Autovelox al via sull’asse interurbano

3639-postazione-fissa-autovelox1.jpgE’ arrivata l’ora dell’Asse interurbano: non è uno scherzo di carnevale, anche se i contorni della vicenda potrebbero indurci a pensarlo, ma piuttosto il via del tanto decantato – e criticato – monitoraggio con gli autovelox del tratto posto sotto il limite dei 50 Km/h, a causa delle numerose buche presenti sul manto stradale.

Ancora non si sa se il primo giorno dell’entrata degli autovelox sarà mercoledì 13 o giovedì 14, fatto sta che la “quaresima” degli automobilisti di quel tratto stradale coinciderà con quella cristiana.

Come molti di voi sapranno anche grazie al precedente articolo pubblicato in merito a questa notizia, gli autovelox sono stati posti non per dare multe (…) ma per garantire l’incolumità agli automobilisti che transitano sul tratto dell’Asse interurbano diventano un gruviera.

Quindi, come si era già detto, a pagare saranno in ogni caso i cittadini: con i soldi pubblici versati tramite le tasse per riparare il tratto disastrato e, nei casi più “sfortunati”, con una bella multa per aver superato il limite di 50 Km/h.

Ricordo che il tratto incriminato è quello compèreso tra lo svincolo per la Dalmine-Villa d’Almè e la galleria San Roberto.

Ricordo pure che prendersela è inutile, questa è solo l’ennesima beffa di chi è posto a governarci e purtroppo non sa garantire quei servizi che ogni cittadino si merita e si aspetta, per esempio visionando i lavori di costruzione e pavimentazione dei tratti stradali inserendo penali per le ditte che realizzano male le loro opere.

I cittadini hanno solo un modo per esprimere il proprio disappunto: il voto.
Non dimentichiamocelo.

L’asse interurbano dimezzato per le troppo buche

91574_428368_foto__asse_7898945_medium.jpgL’asse interurbano è troppo pericoloso a causa delle tante buche e dei dissesti del manto stradale segnalati nel tratto che va da Treviolo a Bonate ed ecco allora che perentorio arriva l’ordine di restringimento su di una sola carreggiata lungo questo tratto.

La Provincia dimezza quindi la capacità di percorrenza del tratto incriminato dell’asse interurbano in entrambi i sensi: troppo i rischi per gli automobilisti ma tante anche le domande che sorgono in merito alla bontà dei lavori eseguiti nella costruzione di questo tratto autostradale.

Come sia possibile che una strada, per quanto percorsa giornalmente da diverse migliaia tra automobili e camion, possa cedere così rapidamente aprendo buche e dissesti è un mistero. O forse no?

Non stiamo parlando di una strada vecchia di decenni, di un valico alpino sottoposto a temperature gelide e a precipitazioni massive, nè di un tratto che percorre un terreno sabbioso, tutt’altro.
Ho percorso diverse strade di valico in Alto Adige dove le temperature sono molto rigide, piove e nevica parecchio e transitano anche diversi TIR eppure una situazione simile a quella dell’asse interurbano non l’ho mai visto.

E così le migliaia di persone che percorrono l’asse interurbano in entrambe le direzioni dovranno armarsi di una massiccia dose di pazienza e mettere in conto ritardi, magari anche pesanti, in direzione delle loro destinazioni.

Non è difficile prevedere rallentamenti anche chilometrici in entrambe le direzioni, soprattutto nei periodi di alta percorrenza dei pendolari ovvero la mattina e nel tardo pomeriggio.
Anche perchè i lavori di rifacimento del manto stradale da parte dell’ANAS non partiranno prima della fine dell’inverno e quindi i disagi si protrarranno per diverse settimane, se non mesi.

Chi pagherà per tutto questo?
Sicuramente non chi ha realizzato il manto stradale nè chi l’ha commissionato.
In primis pagheranno gli automobilisti con i disagi che subiranno e noi contribuenti con lo sperpero di soldi pubblici spesi per la realizzazione di un’opera che già fa acqua, in secondo luogo un pò tutti perchè questo non è altro che un malcostume che si protrae praticamente da sempre, al Nord come al Sud d’Italia, in Lombardia come in Sicilia.

 

AGGIORNAMENTO:
La Provincia di Bergamo ha deciso di NON chiudere il tratto come dell’asse interurbano come inizialmente previsto, bensì… attenzione attenzione… di piazzarvi un bell’autovelox con limite di percorrenza a 50 Km/h.

Capito come si sistemano le strade costruite male e dissestate? Appioppando tante belle multe ai poveri automobilisti, che oltre ai dissesti del manto stradale adesso rischiano anche di dover pagare multe salate se solo andranno oltre il limite fissato.

Insomma, un bel cornuti-e-mazziati, non vi sembra?
Per fortuna che tra poco si va a votare!!!

 

(foto presa da http://lightstorage.ecodibergamo.it/media/2009/09/91574_428368_foto__asse_7898945_medium.jpg)

La triste epopea degli Speed-check

speed-check5.jpgAvete presente quei totem arancioni che sono spuntati negli ultimi anni in tantissimi paesi della provincia di Bergamo?

Si chiamano (o è meglio usare il passato – chiamavano?) speed-check ed erano stati pensati come dissuasori o autovelox per quegli automobilisti dal piede solitamente pesante.

Servivano a rendere più sicure strade di paese con attraversamenti critici in vicinanza di scuole o piazze o comunque strade dove sorgono diverse abitazioni.

Chi sgarrava veniva fotografato e riceveva una bella contravvenzione a casa, da pagare e da ricordare per non incappare una seconda volta nello stesso errore.

Beh, il mese scorso gli speed-check hanno ricevuto una bocciatura ufficiale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale non gli ha riconosciuti come manufatti “ufficiali” per adempiere alle funzioni per le quali erano stati acquistati.

Gli speed-check ti pizzicano mentre transiti davanti a loro ad una velocità non consentita?
Ebbene, se non vieni fermato subito da un agente della polizia locale allora quella contravvenzione non ha valore, la contesti sicuro di averla vinta.

Quando ho letto questa notizia mi sono stupito: ma come, decine se non centinaia di speed-check sono stati acquistati negli ultimi anni da tantissimi Comuni ed ora ne esce che non sono regolari?
Ma allora tutti quegli automobilisti che hanno ricevuto – e pagato – una contravvenzione negli scorsi mesi ora possono fare ricorso?

E tutti i soldi pubblici – PUBBLICI! – spesi per acquistare queste colonnine arancioni… chi ce li rimborserà?
Come è possibile che decini di amministratori della cosa pubblica abbiano acquistato oggetti non funzionali? Non ritenuti a norma dallo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti!

Negli ultimi giorni, passando accanto a diversi di questi speed-check, ho mestamente notato come siano praticamente tutti vuoti, al loro interno.

Sono stati letteralmente svuotati, oggi non resta che l’involucro arancione di plastica a fare bella (?) figura di sè lungo le strade della nostra provincia ma la loro utilità è praticamente nulla, quindi basta automobili e camion e moto che rallentano in prossimità degli stessi ma tutto è tornato come prima, si può tranquillamente scorrazzare ad alta velocità in barba a questi non più utili dissuasori.

Un’epopea triste, sconsolante, di certo rappresentazione di come in questa nostra povera Italia si navighi a vista anche quando si tratta della sicurezza dei cittadini, adottando misure non regolari perchè mai regolamentate spendenso soldi di tutti salvo poi scoprire che sono stati – quasi sicuramente – soldi buttati.

Asse interurbano: occhio alle buche ed ai limiti!

198589_601662_SSE133_10879612_medium.jpgSe vi trovate a percorrere il tratto di Asse interurbano tra Curno e Bonate Sopra fate molta attenzione a 2 cose: primo alle buche, perchè a quanto pare il manto stradale si è parzialmente sfaldato aprendo alcune buche pericolose.
Quindi occhio perchè ne va della vostra salute ed integrità fisica.

Secondo fate attenzione ai limiti orari perchè, proprio a causa delle buche, il limite di velocità è stato abbassato dai 70 ai 50km orari.

Sì, avete letto bene, non ho commesso errori di battitura: 50 km orari.

Proprio come se vi trovaste in prossimità di un centro abitato, peccato che in questo caso il viaggiatore si trova a percorrere una superstrada a 2 corsie dove già mantenere i limiti entro i 70km orari sia tutt’altro che scontato.

Purtroppo l’ordinanza dello scorso 17 gennaio della nostra Provincia non lascia intravvedere possibili scenari futuri positivi: se invece di sistemare il manto stradale e magari chiedersi come è stato fatto si ricorre all’abbassamento del limite di velocità con conseguente impatto positivo per i viaggiatori, vuol dire che siamo messi proprio male.

Multare un automobilista perchè su una strada del genere non rispetta i 50 km orari pare un atteggiamento maturo e positivo?
Personalmente non posso che rispondere negativamente perchè ancora una volta si va a danneggiare chi utilizza una infrastruttura pubblica – pagata con i soldi dei contribuenti e quanto pare realizzata malissimo – a discapito della sua sicurezza e utilità.

Purtroppo le strade in Italia sono quelle che sono e Bergamo non fa eccezione: bastano poche ore di pioggia perchè su molte strade si aprano buche paurose e pericolose, quando le stesse piogge cadono anche in altre nazioni e condizioni simili non si verificano.

Basta passare il confine con la Svizzera per vedere come sono messe le strade dei cantoni elvetici, dove tra l’altro le temperature sono molto più rigide delle nostre. Eppure da loro strade dissestate come le nostre non si trovano… chissà come mai?

Insomma, siamo di fronte all’ennesimo scandalo legato alla viabilità sulle strade della nostra provincia.
Strade che, invece di invogliare ad essere percorse, invogliano all’imprecazione.

 

 

 

foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/01/198589_601662_SSE133_10879612_medium.jpg