Quanta paura per l’incidente alla cartiera di Lallio

301991_724743_IMG_0059_12975891_medium.jpgL’incidente alla cartiera di Lallio Ca.Ma ha senz’altro monopolizzato i discorsi dei bergamaschi di questi giorni.

L’impressionante esplosione della caldaia che ha causato una vittima – un operaio caldaista di 50 anni di Treviolo – ha lasciato dietro di sè anche tantissimi danni: una palazzina dichiarata inagibile, vetri rotti, finestre sfondate, porte divelte dai muri, automobili danneggiate, e resti dell’esplosione sparsi per centinaia di metri dall’epicentro dello scoppio.

Quest’ultimo punto mi ha fatto molto pensare: e se l’esplosione fosse avvenuta di mattina o di pomeriggio, in pieno giorno quando le strade attigue alla cartiera erano piene di gente di passaggio in quella zona?

La cartiera sorge infatti in una zona periferica di Lallio ma comunque vicina al cimitero ed a tante abitazioni.
Va detto ad onor del vero che molte delle abitazioni sono sorte ben dopo l’apertura della cartiera e quindi non si può dare nessuna colpa di questa cosa alla cartiera, però il fatto che aziende come questa siano situate a poche decine di metri da abitazioni lascia molto a pensare.

Forse andrebbero ripensare alcune politiche relative alle pianificazioni di insediamenti abitativi, le nuove case non dovrebbero sorgere troppo a ridosso di siti produttivi perchè il rischio di un incidente è purtroppo sempre reale.

Resta il dato di fatto che una persona, un operaio padre di famiglia, in questo incidente ha perso la vita, e che altre decine di dipendenti della cartiera adesso sono a casa senza lavoro perchè la produzione è stata forzatamente interrotta, e chissà quanto ci vorrà per rimettere tutto in moto.

Il pensiero va quindi alla famiglia della vittima dell’incidente e alle famiglie dei dipendenti della cartiera che da un giorno all’altro si son ritrovate a vivere un dolore così grande ed un incubo forte come quello del lavoro perduto, anche se temporaneamente.

 

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/11/301991_724743_IMG_0059_12975891_medium.jpg)

La sicurezza sulle strade non è mai troppa

IncidenteStradale1.jpgI tragici incidenti mortali di venerdì a Pedrengo, sabato mattina a Seriate e sabato sera a Palazzolo nei quali hanno perso la vita un ragazzo di 16 anni di Scanzorosciate, un ventenne di Seriate ed un altro ventenne di Bariano riportano purtroppo in auge il tema sempre delicato e scottante della sicurezza delle nostre strade.

Tre vite, 3 giovanissime vite spezzate nell’arco di pochissime ore in incidenti stradali non possono non farci riflettere, non possono passare inosservate.
Perchè la vita ha ancora un prezzo, anche se questo sembra sempre più in ribasso, e perchè la morte tragica di 3 ragazzi lascia inevitabilmente il segno.

Non voglio qui scendere nei particolari del perchè si siano verificati questi 3 tragici incidenti, di chi sia la colpa, chi abbia sbagliato e quanto conti la fatalità in questi casi, piuttosto scrivo a getto qualche pensiero che mi frulla in testa riflettendo su queste 3 tragiche morti in sequenza serrata.

Qualche giorno addietro leggevo che a Bergamo gli incidenti sono tornati ad aumentare dopo 2 anni di decrescita, anche se fortunatamente sono in calo le morti causate da questi incidenti stradali.

Mi aveva colpito il numero legato alle persone coinvolte in incidenti stradali negli ultimi 5 anni: quasi 26.000, praticamente lo stadio dell’Atalanta tutto esaurito!

Una cifra enorme se ci si pensa con attenzione, anche perchè spesso non vi sono morti ma i feriti si trascinano problemi legati agli incidenti per mesi se non anni, compresa la paura di tornare nuovamente alla guida di un mezzo stradale.

Sono tanti, troppi i punti critici che si incontrano sulle nostre strade tanto che stenderne un elenco sarebbe impresa difficile, titanica. Forse anche inutile.
Mi vien da pensare che forte tutto ruota attorno a noi che ogni giorno ci mettiamo alla guida di un’automobile, di un motorino, di un camion. Tocca a noi porre quell’attenzione necessaria affinchè il rischio di un incidente si abbassi quanto più possibile, perchè siamo tutti coscienti che lo zero assoluto non ci sarà mai.
Anche la stradina più insignificante può rivelarsi una trappola mortale quando non si guida con la necessaria accortezza e lucidità, quando al volante si è distratti da musica, cellulare, chiacchiere con le altre persone a bordo.

Proprio questa settimana ho visto un automobile con una giovane signora al volante, accanto a lei una signora anziana (presumo la madre) la quale teneva un bambino piccolo in braccio.
Sapete dove ero?
Sull’asse interurbano!

Senza voler giudicare nessuno, ecco perchè penso che la sicurezza autostradale comincia in primis da noi, perchè dobbiamo assicurarci di seguire tutte le regole che ci possono salvare la vita, per prima quella del buon senso che in questo caso avrebbe portato la madre a legare il piccolo nel seggiolino posto sul sedile posteriore.

Basta poco, ma quel poco a volte può fare la differenza tra la vita e la tragedia…

Completato il tratto di new jersey sull’asso interurbano

asse.jpgSarà servito a qualcosa il nostro post di inizio settembre?
Questo non lo sapremo mai e sicuramente è molto ambizioso pensare che quello che è stato fatto è scaturito dalla nostra segnalazione/protesta, resta il fatto che il tratto di superstrada senza New Jersey nel territorio di Seriate, all’altezza delle uscite per il Decathlon, è stato completato.

Addio finalmente al pauroso vuoto che minava la sicurezza dei viaggiatori e che nei mesi scorsi ha causato un salto di corsia mortale, oltre ad un altro grave incidente.
Il new jersey adesso non è più interrotto ma contiguo, una barriera che sicuramente da più sicurezza e toglie la paura che all’improvviso qualcuno sbuchi dall’altra corsia piombandoti addosso.

Ci voleva, un plauso a chi ha preso questa decisione (anche se tardiva).

On the road 2009 contro le stragi del week-end

str.jpgTra le tantissime offerte dell’imminente week-end in bergamasca voglio segnalare un’iniziativa che merita di essere pubblicizzata: si chiama “On the road 2009” ed è un progetto che punta a coinvolgere ragazzi e genitori sulla delicatissima tematica delle stragi del sabato sera.

Sabato 4 luglio s’è svolta la prima nottata dedicata a questo progetto, una esperienza che ha coinvolto 9 ragazzi delle scuole superiori che li ha portati a stare accanto ai rappresentanti delle forze dell’ordine impegnati ad effettuare i controlli stradali sulle strade bergamasche.

Una prima esperienza molto positiva per tutti i ragazzi coinvolti, ed ora si passa ai grandi, ai genitori, i quali sabato 11 luglio affiancheranno a loro volta la polizia locale.
Ma non ci saranno solo loro.

Infatti è attesa la partecipazione sia del questore Dario Rotondi che del prefetto di Bergamo Camillo Andrena, quest’ultimo ideatore dell’iniziativa che punta a sensibilizzare giovani e genitori sulla tragica problematica delle stragi del sabato sera.

Purtroppo questo è un problema al quale ancora non è stata trovata una valida soluzione; ogni lunedi leggiamo o sentiamo tramite i media nazionali di tanti giovani coinvolti in incidenti mortali durante le notti del week-end, giovani che spesso risultavano alla guida della loro autovettura in non perfette condizioni psico-fisiche per via di un’abuso sconsiderato di alcool e/o droghe.

Benvengano allora iniziative come questa che mettono soprattutto i giovani a diretto contatto con chi opera per prevenire incidenti mortali.
Solo la fattiva e responsabile collaborazione di tutte le parti coinvolte (giovani, genitori, istituzioni) potrà sconfiggere questa tragica piaga.

Vi lascio con il sito ufficiale dedicato a questa iniziativa, da visitare!

(foto presa da http://edicola.ilcittadino.it/edicola/2008/08/19/Foto/93735cc5526511080b260774bbdc72d0.jpg)