Minimarcia e Notte di San Lorenzo a Selvino

minimarcia.jpgSelvino è una località turistica tra le più rinomate e il suo ricchissimo carnet di eventi estivi ha da sempre un occhio di riguardo per i bambini.
In una settimana si tengono 2 tra gli avvenimenti più attesi dai bambini che trascorrono le loro vacanze a Selvino e più in generale tra centinaia di bambini proveniente da tutta la provincia di Bergamo e, in alcuni casi, anche da fuori provincia.

Stiamo parlando dell’appuntamento del 10 agosto legato alla ricorrenza della notte di San Lorenzo, quando piccoli e grandi trascorrono la serata (e qualcuno anche la nottata) col naso all’insù alla ricerca di qualche stella cadente, per poter esprimere un desiderio da assegnare all’astro che ha solcato il cielo.

A Selvino è la simpatica mascotte Berto il Castoro a guidare i bambini e le loro famiglie per i parchi di Selvino in una notte dove magie, effetti speciali e stelle cadenti la faranno da protagonisti.

Una settimana più tardi, il 17 agosto, arriva invece l’evento per eccellenza dedicato ai bambini, ovvero la storica Minimarcia di Selvino che quest’anno festeggia i suoi primi 30 anni.

La Minimarcia si snoderà tra i parchi di Selvino, ovvero il parco Vulcano, il parco Roccolino ed il parco Osio, e data la concomitanza con i 150 anni dell’Unità nazionale il tema portante della giornata e della camminata sarà proprio quello.
Bandiere tricolori accompagneranno la marcia di circa 4 km tra parchi e strade di Selvino e non mancherà la divertente animazione per i bambini, con giochi, canti e balli.

Sarà sempre Berto il castoro a guidare il lungo serpentone, accompagnato da mamma Bertina e da papà Bertino.

Quest’anno il punto interrogativo per entrambe le manifestazioni è legato alle condizioni meteo, poichè già un appuntamento di luglio (la camminata con i lupi cecoslovacchi) è stato rinviato causa maltempo.

Speriamo che il sole (per la Minimarcia) ed il cielo terso (per la notte di San Lorenzo) siano i compagni di divertimento delle 2 giornate per i tanti bambini che affolleranno Selvino.

Diga del Gleno, col Bepi per non dimenticare

800px-Diga_del_Gleno.jpgPer non dimenticare, si potrebbe facilmente riassumere: si parla della diga del Gleno, bellissima località della Val di Scalve meta di tanti “scarpinatori” e tristemente legata alla strage avvenuta 88 anni fa quando l’invaso si rovesciò a valle dopo il crollo della diga e portando via con sè le vite di circa 500 persone.

L’appuntamento è fissato per sabato 6 agosto alle ore 9:30 quando presso la diga del Gleno si terrà una bellissima manifestazione “per non dimenticare”.
Protagonista il giornalista Emanuele Turelli che attraverso le parole del suo racconto “Gleno, 1 dicembre 1923” ripercorrerà i momenti di quel terribile giorno di 88 anni fa, un giorno che segnò irreparabilmente la Val di Scalve e la Val Camonica e le rispettive comunità, quasi come se quell’avvenimento segni un “prima” ed un “dopo” all’interno della storia di entrambe le comunità valligiane.

Le parole del racconto di Turelli saranno accompagnate dalla musica del Bepi e della sua band The Prismas, per un progetto che ha visto in campo nell’organizzazione la locale Comunità Montana di Scalve e la Coperativa sociale Il Leggio.

Lo spettacolo – anche se definirlo spettacolo mi suona riduttivo e banalizzante per quelli che sono i contenuti – verrà ripetuto domenica 7 agosto alle ore 17:30 presso la tensostruttura allestita a Schilpario.

Per non dimenticare, si diceva in apertura, perchè anche se estate è sinonimo di relax e di svago è giusto però trovare anche in questi momenti degli spazi di riflessione seria e profonda su come l’uomo stia spingendo troppo verso un equilibrio sempre più precario il suo rapporto con la Natura.

Auguri Eros!

Eros%20e%20Marica_Signe%20Vilstrup%40studiorepossi%20per%20Vanity%20Fair-anteprima-400x266-445411.jpgHa visto la luce presso l’ospedale di Piario la piccola Raffaela Maria.

Una bimba come tante ne nascono ogni giorno nell’ospedale della Val Seriana, non fosse che il padre è il cantante Eros Ramazzotti!

La compagna Marica Pellegrinelli è infatti una nostra conterranea e ora condivide con il grande Eros questa gioia stupenda.

Alla bimba, alla mamma e al famoso papà Eros un augurio da parte del nostro blog.

Caro nuovo ospedale di Bergamo

Tecnostrutture_420x270.jpgCerte cose succedevano sempre agli altri, soprattutto al Sud, a Roma, ma al nord… no! Figurarsi a Bergamo!
Ed invece il nuovo ospedale di Bergamo si è trasformato proprio in quello che tutti speravano non diventasse: un mostro mangia-soldi che ha gonfiato oltre misura le spese di costruzione e realizzazione previste inizialmente.

Questo buco economico va ad aggiungersi ai ritardi nella consegna delle opere che vede l’Ospedale pronto nel 2012, con circa 2 anni di ritardo sulla data prevista inizialmente.

Sempre che la data di consegna non venga ulteriormente rimandata…

Su alcuni siti web si leggono commenti di lettori che sono contrassegnati dalla rabbia, dalla frustrazione, dall’incredubilità, ma su tutti sembra aleggiare il sentimento del “…tanto lo si sapeva che andava a finire così”.

Eppure Bergamo ed i bergamaschi si ritengono una popolazione che lavora, produce e risparmia, lontana dagli sprechi della politica romana.
Una volta, forse, oggi non più.

Si pensi all’inghippo generato dalla falda aquifera sottostante l’ospedale che ha causato l’inondazione di alcuni scantinati del nuovo ospedale: maggiori spese (anche se minime,

“solo” 2,6 milioni) che hanno però causato una brutta figura a chi ha puntato tanto sulla realizzazione di questa opera e soprattutto un costo che si poteva (e doveva) evitare.

Ma quanto ci costerà in più il nuovo ospedale di Bergamo, l’opera più importante dai tempi della seconda guerra mondiale (così era stata definita ad inizio lavori)?
I quotidiani locali hanno fatto le pulci e stilato alcuni articoli molto interessanti: i costi aggiuntivi ammontano a ben 85 MILIONI di Euro, su un costo iniziale che era di 340

milioni di euro. Il 25% in più di quanto preventivato all’inizio, quindi.
Un pò come se voi compraste casa per 200 mila euro e un mese prima della consegna l’impresario vi venisse a dire che i costi sono lievitati a 250 mila euro. Non male, eh?

Altre voci dei costi?

Ben 23 milioni se ne andranno per l’acquisto di arredi, della segnaletica, dell’informatizzazione (ma non è già informatizzato l’ospedale?) delle attrezzature (quali???) e delle apparecchiature: non male, che ne dite?
Ma non finisce qui, ecco ancora 16,7 milioni di extracosti per “migliorie richieste dall’azienda ospedaliera”. Mmmhhh… migliorie richieste dall’azienda ospedaliera? Cioè??? 30 miliardi delle vecchie lire per migliorare cosa?

Ci sono altri costi che qui non elenchiamo perchè i 2 riportati qui sopra penso che da soli diano già l’idea di quanto il nuovo ospedale stia costando alle nostre tasche di contribuenti.

Insomma, quella che è sicuramente un’opera importantissima per Bergamo ed i bergamaschi è nata davvero male, con ritardi e costi extra che fanno storcere il naso a molti, forse a tutti.
C’era la possibilità di dimostrare che a Bergamo le opere pubbliche vengono completate nei tempi previsti e stando nel budget previsto, ed invece questo non è avvenuto.

Bergamo uguale al resto d’Italia, insomma, a questa conclusione è impossibile sfuggire. O no?

Cara Atalanta, quanto mi costi!

atalanta,tifosi,stadio,abbonamento,serie a,percassi,crebergUn sondaggio online ha dato un responso impietoso: ben il 76% delle persone che vi hanno partecipato hanno bocciato la campagna abbonamenti dell’Atalanta per il prossimo campionato di serie A (a meno di ribaltoni della Giustizia Sportiva).

Troppo cari i prezzi degli abbonamenti, soprattutto quelli dei parterre e tribuna centrale e laterale, in alcuni casi schizzati verso l’alto come appare chiaramente dalla tabella pubblicata sull’Eco di Bergam online facendo un confronto con l’ultimo campionato di serie A del 2009-10.

Manca, secondo tanti tifosi atalantini che hanno scritto all’Eco di Bergamo, una vera e propria politica per le famiglie, prezzi abbordabili e promozionali per quei padri e madri che abbonano anche un figlio, per trasmettere alla prola l’amore per la Dea.

Le proteste hanno colpito i Percassi tant’è che è stata annunciata una imminente revisione ai prezzi in ottica bambini e famiglie, ma… io resto perplesso di fronte a queste lamentele.
E le trovo ingiustificate su tutta la linea.

Perchè?
Perchè i prezzi delle curve sono rimasti invariati e sono gli stessi di 2 anni fa, così come quelli della Creberg laterale coperta e scoperta.

Salgono i prezzi solo nei settori meno popolari, ovvero la tribuna centrale e la centrale Creberg, dove secondo me l’aumento ci può anche stare.
Perchè l’anno scorso i Percassi hanno fatto uno sforzo enorme arrivando praticamente quasi a regalare l’abbonamento per la serie B (curve a 50 euro!), mentre quest’anno c’è la massima divisione e i prezzi non potevano non subire un ritocco.

Se si pretende una squadra di livello, se si pretendono investimenti ed acquisti, beh, una mano la devono dare economicamente anche i tifosi, non ci si può limitare a tifare e basta. Altrimenti poi decade la famosa recriminazione dei tifosi “Paghiamo, quindi possiamo fischiare e protestare”.

Dai, una mano a questa Atalanta la devono dare tutti quelli che ci credono, dalla proprietà ai giocatori fino ai tifosi, perchè è con tutte le componenti allineate ed unite che si fanno i grandi campionati.

Più che l’abbonamento, personalmente mi preoccupa il caso scommesse: a breve arriveranno i responsi e l’Atalanta potrebbe ritrovarsi con 2 giocatori in meno e qualche punto di penalità.
Ecco, questo mi sembra un bel problema, non l’abbonamento. Che comunque verrà rivisto in ottica famiglie e bambini, c’è da… scommetterci!