Tassa di soggiorno a Bergamo?

le-mura.jpgPagare le tasse non è lo sport più amato e purtroppo nemmeno il più praticato nel nostro – ahimè – sgangherato paese, e la reazione avutasi a Bergamo in relazione alla ventilata ipotesi di introdurre una tassa di soggiorno ne è la prova.

L’ipotesi avanzata dalla amministrazione comunale infatti prevede una tassa di soggiorno per ogni pernottamente così da realizzare un incasso che però non verrà destinato alla creazione di ulteriori servizi ma, piuttosto, a coprire spese già oggi esistenti. E magari nemmeno legate al settore turistico.
Così le associazioni di categoria si ritrovano concordi sul fatto che no, questa tassa proprio non la vogliono.

Non la vogliono perchè aggraverebbe i costi degli alberghi e degli hotel e non funzionerebbe sicuramente da attrattiva per i turisti.
Che tra l’altro nella nostra città e nella nostra provincia sono durante la settimana prevalentemente rappresentati da persone che pernottano per motivi di lavoro, non certo per motivi legati al turismo.

Una tassa questa che sembra richiamare quella milanese legata all’entrata nel centro cittadino: da gennaio 2012 si parla di 5 euro una tantum per accedere alla parte centrale di Milano, in sostituzione dell’attuale politica di accessi per vetture inquinanti.

Possibile che il Comune di Bergamo non trovi altre soluzioni per incamerare quei soldi che, giustamente, gli servono per far quadrare i conti ed il bilancio annuale?
Sono tasse come questa la via ineluttabile per realizzare introiti?

Quanta paura per l’incidente alla cartiera di Lallio

301991_724743_IMG_0059_12975891_medium.jpgL’incidente alla cartiera di Lallio Ca.Ma ha senz’altro monopolizzato i discorsi dei bergamaschi di questi giorni.

L’impressionante esplosione della caldaia che ha causato una vittima – un operaio caldaista di 50 anni di Treviolo – ha lasciato dietro di sè anche tantissimi danni: una palazzina dichiarata inagibile, vetri rotti, finestre sfondate, porte divelte dai muri, automobili danneggiate, e resti dell’esplosione sparsi per centinaia di metri dall’epicentro dello scoppio.

Quest’ultimo punto mi ha fatto molto pensare: e se l’esplosione fosse avvenuta di mattina o di pomeriggio, in pieno giorno quando le strade attigue alla cartiera erano piene di gente di passaggio in quella zona?

La cartiera sorge infatti in una zona periferica di Lallio ma comunque vicina al cimitero ed a tante abitazioni.
Va detto ad onor del vero che molte delle abitazioni sono sorte ben dopo l’apertura della cartiera e quindi non si può dare nessuna colpa di questa cosa alla cartiera, però il fatto che aziende come questa siano situate a poche decine di metri da abitazioni lascia molto a pensare.

Forse andrebbero ripensare alcune politiche relative alle pianificazioni di insediamenti abitativi, le nuove case non dovrebbero sorgere troppo a ridosso di siti produttivi perchè il rischio di un incidente è purtroppo sempre reale.

Resta il dato di fatto che una persona, un operaio padre di famiglia, in questo incidente ha perso la vita, e che altre decine di dipendenti della cartiera adesso sono a casa senza lavoro perchè la produzione è stata forzatamente interrotta, e chissà quanto ci vorrà per rimettere tutto in moto.

Il pensiero va quindi alla famiglia della vittima dell’incidente e alle famiglie dei dipendenti della cartiera che da un giorno all’altro si son ritrovate a vivere un dolore così grande ed un incubo forte come quello del lavoro perduto, anche se temporaneamente.

 

 

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2011/11/301991_724743_IMG_0059_12975891_medium.jpg)

Porte aperte al nuovo Ospedale di Bergamo

w0t9jl.jpgIn queste ultime settimane è stato suo malgrado il protagonista di un serrato dibattito politico-economico-sociale: stiamo parlando del nuovo ospedale di Bergamo, intitolato alla memoria del Papa buono Giovanni XXIII e al centro di tante polemiche per il ritardo della sua apertura.

Domenica 27 novembre è infatti il giorno delle porte aperte presso l’ospedale, con ingresso libero per tutti i cittadini che hanno intenzione di andare a vedere come è il nuovo ospedale, prima della sua apertura fissata per la fine del prossimo anno.

Per i lavoratori dell’ospedale invece le porte si apriranno in esclusiva il giorno prima, sabato 26 novembre.

Naturalmente la visita sarà guidata su di un percorso prestabilito: difficile infatti poter visitare tutta la struttura nella sua interezza, perchè gli spazi ed i numeri di questa opera sono davvero imponenti.
Come imponenti purtroppo si stanno rivelando anche i costi relativi alla sua realizzazione ed i tempi per l’apertura.

La visita sarà possibile dalle 9 alle 12 e quindi nel pomeriggio dalle ore 14 alle 17, con gruppi di 30 persone circa che partiranno scaglionati ogni 15 minuti, per un tour di circa 1 ora.

Per chi volesse si possono anche richiedere ulteriori informazioni contattando l’apposito Ufficio Marketing all’indirizzo email marketing@ospedaliriuniti.bergamo.it

E auguriamoci che questa sia anche l’ultima giornata a porte aperte, e che la prossima volta che le porte si apriranno al pubblico sarà per la sua inaugurazione ufficiale.

Soccorso Alpino: regolare le chiamate di intervento?

CIMG0432_30491.JPGHa fatto molto discutere il salvataggio dei 2 ragazzi che nel secondo week-end di novembre si sono trovati “intrappolati” in vetta alla Presolana e hanno chiamato l’intervento dell’elisoccorso per essere aiutati nella discesa.

Motivo del discutere il fatto che episodi come questi si ripetano con (purtroppo) regolare ed intensa frequenza per motivi legati all’inesperienza e alla sottovalutazione dei pericoli e delle misure di sicurezza necessarie a chi ama praticare l’escursionismo e l’arrampicata in montagna.

I 2 ragazzi infatti pensavano di salire e scendere dal massiccio centrale della Presolana nella giornata di domenica 13 novembre, nel giro di circa 8 ore, salvo poi perdersi e raggiungere la vetta solo alle ore 18.
Da qui i 2 hanno chiamato il 118 per richiedere aiuto mettendo così in moto la splendida macchina dei soccorsi che in questi casi si attiva per portare aiuto agli escursionisti.

Peccato che questa macchina costi, e che debba essere richiesta solo in casi gravi, i quali sarebbero facilmente evitabili se gli escursionisti (o presenti tali) osservassero le misure minime di sicurezza, tempestività, rispetto.

Un bravo escursionista si documenta sulle condizioni atmosferiche previste, sul tragitto da compiere, non si muove mai da solo, ma soprattutto ha la capacità e la coscienza di capire quando è meglio tornare indietro per evitare situazioni pericolose.
Pericolose per lui ma anche per gli altri, perchè il soccorso alpino opera in modo professionale e curato ma lo fa mettendo a rischio la propria incolumità e quindi andrebbe attivato con cura, e solo in casi di estrema urgenza dettati da condizioni non facilmente prevedibili prima della partenza.

Insomma, serve senso di rispetto e di responsabilità ed evitare superficialità ed approssimazione perchè la montagna è sì un mondo bellissimo e meraviglioso ma nasconde insidie e pericoli anche nelle situazioni all’apparenza più facili e scontate.

La superficialità di questi 2 ragazzi è costata all’incirca circa 5000 euro: questo il costo della chiamata dell’elisoccorso se si calcola il costo di intervento, il carburante, la spesa per il pilota ed il medico, senza contare le 3 squadre del Soccorso alpino composte da volontari che sono intervenute nell’operazione, e poi ancora pompieri e carabinieri.

E chi li paga questi interventi?
Chi paga le tasse, ovvero i cittadini onesti.

Perchè non legare l’intervento dei soccorsi ad un costo fisso per chiamata, mi chiedo?
E successivamente perchè non chiedere agli escursionisti di acquistare la tessera del CAI per avere un costo molto minore di questo servizio?

Sarebbe come sottoscrivere una assicurazione che permette di avere accesso a questi servizi di soccorso in maniera gratuita o con una spesa minima, sicuramente non piena come invece verrebbe applicata a chi, come in questo caso, chiama i soccorsi per una situazione creatasi a causa di inesperienza e superficialità.

Sarebbe anche un buon deterrente per evitare che spiacevoli situazioni come questa si ripetano con frequenza, con tutti i benefici chiaramente riscontrabili ed immaginabili.

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti a Bergamo

E’ cominciata sabato 19 novembre la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, settimana di sensibilizzazione sulla tematica dei rifiuti e del riciclo che si protrarrà fino a domenica 27 novembre.

La settimana ha una grandissima valenza in quanto promossa dall’Unione Europea con il supporto dei paesi membri dell’Unione Europea, i quali si occupano di attuare una forte campagna di sensibilizzazione sul tema.

Si vogliono sensibilizzare i cittadini europei alle problematiche delle grandi quantità di rifiuti che ogni anno vengono prodotti e ai problemi annessi del loro smaltimento.
Anche Bergamo e la bergamasca partecipano a questa settimana di sensibilizzazione, e tantissime sono le iniziative in programma sia in città che nei paesi della provincia bergamasca.

A Bergamo sono diverse le iniziative: dalla distribuzione gratuita dei sacchetti in tela che sostituiscono le borse di plastica alla distribuzione degli importanti composter; dai laboratori dedicati ai bambini ai recuperi di oggetti usati operata dal Triciclo Cooperativa Ruah.

Una settimana sicuramente importante perchè quello dei rifiuti è un tema quantomai rilevante e fondamentale.
Operare una raccolta differenziata mirata e adoperarsi al recupero degli oggetti che normalmente verrebbero gettati in discarica sono 2 operazioni che diventano sempre più vitali perchè altrimenti il rischio è quello di finire sommersi dai propri rifiuti, gli esempi li abbiamo sottomano a qualche centinaio di km da casa.

Cioccolatiamo: un week-end dolcissimo

3420083607695_cioccolato.jpgUn week-end dolce, ma così dolce che di più proprio non si può: è il proposito che si pone l’evento Cioccolatiamo, che si terrà nel week-end del 19 e 20 novembre a Zogno.

Una 2 giorni dolcissima realizzata in collaborazione con l’associazione esercenti di Zogno Punto Amico per tutti gli amanti del cioccolato, e sono davvero tanti.

Le bancarelle che verranno allestite in questa dolcissima 2 giorni zognese saranno tutte incentrate attorno al dolce per antonomasia, inoltre non mancheranno altre iniziative che mirano a far conoscere l’arte sia di preparare che di gustare il cioccolato, in tantissime sue declinazioni.

Parlando di dolci non potevano mancare le iniziative per i più piccoli: verrà infatti allestito un gazebo per le dimostrazioni dell’arte pasticcera e un posto dedicato ai laboratori per i bambini: i più piccini potranno scolpire, disegnare, modellare il cioccolato come fosse pongo, e realizzare forme e sculture suggerite dalla loro fantasia, in un tripudio di divertimento e… dolcezza!

Appuntamento quindi a Zogno a partire da sabato 19 novembre alle ore 09:30, e… non esagerate!

Kontesa, il Monopoli made in Bergamo

293131_717005_kontesa_12837377_low.jpgMai sentito parlare di Kontesa?
Beh, non preoccupatevi visto che si tratta di un nuovissimo gioco di società stile Monopoli di recente realizzazione.

Kontesa arriva giusto giusto per rallegrare le giornate in famiglia del prossimo periodo natalizio, ma anche le grigie e piovose domeniche autunnali.
E’ un gioco di società molto particolare perchè pensato e realizzato utilizzando la storia, le tradizioni, le curiosità del nostro territorio, quello di Bergamo e Provincia, ricco di storia e cultura.

Kontesa si pone quindi anche come un modo nuovo per diffondere la cultura e le tradizioni del nostro ricchissimo territorio, realizzato dal gruppo del Ducato di piazza Pontida.

Il gioco tra l’altro ha numeri di tutto rispetto: ben oltre 1200 domande divise in 6 argomenti e la curiosità di essere un gioco ecosostenibile perchè realizzato con materiale di riciclo e con addirittura segnalibri fatti con sassi del nostro territorio.

Dove acquistare Kontesa?
Il gioco è reperibile nelle cartolibrerie bergamasche e parte dei proventi – costa 34,90 euro – verranno devoluti ai progetti del Cesvi di Bergamo.

Un bel modo per conoscere e riscoprire le bellezze e le tradizioni di Bergamo e provincia ed allo stesso tempo di finanziare indirettamente progetti umani e sociali di altissima valenza.

Economia Bergamasca ancora in crisi profonda

cisl_13526.jpgI dati sulla situazione occupazionale in terra bergamasca presentati dalla CISL il 3 novembre scorso sono davvero tragici: dal 2008 ad oggi nella nostra provincia hanno perso il lavoro ben 4009 persone, di cui circa un quarto (un migliaio) è riuscita ad agganciare il treno del pensionamento.

Ben 158 le aziende coinvolte in questi 4000 licenziamenti, con ben 34 fabbriche che han dovuto completamente chiudere i battenti lasciando senza lavoro circa 2400 persone.

Ma le cose non migliorano se si guarda in avanti, come si può ben immaginare: sono 2800 i lavoratori a rischio licenziamento nei prossimi 2 anni, perchè dipendenti di aziende che sono in forte crisi e che purtroppo non sembrano vedere una luce in fondo al tunnel.

Si tratterebbe di una ulteriore impennata di questa crisi che oramai da oltre 3 anni colpisce l’intero mondo occidentale, alla faccia di chi continua a sostenere che la crisi non esiste perchè i ristoranti son sempre pieni… vabbè, sorvoliamo che è meglio.

Sempre la CISL ha comunicato che sono ben 23 le aziende che hanno aderito al contratto di solidarietà, coinvolgendo 1047 lavoratori su un totale di una forza lavoro di 1440 persone.

Insomma, dati che lasciano ben poche speranze se guardati nella loro fredda realtà, se esaminati nella loro crudezza.
Purtroppo che l’economia rallenti giorno dopo giorno e che le aziende facciano fatica a sostenere gli attuali organici perchè il lavoro latita, lo sanno tutti (a parte qualche politico…): vi sono naturalmente eccellenze che continuano a lavorare bene e ad assumere anche in questi tempi di crisi, ma sono poche, troppo poche.

Soprattutto lascia basiti la decisione del nostro governo di essere intenti a studiare come rendere più facile i licenziamenti per modernizzare il mercato del lavoro italiano, in nome di quella flessibilità che purtroppo si capisce fin troppo bene che sarebbe a senso unico.
Nel nostro paese non ci sono possibilità di trovare un nuovo lavoro in tempi brevi e mantenendo i livelli reddituali precedenti, com’è possibile quindi pensare di precarizzare ancor più il mondo del lavoro?
Se la gente non guadagna, come si può pensare che consumi, e quindi spenda?
Se un giovane od una famigla non può vivere con un reddito sicuro, per quanto basso, come può pianificare il proprio futuro?

Domande a cui lascio a ciascuno di voi rispondere, sperando che non si intrometta nessun politico…

Fiumi sicuri: prevenire i dissesti idrogeologici

Fiumi%20sicuri.JPGCon ancora negli occhi le immagini tragiche delle alluvini in Liguria ed in Toscana non può passare inosservata l’iniziativa Fiumi sicuri che si terrè nella giornata di sabato 12 novembre sul nostro territorio.

La giornata è stata promossa ed organizzata dalla Provincia di Bergamo con Regione Lombardia assieme ai Comuni e alle Comunità Montane interessate dall’iniziativa, e di fatto vedrà all’opera circa 450 volontari alle prese con la pulizia degli argini di diversi fiumi e torrenti bergamaschi.

Prevenire dissesti idrogeologici è l’obiettivo di questa inziativa: pulizia degli argini, rimozione di vegetazione che può provocare blocchi al flusso dell’acqua e soprattutto di rifiuti (quanti se ne vedono ancora oggi nei fiumi!!!), sono questi alcuni dei lavori che verranno eseguiti dai tanti volontari ai quali va il nostro plauso.

In alcuni paesi interverranno anche alcune scolaresche che seguiranno i lavori dei volontari, per far veder loro cosa vuol dire aver cura del proprio ambiente, dei propri fiumi.

A margine di questa iniziativa mi vien spontaneo chiedermi se a queste attività di prevenzione e pulizia non possano essere chiamati i cassaintegrati o le persone in mobilità che percepiscono l’assegno statale: sarebbe un modo per sentirsi coinvolti in un lavoro, per rendersi utili ed essere utili in maniera attiva alla società.

Questa è solo una mia considerazione personale, il fatto principale da segnalare e applaudire è l’iniziativa in sè, di grande e sicura valenza sociale ed ambientale.

 

 

(foto presa da http://www.provincia.bergamo.it/provpordocs/Fiumi%20sicuri.JPG)

Il DNA scoverà l’assassino di Yara?

YaraGambirasio.jpgChe si sia finalmente vicini all’individuazione del colpevole – o dei colpevoli – dell’assassinio della povera Yara Gambirasio, avvenuto quasi un anno fa?

Le ultime indiscrezioni sembrano condurre in questa direzione, visto che il DNA rilevato sugli indumenti di Yara è stato identificato e ritenuto similare a quello di un ceppo di DNA locale della zona di Brembate. Il che lascia supporre che qualche familiare del presunto assassino possa essersi sottoposto al test del DNA aiutando gli investigatori a restringere il cerchio delle indagini attorno ad un presunto colpevole.

La notizia è stata smentita dal PM che segue il caso e non poteva essere altrimenti, vien da pensare.
Il fatto positivo è che le indagini continuano e nonostante tutte le difficoltà del caso qualcosa di positivo emerge.

Auguriamoci che i prossimi giorni arrivino altre buone notizie per quello che riguarda la risoluzione di questo mistero, perchè la povera Yara merita giustizia e chi si è coperto di una colpa così tremenda non può rimanere impunito e libero, libero di vivere e muoversi come nulla fosse successo.

Continuiamo a monitorare la vicenza, nella speranza di poter presto scrivere la parola fine su questo caso, con nome e cognome del o dei colpevoli.