La triste epopea degli Speed-check

speed-check5.jpgAvete presente quei totem arancioni che sono spuntati negli ultimi anni in tantissimi paesi della provincia di Bergamo?

Si chiamano (o è meglio usare il passato – chiamavano?) speed-check ed erano stati pensati come dissuasori o autovelox per quegli automobilisti dal piede solitamente pesante.

Servivano a rendere più sicure strade di paese con attraversamenti critici in vicinanza di scuole o piazze o comunque strade dove sorgono diverse abitazioni.

Chi sgarrava veniva fotografato e riceveva una bella contravvenzione a casa, da pagare e da ricordare per non incappare una seconda volta nello stesso errore.

Beh, il mese scorso gli speed-check hanno ricevuto una bocciatura ufficiale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il quale non gli ha riconosciuti come manufatti “ufficiali” per adempiere alle funzioni per le quali erano stati acquistati.

Gli speed-check ti pizzicano mentre transiti davanti a loro ad una velocità non consentita?
Ebbene, se non vieni fermato subito da un agente della polizia locale allora quella contravvenzione non ha valore, la contesti sicuro di averla vinta.

Quando ho letto questa notizia mi sono stupito: ma come, decine se non centinaia di speed-check sono stati acquistati negli ultimi anni da tantissimi Comuni ed ora ne esce che non sono regolari?
Ma allora tutti quegli automobilisti che hanno ricevuto – e pagato – una contravvenzione negli scorsi mesi ora possono fare ricorso?

E tutti i soldi pubblici – PUBBLICI! – spesi per acquistare queste colonnine arancioni… chi ce li rimborserà?
Come è possibile che decini di amministratori della cosa pubblica abbiano acquistato oggetti non funzionali? Non ritenuti a norma dallo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti!

Negli ultimi giorni, passando accanto a diversi di questi speed-check, ho mestamente notato come siano praticamente tutti vuoti, al loro interno.

Sono stati letteralmente svuotati, oggi non resta che l’involucro arancione di plastica a fare bella (?) figura di sè lungo le strade della nostra provincia ma la loro utilità è praticamente nulla, quindi basta automobili e camion e moto che rallentano in prossimità degli stessi ma tutto è tornato come prima, si può tranquillamente scorrazzare ad alta velocità in barba a questi non più utili dissuasori.

Un’epopea triste, sconsolante, di certo rappresentazione di come in questa nostra povera Italia si navighi a vista anche quando si tratta della sicurezza dei cittadini, adottando misure non regolari perchè mai regolamentate spendenso soldi di tutti salvo poi scoprire che sono stati – quasi sicuramente – soldi buttati.

105 candeline per la nostra Atalanta

bergamo-atalanta-tifosi-1.jpgTanti auguri Dea!
Quest’anno le candeline sono 105 e la società ha deciso di festeggiare come si deve, riservando qualche bella sorpresa per i tantissimi appassionati della squadra bergamasca.

Le belle sorprese riguardano il portafoglio dei tantissimi tifosi che ogni settimana la seguono e quelli che acquistano prodotti ufficiali: per questi ultimi è previsto uno sconto del 10% sui prodotti ufficiali mentre per i tifosi che vanno allo stadio è operativa una mega-promozione che prevede biglietti a prezzi stracciati.

Ogni abbonato potrà acquistare biglietti per la partita di domenica col Siena a prezzi irrisori: 1 euro per le curve, 2 euro per la tribuna centrale e quella laterale Creberg, parterre Creberg, distinti Nord e parterre; 5 euro infine per la tribuna laterale.

Promozione che sta facendo andare letteralmente a ruba i biglietti anche perchè quella di domenica col Siena, per l’Atalanta Bergamasca Calcio è una partita tanto dura quanto importante.
Tre punti con una diretta concorrente per la lotta a non retrocedere sono un obiettivo vitale in questa fase della stagione in cui i nostri sembrano leggermente in calo, più di risultati che di prestazioni a dire il vero.

Per la gara di domenica 20 ottobre è anche prevista a distribuzione allo stadio di bandierine celebrative per questi 105 anni di storia, di grande storia.

Il massimo sarebbe celebrare questo compleanno con una grande prestazione incorniciata da 3 punti: incrociamo le dita e tutti a tifare Atalanta!

Motocross ed enduro sui sentieri montani?

384682_832225_SF02000000_14306115_medium.jpgLa polemica ha impiegato poco tempo ad accendersi in questo caldo ed afoso mese di agosto: la bomba è esplosa quando si è sparsa la notizia dell’organizzazione di una gara di enduro a Bossico.

La polemica nasce dal fatto che gli ambientalisti (ma non solo loro…) si sono detti contrari a questo tipo di gare su sentieri montani in quanto i danni causati dalle moto in gara sarebbero significativi. Ed inutili.

Per diritto di cronaca anche la  Valli Bergamasche revival  del 15 e 16 settembre prossimi che si terrà in alta Val Brembana (Foppolo) è entrata a far parte di questa polemica.

Wwf Bergamo, Orobievive e altre associazioni sostengono che i comuni non dovrebbero concedere il nullaosta per manifestazioni di questo tipo in quanto solamente dannose per sentieri e natura.

Non basta l’impegno dichiarato da parte degli organizzatori di ri+sistemare e ripristinare i tracciati coinvolti dalla gara, la polemica è ormai montata e sembra destinata a protrarsi nel tempo con le 2 fazioni (associazioni naturalistiche da una parte, motociclisti ed enduristi dall’altra) a contendersi la ragione.

Che dire?

Non entro nel merito della polemica sulle 2 gare in questione ma una testimonianza, seppur non legata a delle competizioni, voglio darla.

Nel secondo week-end di agosto mi trovavo sul sentiero 101 nei paraggi di Cà San Marco e ho ricevuto la visita di 2 moto che lo percorrevano scendendo dal Passo Verrobbio, in direzione Cà San Marco.
Da lì sono poi tornate nuovamente sui loro passi per tagliare verso la Piana delle acque nere in direzione del Pescegallo.

In quel caso il sentiero è abbastanza stretto e ripido e non protetto da alberi sul lato più scosceso e quando lo si percorre assieme a bambini e ci si trova di fronte 2 moto… beh, la situazione non è sicuramente delle più piacevoli.

Inoltre il sentiero ne risente, inutile negarlo!
Sassi che vengono mossi (col rischio che cadano di sotto e possano far male a qualcuno), buche che vengono aperte o ingrandite, puzza di benzina e rumore assordante.

Ecco, mi basta questo per dire che NO, sui sentieri delle nostre montagne le moto non ci devono andare.
In altre nazioni (Austria in primis) tutto questo non è permesso e addirittura in alcune zone si vieta l’accesso anche alle mountain bike per poter preservare al meglio i sentieri agli escursionisti.

Riflettiamoci un pò tutti insieme, lasciando da parte i preconcetti che ci portiam dietro da sempre e conserviamo almeno i nostri bellissimi sentieri montani.  Almeno quelli!

La spending review a Bergamo: voi cosa segnalate???

Spending-review-Italia-dove-e-come-si-puo-tagliare.jpgDa diversi giorni si sente sempre più spesso citare un termine inglese nei vari TG nazionali: spending review.

Il termine lettarlmente significa revisione della spesa, detto in parole povere è la ricerca degli sprechi, dei soldi spesi male, dei cosiddetti malaffare.

La spending review è uno strumento che lo Stato ha messo a disposizione di noi cittadini: sul sito del Governo si possono infatti segnalare tutte quelle anomalie di spesa – e i veri e propri sprechi! – che quotidianamente vediamo e che vorremmo venissero eliminati, in nome di una modalità di spesa più giusta ed equa.

Se penso alla nostra Bergamo a me di spesa da segnalare ne viene in mente subito una: il nuovo Ospedale.

I soldi arrivano dalla Regione ma sempre soldi nostri sono, e tutti sappiamo come stanno andando le cose: l’Ospedale invecchia ancor prima che venga inaugurato tra diversi problemi strutturali e di progettazione, ed intanto i costi lievitano, lievitano, lievitano…

Scendendo nel quotidiano ed in questioni meno gigantesche mi viene in mente un’altra fonte di risparmio (di tempo e di soldi): dovendomi recare in Motorizzazione Civile per rifare la patente avevo telefonato per ricevere la lista di documenti da preparare.
Ebbene, non c’è stato verso di averla via telefono o dal loro sito web: mi son dovuto recare personalmente presso gli uffici della Motorizzazione Civile di Bergamo, farmi 40 minuti di coda solo per ritirare un foglio A4 con la lista dei documenti e quindi rifarmi nuovamente la coda 2 giorni dopo in fase di consegna dei documenti compilati.

Ma com’è possibile che non si utilizzi, nel 2012, il sito web per rendere disponibili e maggiormente fruibili questi documenti e queste procedure?

E voi, avete altre anomalie di spesa da segnalare?

 

 

(foto presa da http://businesspeople.it/var/ezwebin_site/storage/images/business/economia/spending-review-italia-dove-e-come-si-puo-tagliare_33210/357893-1-ita-IT/Spending-review-Italia-dove-e-come-si-puo-tagliare.jpg)

Il cromo nel terreno del futuro campus scolastico di Treviolo

132617_501372_campus_3_9128075_medium.jpgChe schifezza!
Mi sembra questo il commento più appropriato quando si pensa a quanto successo nel cantiere del nuovo complesso scolastico di Treviolo, attualmente in costruzione.

Sono stati infatti trovati ben 75 microgrammi di cromo per litro, che in effetti possono sembrare pochi ma se si pensa che il limite consentito è di 50 allora si capisce che si è sforato del 50% sul consentito.

Il cromo esavalente ha effetti tossici e cancerogeni molto forti, grazie ad una sua componente molto aggressiva nei confronti del sistema biologico: ecco perchè l’averlo individuato nel terreno di un complesso scolastico in costruzione fa parecchio male.

Ma come ha fatto ad arrivare lì questo benedetto/maledetto cromo?

Beh, stando alle indagini potrebbe esserci arrivato essendo presente all’interno del materiale di riempimento che è stato portato fin lì dall’impresa Locatelli di Grumello del Monte, quella già indagata per i fattacci relativi ai cantieri della Brebemi.

Fortunatamente il cromo è stato individuato in un’area ben precisa e non impatta tutto il cantiere del futuro campus ma certo questa scoperta getta una luce spaventosa sull’intero cantiere: come potranno stare tranquilli i genitori che dovranno far frequentare ai propri figli il futuro campus scolastico di Treviolo?
Quali e quante assicurazioni e misure di depurazione serviranno per poter mettere in sicurezza l’intera area?

E poi: il cromo avrà inquinato anche la falda acquifera della zona? Con quali impatti sulla popolazione e sulle colture adiacenti?

Davvero una situazione schifosa a dir poco, perchè questo traffico di rifiuti illeciti è una cosa che lascia sbigottiti, sconcertati e parecchio arrabbiati.

La parola adesso passa ai giudici che stanno lavorando sull’inchiesta in corso e naturalmente tutto il comune di Treviolo seguirà l’indagine con molto apprensione e partecipazione: ne va non solo della costruzione di un campus progettato alla grande, ma soprattutto della salute di chi lo frequenterà, ovvero di tutti i bambini ed i ragazzi del comune.

Vi sembra poco?

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2010/04/132617_501372_campus_3_9128075_medium.jpg)

Maurizio Crozza al Creberg Teatro di Bergamo

crozza-maurizio.jpgGrandissimo appuntamento al Creberg Teatro di Bergamo per i prossimi 22 e 23 marzo: arriva infatti sul palco del nostro teatro cittadino il bravissimo Maurizio Crozza con lo spettacolo Giro d’Italialand.

E’ un graditissimo ospite il genovese Maurizio Crozza e per tantissimi un appuntamento settimanale immancabile col suo pezzo di apertura di Ballarò, durante il quale si diverte ad evidenziare e spesso a bastonare le storture tipiche della nostra bistrattata società.

L’inizio degli spettacoli è per le ore 21:00 e l’obiettivo è quello di passare una serata diversa, in compagnia di un simpatico dissacratore che, va detto, quando c’è da mettere in evidenza le piaghe della nostra società non ci va tanto per il sottile.

Giro d’Italialand è uno spettacolo tutto suo, scritto direttamente da Crozza col suo team di redattori e anche questo fatto rende lo show molto diretto, molto sentito, un momento durante il quale il comico (ma è ancora corretto definirlo così?) mette in scena tutta la sua dissacrante ironia e la sua grande capacità di far risaltare i malesseri e le bruttezze nostrane.

I biglietti vanno da 23,38 a 44 € e possono essere acquistati direttamente presso la biglietteria del teatro Creberg di Bergamo.

Buon divertimento!

Neve e freddo, anche Bergamo soffre

ICE%2B093bb.jpgEra stata tanto invocata nelle scorse settimana a partire dal canonico avvio della stagione sciistica che solitamente cade nella settimana dell’Immacolata, ma adesso ne è arrivata un pò troppa.

Stiamo parlando della neve, come avrete sicuramente già capito, che nelle ultime giornate ha innevato col suo manto bianco città e provincia, laghi e montagne, pianura e colli, ma soprattutto si è accompagnata ad un freddo che in molti non hanno esitato a definire polare.

A fare notizia sono così i danni ed i guai procurati dal gelo che oramai da diverse notti non scende, anzi sale sopra i -10 gradi celsius.

Un freddo che ha causato danni a ripetizione: tubature dell’acqua scoppiate con conseguente privazione dell’utilizzo dell’acqua (ed i caloriferi diventano quindi inutili ed inutilizzabili), strade ghiacciate e difficilmente praticabili, mancata consegna di frutta e danni all’agricoltura con conseguente aumento dei prezzi, ed in generale disagi a volontà.

Ma anche aziende costrette a chiudere per la mancata erogazione del gas, con conseguente cassa integrazione dei dipendenti (come se in questo periodo già non ce ne fosse abbastanza…).

Una mancata erogazione che stride con esercizi commerciali che, nonostante i diversi gradi sottozero, lasciano le porte dei loro negozi aperte tutto il giorno con lo spreco di riscaldamento che è facile immaginare (mi chiedete dove? Basta fare qualche km e andare in un outlet di una provincia a noi vicina…)

Forse che non siamo più abituati ai ritmi della natura, soprattutto quando quest’ultima si spinge un pò oltre ai soliti limiti stagionali?

Beh, secondo me è proprio così. E’ anche così.
Basta vedere cosa accade quando piove per diverse ore: non piogge torrenziali ma piogge continue che in poche ore creano ingrossamenti dei corsi d’acqua e allarmi per imminenti rischi idrogeologici.

La cara, povera Madre Natura è stata tanto maltrattata e violentata nel corso degli anni che quando si risveglia ed alza la testa… son dolori per tutti.

In questo particolare caso è sì vero che l’attuale gelo è a livelli record, ma è altrettanto vero che abitiamo in una provincia per buona parte a carattere montoso, con diverse valli e diversi rilievi anche sopra i 3000 metri quindi… non siamo proprio una città di mare, non avvezza a certi avvenimenti atmosferici estremi.

E poi, diciamola tutta… siamo in inverno!!!
Non è che in questa stagione possiamo aspettarci temperature tiepide e primaverili!  Un pò di freddo, neve e gelo ci sta pure.
Certo non ai livelli ai quali ci stiamo abituando in questi ultimi 4-5 giorni, questo è chiaro, ma io credo che d’inverno qualche grado sotto la media abituale ogni tanto possa anche succedere che si verifichi.  Così come d’estate capita di andare qualche grado sopra la media stagionale.

Insomma, tutto questo per dire che da un lato stiamo sì vivendo giornate particolari che ricorderemo probabilmente negli anni a venire per via dei disagi e dei numeri record, dall’altro lato mi sembra che l’uomo si stia disabituando al confronto con Madre Natura, ad accettare che questa ogni tanto tiri un pò la corda e ci costringa a situazioni anche un pò al limite.

Non la pensate così anche voi?

 

(foto presa da http://2.bp.blogspot.com/_TwZAee1rdWE/TQzAxjCRYWI/AAAAAAAACrs/sKc8cqBR8QQ/s1600/ICE%2B093bb.jpg)

La montagna è la mia vita: ciao Mario Merelli

mario-merelli-alpinista.jpgLa montagna è la mia vita. 
Firmato, Mario Merelli.

Purtroppo attorno alle ore 8 di mercoledì 18 gennaio 2012 il grandissimo alpinista di fama mondiale Mario Merelli ci ha lasciato, andandosene nel modo a mio avviso più bello, più romantico, più poetico ma anche più tragico per un alpinista ed un amante delle montagne come lui: cadendo proprio mentre era in montagna, il posto dove più amava stare, il luogo dove si sentiva vivo e realizzato più che altrove.

Mario Merelli non l’ho conosciuto di persona ma come moltissimi bergamaschi amanti delle nostre incantevoli montagne lui era un pò l’emblema della montagna bergamasca: una voce roca, legnosa, un volto scavato dalla vita e dalla fatica, una roccia segnata dalle intemperie e dalle ore passate arrampicandosi con ogni condizione atmosferica: pioggia, neve, burrasca, sole battente.

Mario Merelli lascia la moglie, la madre, un fratello, ma lascia anche un vuoto tremendo e pesantissimo nell’intera comunità del CAI di Bergamo dove era un amico, un ospite sempre gradito, una guida, un faro.

Merelli ci ha lasciato cadendo sulle montagne dove era stato svezzato, quelle di casa. Poi ha percorso il mondo per affrontare, e vincere, numerose scalate agli 8000 del pianeta, lasciando dietro di sè e dietro le proprio imprese una scia di forte umanità, il ricordo di un uomo che prima di tutto rispetta la montagna e poi, con amore, la sfida e la vince.

Aveva scalato la vetta del mondo, l’Everest, per ben 2 volte, e poi altre montagne ai più sconosciute dai nomi impronunciabili come Annapurna, Kangchenjunga, Dhaulagiri, ed altre ancora.

Vorrei evitare di cadere nella retorica ma con la morte di Merelli l’alpinismo bergamasco ed italiano, ma anche internazionale, perdono un elemento di primissimo piano, un fuoriclasse dal talento cristallino.

Dopo Roby Piantoni purtroppo per Bergamo ed i bergamaschi amanti della montagna c’è questa nuova, dolorosa, straziante perdita.med_20120118_mario-merelli.jpg

Merelli lascia dietro di sè un vuoto enorme, forse incolmabile.
Un vuoto che in queste ore è colmato solo dal dolore, tanto, forte, duro, difficile da affrontare soprattutto per la moglie ed i familiari più stretti. A loro va il pensiero ed una preghiera.

Lascio al ricordo di Merelli con una bellissima poesia a lui dedicata e letta dall’attuale presidente del CAI di Bergamo durante il TG di BergamoTV nell’edizione delle 19:30.

Poche parole, dolci e sentite, che lo descrivono benissimo.

A Mario

Tu stesso eri montagna,
un gigante di pietra
col cuore bambino
e una calma antica
e la voce profonda
di una vallata.

Un volto di uomo
scavato nella roccia:
impossibile dire
dove l’uomo finiva
e in quale frammento
iniziasse la roccia.

Non piangete:
Mario non è caduto:
le montagne non cadono mai.

Di quando in quando
lasciano rotolare un sasso,
per permettere a noi
(gente di poca fede)
di alzare lo sguardo.

Loro invece
se ne stanno fisse lassù,
tra orizzonti infiniti
e voli di aquile
(e nubi e tempeste)
a parlare col cielo.

Ettore

Doni in carcere per il calcioscommesse: e ora?

20111219_doni.jpgDelusione e sconcerto, rabbia ed incredulità.

Sono questi i sentimenti che mi hanno assalito quando ho letto l’ANSA sul sito dell’omonima agenzia di notizie, e poi via a cercare smentite e conferme sul sito della Gazzetta, di Repubblica.it, del Corriere, dell’ECO di Bergamo.

E con il passare dei minuti tutti i quotidiani online si popolavano di notizie che raccontavano dell’arresto (ARRESTO!) del capitano della Dea per il capitolo calcio-scommesse, quel capitolo nero che ha penalizzato fortemente anche la Dea (pensate a dove sarebbe senza quel -6 ed i gol subiti negli ultimi minuti… altro che Udinese!!!).

Purtroppo è stato un risveglio brusco, terribile, da panico.

Delusione perchè è una delusione scoprire che il giocatore più rappresentativo della storia della nostra amata Atalanta sia uno che si vendeva, per soldi, a degli scommettitori senza scrupoli.

Sconcerto perchè è una faccenda che lascia basiti, spiazzati, senza parole.

Rabbia perchè si fatica a credere che sia vero, e si prova rabbia immaginando quali possano essere i risvolti negativi anche sull’Atalanta (ma speriamo che non ve ne siano!!!).

Incredulità perchè… perchè un calciatore professionista, con anche delle presenza ad un Mondiali di Calcio, può arrivare a tanto? E’ davvero difficile pensare che possa essere vero.

Leggendo alcune delle intercettazioni rese pubbliche però resta davvero poco spazio per sperare che sia tutto un grosso errore, che qualcuno abbia preso un abbaglio.
Purtroppo le intercettazioni, il tentativo di fuga, il PC nascosto nella cassaforte, il tentativo di craccare l’iPhone di Santoni… tutto questo lascia pochissimo spazio a dubbi e speranze.

E adesso? Che ne sarà dell’Atalanta, dovremo aspettarci un’altra penalizzazione?

Io mi auguro, spero, auspico vivamente che quel -6 venga ridotto, non aumentato.
L’Atalanta ha già pagato e pagato in abbondanza, non merita di cadere nel fango anche lei per colpa del comportamento scriteriato di un suo tesserato.

Piuttosto, una volta appurato che le colpe di Doni ci sono e sono reali, mi aspetto una reazione da parte della società, magari una richiesta di danni, a dimostrazione che l’Atalanta è pulita e purtroppo non può controllare tutti i suoi tesserati in ogni momento della loro vita privata, siano essi calciatori, dirigenti o addetti ai lavori.

Aspetto con impazienza l’evolversi di questa bruttissima situazione per conoscere meglio il perimetro delle responsabilità di tutti gli attori coinvolti.
Temo che emergeranno altre spiacevoli situazioni, mi auguro non a carico di Doni.

La sicurezza sulle strade non è mai troppa

IncidenteStradale1.jpgI tragici incidenti mortali di venerdì a Pedrengo, sabato mattina a Seriate e sabato sera a Palazzolo nei quali hanno perso la vita un ragazzo di 16 anni di Scanzorosciate, un ventenne di Seriate ed un altro ventenne di Bariano riportano purtroppo in auge il tema sempre delicato e scottante della sicurezza delle nostre strade.

Tre vite, 3 giovanissime vite spezzate nell’arco di pochissime ore in incidenti stradali non possono non farci riflettere, non possono passare inosservate.
Perchè la vita ha ancora un prezzo, anche se questo sembra sempre più in ribasso, e perchè la morte tragica di 3 ragazzi lascia inevitabilmente il segno.

Non voglio qui scendere nei particolari del perchè si siano verificati questi 3 tragici incidenti, di chi sia la colpa, chi abbia sbagliato e quanto conti la fatalità in questi casi, piuttosto scrivo a getto qualche pensiero che mi frulla in testa riflettendo su queste 3 tragiche morti in sequenza serrata.

Qualche giorno addietro leggevo che a Bergamo gli incidenti sono tornati ad aumentare dopo 2 anni di decrescita, anche se fortunatamente sono in calo le morti causate da questi incidenti stradali.

Mi aveva colpito il numero legato alle persone coinvolte in incidenti stradali negli ultimi 5 anni: quasi 26.000, praticamente lo stadio dell’Atalanta tutto esaurito!

Una cifra enorme se ci si pensa con attenzione, anche perchè spesso non vi sono morti ma i feriti si trascinano problemi legati agli incidenti per mesi se non anni, compresa la paura di tornare nuovamente alla guida di un mezzo stradale.

Sono tanti, troppi i punti critici che si incontrano sulle nostre strade tanto che stenderne un elenco sarebbe impresa difficile, titanica. Forse anche inutile.
Mi vien da pensare che forte tutto ruota attorno a noi che ogni giorno ci mettiamo alla guida di un’automobile, di un motorino, di un camion. Tocca a noi porre quell’attenzione necessaria affinchè il rischio di un incidente si abbassi quanto più possibile, perchè siamo tutti coscienti che lo zero assoluto non ci sarà mai.
Anche la stradina più insignificante può rivelarsi una trappola mortale quando non si guida con la necessaria accortezza e lucidità, quando al volante si è distratti da musica, cellulare, chiacchiere con le altre persone a bordo.

Proprio questa settimana ho visto un automobile con una giovane signora al volante, accanto a lei una signora anziana (presumo la madre) la quale teneva un bambino piccolo in braccio.
Sapete dove ero?
Sull’asse interurbano!

Senza voler giudicare nessuno, ecco perchè penso che la sicurezza autostradale comincia in primis da noi, perchè dobbiamo assicurarci di seguire tutte le regole che ci possono salvare la vita, per prima quella del buon senso che in questo caso avrebbe portato la madre a legare il piccolo nel seggiolino posto sul sedile posteriore.

Basta poco, ma quel poco a volte può fare la differenza tra la vita e la tragedia…