in casa sono state 3 partite perse tutte per 0-1, gare nelle quali l’Atalanta ha ben giocato e non ha raccolto quanto meritava.
Ecco arrivare la trasferta di Bari, scontro tra squadre in lotta per salvarsi, e tutti ad aspettarsi una prova di orgoglio condita da goal e punti: un CROLLO!!!
Un 4-1 che poteva anche essere molto, molto più pesante, perchè una partita così brutta la Dea non la giocava da anni.

Colpa del Mister?
Io sono convinto di NO, però si sa che nel calcio a pagare sono gli allenatori ed allora Gregucci è stato cacciato ed al suo posto ingaggiato quell’Antonio Conte che già a Maggio 2009 sembrava vicino alla panchina nerazzurra.

Col nuovo allenatore prima gara interna col Catania e primo punto, anche se serviva una vittoria per rimettersi in carreggiata alla grande, e poi trasferta a Verona col sempre ostico Chievo ed altro punto, il primo in trasferta, fondamentale per il morale.

Che sia il cambiamento di rotta richiesto dalla società e dai tifosi?

Il tempo sarà come al solito il miglior giudice, certo che 2 punti dopo le prime 6 partite di campionato in pochi a Bergamo se li aspettavano, forse nemmeno i più pessimisti.

 

(foto presa da  http://webstorage.mediaon.it/media/2009/07/77895_400111_ATA514_496_7470054_medium.jpg)

La nuova Atalanta di Gregucci e Acquafresca è pronta a stupire

atal1.jpgNel fresco ritiro trentino di Brentonico è cominciata ufficialmente da qualche giorno la stagione 2009-2010 dell’Atalanta calcio, più affettuosamente chiamata Dea dai suoi tanti tifosi.

Una stagione importante perchè quella appena cominciata è la 50esima partecipazione al massimo campionato di calcio professionistico per la squadra orobica e tutti, dalla dirigenza all’allenatore fino ai neo-acquisti, ci tengono a ben figurare in un’anno così importante per la storia del club.

Tante le novità in squadra: se ne sono andati i pezzi migliori, a partire secondo me dal vero fuoriclasse degli ultimi 2 anni, ovvero l’allenatore Gigi Del Neri.

Molti erano gli scettici 2 anni fa quando la società decise di affidare le redini della squadra all’ex-allenatore del Chievo: si criticava la sua tattica troppo spregiudicata, un carattere un pò difficile, la scarsa esperienza avuta oltre a quella col Chievo.
Invece i 2 anni passati sono stati una favola, ricchi di risultati d’eccellenza e soprattutto di bel gioco: tanti gol, tanti risultati importanti, tanti giocatori lanciati nel grande calcio.

Tra questi ultimi cito le recenti cessioni di Floccari al Genoa e di Cigarini al Napoli, 2 ottimi giocatori di cui sentiremo spesso parlare bene, soprattutto il secondo, un giovane regista che se continuerà a crescere come ha fatto vedere a Bergamo allora potrà ambire anche alla maglia della Nazionale.

Si diceva dei nuovi arrivi e delle tante facce nuove in squadra: cominciamo subito col parlare del sostituto di Del Neri.

La società ha deciso di puntare su di un debuttante in serie A, Gregucci, in arrivo da ottime stagioni in serie B con il Vicenza.

La dirigenza cercava un’allenatore promettente, giovane, voglioso di mettersi in mostra, che proponesse un gioco piacevole: l’identikit di Gregucci appunto, ed ora toccherà a lui dimostrare che la scelta non è stata un’azzardo.

A sostituire Floccari è arrivato uno degli attaccanti giovani più promettenti: Acquafresca, anche se solo in prestito dal Genoa per una stagione, ma su di lui si può puntare ad occhi chiusi.
Veloce, forte di testa e di piede, implacabile sotto rete, bravo a giocare negli spazi stretti così come in contropiede, giovane e con tanta voglia di emergere: insomma, proprio la punta che serve ad una squadra come l’Atalanta.

Con lui in attacco l’inossidabile Doni ed un’altro neo-acquisto, l’ex-attaccante del Lecce Tiribocchi, punta esperta pronta a far fiatare i titolari.

A centrocampo sono arrivati Caserta, Barreto ed il bergamasco Madonna, un giovane cresciuto nelle giovanili atalantine e andato poi all’Albinoleffe a farsi le ossa, per usare un termine in voga in ambito “pallonaro”.

In difesa è arrivato Bianco dal Cagliari, ma l’acquisto forse più importante è la conferma di Manfredini, vero e proprio faro della retroguardia.

Il portiere Consigli, protagonista della seconda parte dello scorso campionato e degli Europei Under 21, sarà invece chiamato alla consacrazione definitiva in serie A, e se così avverrà allora c’è da scommettere che la prossima estate potrebbe anche partire per giocare in una grande squadra.doni.jpg

Insomma, le aspettative verso questa squadra sono grandi e le carte da giocare sono tante e buone.
Tocca adesso a giocatori ed allenatore far quadrato e lavorare insieme per costruire un buon spirito di gruppo ed una squadra coesa e combattiva, com’è nel DNA di tutte le recenti formazioni che hanno ben figurato nei passati campionati.

C’è da sperare anche nella giusta partecipazione dei tifosi della DEA: spero in un campionato senza incidenti, senza squalifiche del campo, senza multe per la società, senza diffide per la curva.

Sarebbe a parer mio il miglior risultato possibile, dimostrazione che il pubblico bergamasco è, a prescindere dai risultati della DEA, un pubblico da Champions League!