La Scasada del Zenerù di Ardesio

2_1380_201118163741.jpgNelle programmazioni televisive vanno di moda i programmi “Aspettando che…”: ebbene, anche la famosa Scasada del Zenerù ha avuto il suo prologo “Aspettando la Scasada” che si è tenuta domenica 29 gennaio ad Ardesio.

Ma la giornata clou è per Martedì 31 gennaio, quando ad Ardesio si terrà la tradizionale giornata della Scasada del Zenerù, ovvero il rogo nel quale viene immolato proprio lui, il Zenerù.
Cos’è il zenerù?
E’ l’inverno che viene cacciato fuori dal paese e messo al rogo, in una sorta di rivisitazione di un rito pagano nel quale il paese invocava l’arrivo della stagione calda, proprio nei giorni tradizionalmente più freddi dell’inverno, quelli della Merla.

L’appuntamento è organizzato dalla Proloco di Ardesio e comincerà già alle 9 del mattino del 31 gennaio con il convegno-laboratorio sul tema Riti di cacciata dell’inverno in arco alpino.

Sono gli alunni delle elementari dei paesi di Ardesio, Gromo San Marino, Valcanale e Villa d’Ogna i destinatari del convegno, visto che poi gli stessi rappresenteranno il rito del sole in Valcanale.

La Scasada quest’anno diventa internazionale: ci sarà infatti la presenza del gruppo folcloristico basco Bidasoako Joaldunak a dare il respiro di internazionalità all’evento finora tutto locale.

Ma tutti questi appuntamenti altro non sono che un corollario all’evento per eccellenza della Scasada del Zenerù: il falò.

Il rogo finale del Zenerù si terrà sul finire della giornata, alle 19:45 partendo dalla località Ponte Rino: un finale scontato, atteso, ma non per questo meno interessante vista la storia che questa giornata si porta appresso negli anni.

Una tradizione bellissima delle nostre valli che merita di avere sempre più risonanza perchè sono proprio questi eventi quelli che rendono bella ed unica la nostra terra, una terra ricca di tradizione e fascino.

Il Giorno della Memoria a Bergamo, per non dimenticare

lager.jpgIl Giorno della Memoria si tiene quest’anno nell’ultimo week-end di gennaio con tutta una serie di iniziative che coinvolgono i bambini, i ragazzi e gli adulti: tutti.

Perchè è giusto che non si dimentichino gli orrori perpetrati 70 anni fa dalla follia del nazionalsocialismo e del nazifascismo: milioni di morti tra ebrei, invalidi, gay, handicappati, zingari, tra tutti coloro che non rientravano nei canoni della razza perfetta.

Bergamo non vuole dimenticare e anzi vuole che si ricordino e si preghi ancora per tutte le vittime di quella follia che per un decennio oscurò la storia dell’uomo.
Venerdì mattina alle 10 verrà deposta una corona d’alloro nel Parco delle Rimembranze in Rocca presso la lapide che ricorda gli ebrei bergamaschi deportati ed uccisi nei campi di concentramento.

Sarà toccante la cerimonia che si terrà presso il binario 1 della stazione ferroviaria, con la posa di una corona d’alloro alla lapide che ricorda i lavoratori delle fabbriche di Sesto San Giovanni che vennero deportati pure loro nei campi di concentramento, partendo prorio da quei binari per una destinazione che li portò nelle fauci del terrore e della morte.

Anche l’arte si mobilita per ricordare le vittime della follia nazista: al Teatro Donizetti l’attrice Anna Bonaiuto leggerà alcuni brani presi dal diario di una bambina ebrea che morì nel terribilmente famoso campo di concentramento di Auschwitz.

Al Teatro Sociale invece andrà in scena La Banalità del Male, nei giorni dell’1 e 2 febbraio prossimi, uno spettacolo incentrato sul tema della deportazione nei lager nazisti a cura di deSidera Scuola e del Centro culturale Niccolò Rezzara.

Giorni intensi, giorni di memoria e di preghiera, giorni utili per ricordare che dalla Storia dobbiamo sempre tratte insegnamenti validi per non sbagliare nuovamente.

Perchè purtroppo la condanna dell’Uomo è che esso, spesso, dimentica.

Apre il Museo dell’Età Veneta, nuova imperdibile attrazione storica

bergamo-gen10-051.jpg_20112615819_bergamo-gen10-051.jpgGrandissimo appuntamento per tutti gli amanti della storia (e io ci sarò!) ed in particolare della storia della nostra città, ovvero Bergamo: sabato 28 gennaio alle ore 16:30 apre al pubblico il Museo dell’Età Veneta.

Sede del Museo dell’Età Veneta è il bellissimo Palazzo del Podestà in Città Alta, e l’occasione si presenta più che mai interessante ed ammaliante se si pensa che questo museo vanta tutta una serie di moderne tecnologie applicate nel pratico per aiutare i visitatori a ripercorrere i sentieri della storia del ‘500, l’epoca della dominazione Veneta a Bergamo.

Interattività e extrasensorialità, sono questi i 2 termini più utilizzati per descrivere le esperienze che i visitatori, e ci auguriamo tutti che siano tantissimi sin da sabato 28, potranno vivere per conoscere gli usi, i costumi, le abitudini e le storie di quegli anni.

Mappe, documenti, dipinti, tutto questo sarà dato in pasto a chi vorrà visitare le ben 7 sale dedicate al nuovissimo museo, dove storia ed arte si uniscono in un incrocio tra moderno ed antico per presentare la Bergamo degli anni della dominazione veneta, quando era il baluardo del vasto impero veneziano e dai suoi colli fungeva da sentinella nei riguardi della nemica Milano.

Un plauso grandissimo alla Fondazione Bergamo nella storia, autrice di questo progetto che deve essere spinto al massimo, fatto conoscere alle migliaia di ragazzi delle nostre scuole e fungere da attrazione anche per le migliaia di turisti che annualmente visitano la nostra bellissima città.

Parcheggi a pagamento alle Gavazzeni

Siete mai stati alle cliniche Gavazzeni di Bergamo? Avete faticato per trovare un parcheggio libero nelle vicinanze dell’entrata della clinica?

Ecco, da inizio anno quei parcheggi oltre ad essere difficili da trovar liberi saranno anche a pagamento: 80 centesimi di euro l’ora per un massimo di 3 ore consecutive di sosta, che potrebbero anche diventare 4.

La via impattata da questa ordinanza del solerte comune di Bergamo è quella di via Europa, la strada appunto che divide le Cliniche Gavazzeni dagli istituti scolastici Natta, Paleocapa e Quarenghi.

La motivazione dietro questa decisione è quella di combattere il parcheggio scriteriato dei tanti pendolari che lasciano in quella zone le loro automobili per tutta la giornata per andare a prendere il treno nella vicina stazione.
Quindi, come aiuto nei confronti dei pendolari che lì parcheggiano, il comune ha deciso di implementare la sosta a pagamento. Andando a penalizzare anche, se non soprattutto, le centinaia di persone che giornalmente si recano in clinica per esami, visite e quant’altro, e non per futili motivi (se stessero bene, non se ne andrebbero in una clinica ma a fare un giro da qualche altra parte).

In buona sostanza mi sembra un provvedimento che lascia molto a desiderare, sicuramente non va nella direzione del continuo miglioramento dei servizi al cittadino.
Stiamo vivendo un periodo di forte crisi, di riduzione dei servizi, di tasse e balzelli messi un pò ovunque, quest’ultima decisione va esattamente in questa direzione con la scusante del disincentivamento della sosta selvaggia.

Almeno la scusa ce la potevano risparmiare… chè nisù l’è bambo.

La montagna è la mia vita: ciao Mario Merelli

mario-merelli-alpinista.jpgLa montagna è la mia vita. 
Firmato, Mario Merelli.

Purtroppo attorno alle ore 8 di mercoledì 18 gennaio 2012 il grandissimo alpinista di fama mondiale Mario Merelli ci ha lasciato, andandosene nel modo a mio avviso più bello, più romantico, più poetico ma anche più tragico per un alpinista ed un amante delle montagne come lui: cadendo proprio mentre era in montagna, il posto dove più amava stare, il luogo dove si sentiva vivo e realizzato più che altrove.

Mario Merelli non l’ho conosciuto di persona ma come moltissimi bergamaschi amanti delle nostre incantevoli montagne lui era un pò l’emblema della montagna bergamasca: una voce roca, legnosa, un volto scavato dalla vita e dalla fatica, una roccia segnata dalle intemperie e dalle ore passate arrampicandosi con ogni condizione atmosferica: pioggia, neve, burrasca, sole battente.

Mario Merelli lascia la moglie, la madre, un fratello, ma lascia anche un vuoto tremendo e pesantissimo nell’intera comunità del CAI di Bergamo dove era un amico, un ospite sempre gradito, una guida, un faro.

Merelli ci ha lasciato cadendo sulle montagne dove era stato svezzato, quelle di casa. Poi ha percorso il mondo per affrontare, e vincere, numerose scalate agli 8000 del pianeta, lasciando dietro di sè e dietro le proprio imprese una scia di forte umanità, il ricordo di un uomo che prima di tutto rispetta la montagna e poi, con amore, la sfida e la vince.

Aveva scalato la vetta del mondo, l’Everest, per ben 2 volte, e poi altre montagne ai più sconosciute dai nomi impronunciabili come Annapurna, Kangchenjunga, Dhaulagiri, ed altre ancora.

Vorrei evitare di cadere nella retorica ma con la morte di Merelli l’alpinismo bergamasco ed italiano, ma anche internazionale, perdono un elemento di primissimo piano, un fuoriclasse dal talento cristallino.

Dopo Roby Piantoni purtroppo per Bergamo ed i bergamaschi amanti della montagna c’è questa nuova, dolorosa, straziante perdita.med_20120118_mario-merelli.jpg

Merelli lascia dietro di sè un vuoto enorme, forse incolmabile.
Un vuoto che in queste ore è colmato solo dal dolore, tanto, forte, duro, difficile da affrontare soprattutto per la moglie ed i familiari più stretti. A loro va il pensiero ed una preghiera.

Lascio al ricordo di Merelli con una bellissima poesia a lui dedicata e letta dall’attuale presidente del CAI di Bergamo durante il TG di BergamoTV nell’edizione delle 19:30.

Poche parole, dolci e sentite, che lo descrivono benissimo.

A Mario

Tu stesso eri montagna,
un gigante di pietra
col cuore bambino
e una calma antica
e la voce profonda
di una vallata.

Un volto di uomo
scavato nella roccia:
impossibile dire
dove l’uomo finiva
e in quale frammento
iniziasse la roccia.

Non piangete:
Mario non è caduto:
le montagne non cadono mai.

Di quando in quando
lasciano rotolare un sasso,
per permettere a noi
(gente di poca fede)
di alzare lo sguardo.

Loro invece
se ne stanno fisse lassù,
tra orizzonti infiniti
e voli di aquile
(e nubi e tempeste)
a parlare col cielo.

Ettore

A Schilpario i Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo

p3155212-800x600.jpgIl grandissimo sci arriva in quel di Schilpario grazie all’impegno dello Sci Club di Schilpario: dal 19 al 22 gennaio si tengono infatti i Campionati italiani Assoluti di sci di fondo, che saranno seguiti da quelli dei Giovani nei giorni dell’11-12 febbraio 2012.

Ottenuta la necessaria approvazione da parte della FISI e del CONI, a Schilpario non han perso tempo e tutto è ormai pronto per questo grandissimo evento nazionale che porterà lustro e onore, c’è da scommetterci, alla località sciistica bergamasca.

Schilpario sarà visitato e conosciuto dai tanti appassionati di sci di fondo ma soprattutto dai diretti protagonisti: gli atleti, uomini e donne, che si sfideranno lungo l’anello preparato dagli organizzatori per conterndersi il titolo di campione italiano di specialità.
Ma anche tanti altri sportivi giunti in loco per ammirare i loro campioni, e poi i dirigenti e gli accompagnatori degli atleti che potranno ammirare le bellezze naturalistiche e paesaggistiche di Schilpario e dei suoi dintorni.

La speranza?
Beh, naturalmente che i bergamaschi si facciano valere sull’anello della pista Agli Abeti e ci regalino magari, perchè no, una bella medaglia d’oro.

Scandalo Brebemi: chiude la Locatelli Spa

attivit%C3%A0-40.jpgLe notizie relative al tormentone calcio-scommesse che coinvolgono l’Atalanta nelle figura del suo ex-capitano Cristiano Doni stanno facendo molto rumore a Bergamo, ma personalmente la notizia che più mi ha lasciato stupito nei giorni scorsi è stata quella della chiusura della Locatelli Spa di Grumello del Monte.

La Locatelli Spa di Grumello del Monte è l’azienda salita alle cronache locali e nazionali per essere coinvolta nello scandalo legato ai cantieri della Brebemi, sotto il cui tracciato venivano sotterrati quintali di rifiuti tossici.

Questa decisione è stata ratificata dall’assemblea straordinaria dei soci dell’azienda sul finire dello scorso anno e ha causato la messa in liquidazione delle 4 società che costituiscono (o costituivano) il gruppo bergamasco: le aziende sono la Locatelli geom. Gabriele Spa, la Locatelli lavori, la Locatelli trasporti e la Locatelli asfalti.

All’atto pratico ciò significa la cassa integrazione straordinaria per 300 dipendenti, metà impegnati nei cantieri della Brebemi, mentre per l’altra metà dei dipendenti i lavori continuano su altri contratti in essere, certo la situazione generale e la notizia della messa in liquidazione della Locatelli muove un’ombra davvero inquietante su questa vicenda.

Senza fare del falso e scontato demagogismo, va detto che purtroppo ancora una volta a pagare sono i lavoratori, i dipendenti che giorno per giorno svolgono coscientemente e professionalmente il loro lavoro.

Questa decisione segna una fine ingloriosa per questa importante società bergamasca e la speranza è naturalmente che qualcuno possa prendere le redini di queste 4 aziende per far proseguire il lavoro svolto finora, anche perchè i risvolti occupazionali sono pesantissimi.

Inutile ricordare il periodo tragico che già vive l’intera economia italiana, le notizie ogni giorno più fosche sul futuro prossimo della nostra economia: la chiusura anche di questa azienda per una causa non strettamente legata all’andamento dell’economia è un ulteriore elemento di rammarico.

Il 2011 si è concluso male ed il 2012 comincia nel peggiore dei modi da questo punto di vista.
La speranza è che chi ha sbagliato paghi e paghi fino in fondo, e chi ha lavorato bene possa continuare a farlo. Se poi non sarà con una azienda diversa da quella con la quale ha lavorato finora, poco male.

Happy Days con Fonzie al CrebergTeatro

fonzie.jpgVe lo ricordate Fonzie, alias di Fonzarelli, il fighissimo protagonista di una delle serie TV più famose di sempre che andava in onda nei lontani anni ’80 del secolo scorso?

La serie si chiamava Happy Days e oggi questa serie sbarca a teatro e più precisamente al CrebergTeatro nella giornata di domenica 15 gennaio alle ore 21:00.

Questo bellissimo musical è opera della Compagnia della Rancia ed è scritto da Garry Marshall, regista di film famosi (Pretty Woman) e interpretato dalla famiglia Cunningham: Howard con la moglie Marion, i figli Richie e Joanie e poi Pinky, Ralph, Potsie, Chachi, Alfred e Lori Beth.

Naturalmente non poteva mancare lui, il mitico Fonzie!
IL gellatissimo protagonista del telefilm cult sarà naturalmente il motore del musical, il centro dell’attenzione, col suo mitico giubbotto di pelle e quella inconfondibile espressione (HEY!) che ha reso il suo personaggio unico, inimitabile.

Si riderà, si ballerà, si canterà, il pubblico non passera sicuramente una serata noiosa e statica, c’è da scommetterci.
Appuntamento quindi al CrebergTeatro e se andate a vederlo, diteci com’è andata!

Enrico Brignano è Tutto suo Padre al Creberg Teatro

enrico-brignano-pesaro_large.jpgEnrico Brignano penso e spero lo conoscano tutti: definirlo solo un comico di successo mi semrba riduttivo perchè Brignano è uno dei pochi comici per definizione che riesce non solo a far ridere, cosa di per sè tutt’altro che facile, ma anche a far pensare, a volte all’interno dello stesso spettacolo.

Enrico Brignano è in questi giorni (10 – 11 – 12 Gennaio) al Creberg Teatro di Bergamo con la prima nazionale del suo nuovo spettacolo Tutto Suo Padre.

In questo spettacolo Brignano spazia a tutto campo, parlando di vita, amore, amicizia, sempre col suo piglio a metà tra il serio e lo scanzonato e quell’ironia casereccia tipica dei comici romani.

Si può dire che nel panorama nazionale il bravo Brignano sia uno dei pochi comici, o meglio, artisti, capace di arrivare dritti al cuore dello spettatore.
I suoi spettacoli sono tutto tranne che scontati e la sua grande capacità è quella di guardare alle piccole cose delle vita e di metterne alla luce gli aspetti più surreali e divertenti, salvo poi concludere con riflessioni profonde che da un comico non ti aspetteresti.

Tutto suo Padre è un chiaro omaggio al padre di Brignano, al quale era molto legato. Ricordo che lo stesso Brignano in una intervista di qualche tempo fa raccontava che decise di andare in scena il giorno dopo la morte del padre perchè lui avrebbe voluto così, perchè suo padre era fiero di questo figlio arrivato al successo nazionale e non lo avrebbe voluto vedere triste e mogio.

Bravo Enrico, e speriamo che passi sempre più spesso dalle nostre parti!

Negozi sempre aperti: pro o contro?

112152_463754__MG_1573_8481072_medium.jpgHa fatto e farà molto discutere l’apertura fino a mezzanotte del centro commerciale di Orio al Serio, l’OrioCenter, in occasione dell’apertura dei saldi invernali.

Un occasione irrinunciabile per rilanciare l’economia in un periodaccio di crisi come quello attuale, sostengono i favorevoli all’iniziativa.

L’ennesima apertura a favore delle grandi catene commerciali che va a discapito dei piccoli negozi, sostengono i contrari.

Va inoltre aggiunto che un’apertura così prolungata potrebbe essere una buona iniziativa se vivessimo in una economia dove effettivamente la gente ha a disposizione soldi da spendere.  Ma in un momento di crisi fortissima come quella attuale, quanti possono effettivamente beneficiare di negozi aperti fino a mezzanotte?

Questi stessi acquirenti non sono forse quelli che comunque acquisterebbero gli stessi prodotti anche prima di una chiusura normale verso le 21 o le 22?

Personalmente questa apertura non mi trova favorevole: piuttosto che premiare lo shopping sfrenato avrei preferito assistere ad altre iniziative, per esempio mirate a tutelare o ad incentivare all’acquisto i potenziali acquirenti che appartengono alle fasce più deboli.

E’ vero che all’estero vi sono diversi esercizi commerciali che stanno aperti anche durante la notte, è pur vero che però siamo in realtà sociali totalmente differenti dalla nostra.
L’erosione del potere d’acquisto del ceto medio unitamente alla crisi dei piccoli negozi ha portato al fiorire dei grandi centri commerciali e questi oggi dettano praticamente legge: non credo a chi sostiene che questa apertura prolungata fosse estemporanea, realizzata solo in occasione dei saldi.

Mi aspetto che ne arrivino presto altre: già assistiamo ad una apertura domenicale pressochè totale lungo tutto l’anno, l’apertura fino a mezzanotte è il passo successivo.

Il primo è appena stato fatto, non pensiamo che ci si fermi qui, sarebbe una mera illusione.