Ma la mafia c’è anche a Bergamo?

saviano.jpgAllora, decidiamoci: la mafia c’è anche qui al Nord, in Lombardia, a Bergamo, oppure Saviano ha preso un granchio colossale?

A me fa una pena enorme sentire parlamentari, senatori, dirigenti pubblici, eminenti cariche dello Stato smentire quello che ha detto Saviano, addirittura chiedergli un risarcimento per danno d’immagine (qui ci sarebbe da ridere per non piangere…).

Saviano ha detto quello che tanti, se non tutti, sanno e vedono: la mafia, intesa come un’organizzazione criminosa che vuole fare affare illecitamente, c’è anche al Nord. Anche in Lombardia. Anche a Bergamo, forse.

Quando leggiamo di appalti pubblici per opere che devono essere realizzate in 2-3 anni e poi ce ne vogliono una decina o più per vedere la luce, con costi che raddoppiano, triplicano, e via così… non viene a nessuno il dubbio che lì vi si possano essere insinuati interessi poco puliti?

Possibile che quando si viene citati in primo piano, invece di fare un sano esame di coscienza ci si sappia solo difendere, magari perchè colti nell’orgoglio?
Perchè la mafia è una cosa degli “altri”, del Sud, mentre qui al Nord siamo tutti lavoratori virtuosi ed indefessi. Magari un pò fessi, ma di sicuro puliti e trasparenti?

Io sono dell’idea che laddove vi siano grossi giri di soldi, si possano purtroppo insinuare interessi poco puliti, sia al Sud come al Centro ed al Nord.

Sul tema è intervenuto anche il questore vicario di Bergamo e primo dirigente della Polizia di Stato, Francesco Messina, il quale nel corso di un convegno in un paese della nostra provincia ha ribadito il concetto che purtroppo la mafia descritta da Saviano nel suo programma su Rai3 potrebbe esserci anche da noi, a Bergamo.

Qualche tempo fa fu arrestato a Parre, in Val Seriana, un boss del narcotraffico, segno che purtroppo anche da noi si possono celare personaggi poco puliti.

Insomma, invece di spendere energie nello smentire Saviano con le parole, sarebbe auspicabile farlo con i fatti, dimostrando che Bergamo è pulita e vuole restarlo, sempre.

Intanto però è importante parlarne, perchè tacere vorrebbe dire fare il gioco delle organizzazioni malavitose.

 

(foto presa da http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/F/fazio_saviano–400×300.jpg)

Via la targa di Peppino Impastato dalla biblioteca, ed è polemica

peppino_impastato.jpgI fatti: il sindaco leghista del comune bergamasco di Ponteranica, Cristiano Aldegani, decide di far togliere dalla biblioteca comunale la targa dedicata a Peppino Impastato, il giovane ucciso nel 1978 a soli 30 anni dalla mafia, la mafia che Impastato aveva deciso di combattere apertamente denunciandone affari e quant’altro attraverso mezzi come giornali ed una radio da lui stesso fondata.

Le reazioni a questa decisione sono state immediate, decise e tante, tantissime.

Ha suscitato profondo sdegno, uno sdegno trasversale a pensieri e ideologie politiche, questa decisione perchè rimuovere una targa dedicata ad un vero eroe moderno, uno che ha messo in gioco la propria vita per combattere la mafia è suonato come un’atto di rifiuto di tale gesto eroico, uno svilimento nei confronti di chi ha il coraggio di compiere tali gesti.

Le reazioni sono arrivate non solo dai concittadini di Ponteranica, ma da tutta Bergamo e da tutta Italia, e tutte sono andate nello stessa direzione: la decisione del sindaco di Ponteranica è stata semplicemente sbagliata.

Lo stesso segretario provinciale di Bergamo per la Lega, Invernizzi, ha ammesso che la situazione è un poco scappata di mano, e pure il presidente della Provincia Pirovano, pure lui leghista, ha fatto un passo indietro definendo la decisione sbagliata e rendendosi disponibile ad una intermediazione per ricucire questo fattaccio, se fosse necessario.

Intanto a Ponteranica stanno raccogliendo centinaia di firme per cercare di far cambiare idea al sindaco anche se questo ha già detto di non voler tornare indietro, ma piuttosto organizzerà qualcosa per i più giovani per tenere alto il nome di Peppino Impastato.

Insomma, l’impressione è che si sia fatto un passo davvero goffo, si sia presa una decisione totalmente sbagliata ed ora si cerchi di ricucire lo strappo cercando un’alternativa.

Per fortuna la memoria di Peppino Impastato non viene cancellata da un simile gesto, anche se la figuraccia fatta getta una luce alquanto lugubre sull’operato di chi ci governa.
C’è ancora tempo per cancellare l’errore, speriamo che questo avvenga quanto prima.

 

(foto presa da http://www.pdtoritto.it/ds/images/stories/peppino_impastato.jpg)