Il miracolo albinoleffe

albinolef.jpgOgni anno la squadra viene in buona parte cambiata, i pezzi pregiati vengono giustamente venduti e vengono acquistati giocatori dalle serie inferiori per sostituirli, ed ogni anno si spera che la squadra possa salvarsi per tempo per poi puntare a qualche traguardo più prestigioso.

Da qualche anno a questo parte puntualmente le attese non vengono tradite tanto che oramai il pubblico bergamasco, come si dice in questi casi, s’è fatto il palato buono.

Non stiamo parlando dell’Atalanta ma bensi dell’Albinoleffe, quella che da qualche anno è diventata la seconda squadra di Bergamo conquistando le simpatie di tantissimi bergamaschi, e non solo.

Il campionato appena concluso ha mantenuto le attese della vigilia: un’ottimo nono posto ottenuto grazie a 58 punti accumulati in 42 partite, ma soprattutto la squadra è restata per lunga parte del campionato nelle zone alte della classifica, a ridosso della zona playoff per la serie A, con il rammarico di aver avuto qualche battuta a vuoto di troppo nella parte centrale del campionato.

La squadra quest’anno era stata affidata a Armando “Mindo” Madonna, ex-giocatore con un buon passato in serie A (Atalanta e Lazio) e buoni risultati raccolti da allenatore a livello giovanile.
Diversi i giocatori che avevano lasciato la squadra la scorsa estate, su tutti il pezzo pregiato Marchetti, portiere in prestito al Cagliari ma in predicato di vestire una maglia prestigiosa (si parla del Milan).

Erano arrivati diversi giocatori dalle serie inferiori di cui non si sapeva molto, e come è facilmente comprensibile su di loro aleggiava un misto di curiosità e scetticismo.
Il mister invece ha saputo integrare bene i nuovi arrivati all’interno di un meccanismo di gioco collaudato e, a parte il già menzionato periodo buio di metà campionato, il proseguo del campionato è stato sicuramente positivo.

Il campionato appena concluso rende omaggio ad una piccola società che ogni anno si rimette in discussione vendendo i giocatori migliori per puntare su giovani sconosciuti o quasi, con un’occhio sempre attento al bilancio societario.

Per l’anno prossimo i tanti tifosi e simpatizzanti bergamaschi si aspettano nuovamente impegno, bel gioco e risultati all’altezza delle passate stagioni.
E se qualcosa non dovesse andare nel verso giusto, son certo che non assisteremmo a scene isteriche come quelle che purtroppo spesso siamo abituati a vedere nel mondo del calcio.

L’Albinoleffe è campione anche in questo: pochi tifosi, ma di spessore!

(foto presa da http://static.sky.it/static/images/sezioni/albino_leffe.jpg)

Passeggiando sotto le stelle

borgosantacaterina01.jpgIl borgo cittadino di Santa Caterina è uno dei più antichi e caratteristici dell’intera città, e proprio per riscoprire e valorizzare questo bellissimo angolo cittadino il comitato “Gruppo amici di Santa Caterina” in collaborazione con il Comune di Bergamo e la terza Circoscrizione ha organizzato anche quest’anno l’iniziativa chiamata “Passeggiando sotto le stelle”, giunta alla terza edizione.

Di cosa si tratta?

Il borgo verrà chiuso al traffico automobilistico dalle 20 alla mezzanotte di ogni venerdì per diventare un percorso lungo il quale passeggiare per ammirarne tutta la sua bellezza e partecipare alle diverse iniziative che vi avranno luogo.
I negozi ed i locali del borgo resteranno aperti tutta la serata per accogliere le persone che vorranno visitare questo pezzo di città che spesso viene attraversato in macchina o in moto quasi senza accorgersene.

L’iniziativa parte venerdì 26 giugno e durerà cinque settimane, concludendosi il 31 luglio.

Diverse iniziative vedranno la luce durante le 5 serate di chiusura del borgo: si spazia dal Teatro d’occasione che proporrà lettura di testi di Baricco, Moravia, Poi, Parker e Benni fino a diversi spettacoli teatrali, inoltre molto attivi saranno gli esercizi presenti nel borgo.

I ristoranti ed i bar porteranno i tavoli in strada per permettere ai loro clienti di gustare le loro delizie a cielo aperto, vi saranno diversi concerti musicali tra i quali uno offerto dal ristorante Ai Santi, prove su strada di moto e scooter, simpatiche passeggiate a cavallo lungo il borgo grazie all’intervento del Brembo Ranch, esercitazioni e dimostrazioni del circolo scacchistico Excelsior.

Il 3 luglio la libreria Fantasia organizzerà delle letture di fiabe animate per i più piccoli e sempre per loro saranno presenti i cani dell’Associazione nazionale dei carabinieri, mentre il 17 luglio per i più grandi ci sarà uno spettacolo di skate e biciclette.

Un programma ricco e variegato che mira a coinvolgere tutti, dai più piccini agli anziani, con l’obiettivo principale di animare la vita di questo caratteristico borgo cittadino facendolo riscoprire sotto una luce nuova, un borgo che vuole tornare alle sue origini dove al centro c’erano le persone che lo abitavano e lo rendevano vivo.

Bergamo o Berghem? De gustibus…

berghe.jpgI bergamaschi vanno fieri del loro dialetto, per quanto incomprensibile appaia a chi non e’ non solo bergamasco ma tantomeno lombardo.
Il dialetto bergamasco è una lingua forte, ha suoni aspri, duri, quasi gutturali, tanto che alcuni miei colleghi del sud Italia che hanno sentito dei bergamaschi parlare in dialetto mi dicevano che a loro sembrava quasi simile al tedesco.

A prescindere dalle valutazioni sulla “bellezza” del dialetto bergamasco, dicevo della fierezza dei bergamaschi per la loro lingua, una lingua che fa da ponte e li unisce ai loro “vecchi”, molti dei quali parlano prevalentemente (se non esclusivamente) in dialetto.

Anni fa vennero installati in citta’ ed in provincia dei cartelli che riportavano la denominazione dei comuni e della citta’ in dialetto bergamasco.
Per fare un’esempio, accanto al cartello in lingua italiana “Bergamo” si trovava la versione in bergamasco:
“Bèrghem”.

L’ex-sindaco di Bergamo Bruni fece rimuovere questi cartelli durante la sua permanenza quale primo cittadino della citta’, ma ora che al timone di governo della citta’ e’ salita la Lega Nord assieme al PDL il tema potrebbe riproporsi.
Il condizionale e’ d’obbligo in quanto non e’ detto che questi cartelli appaiano ancora sulle nostre strade, certo e’ che la questione e’ alquanto interessante: e’ giusto installare questi cartelli redatti in dialetto locale? Oppure e’ solo uno spreco di soldi, se non addirittura una scelta di cattivo gusto?

Essere ancorati e legati affettivamente alle proprie radici non e’ una cosa di cui vergognarsi, anzi, al contrario indica che il legame con le proprie radici e’ ancora forte e che lo si vuole mantenere, ed in un periodo come quello presente caratterizzato dall’omologazione dei gusti e delle usanze per via della globalizzazione, il recupero delle proprie radici e delle proprie tradizioni e’ un punto positivo che non va minimizzato.

Il problema e’, come accade spesso in questi casi, se la tradizione viene presa a pretesto politico. In quel caso allora la motivazione che sta alla base di certe scelte svilisce la finilita’ stessa dell’opera.

Tutto sommato personalmente non mi dispiace vedere questi cartelli per strada: a me ispirano simpatia e a volte mi strappano anche un sorriso perche’ la pronuncia dei nomi di alcuni paesi e’ veramente difficile.

Sono un segno distintivo per il nostro territorio, e fanno capire al passante quanto sentita sia ancora oggi l’appartenenza ad un carattere identificativo quale e’ il dialetto della propria citta’ e della propria provincia.

Il dilemma semmai arriva nella stesura delle traduzioni dei nomi dei paesi: il dialetto bergamasco infatti cambia parecchio la propria pronuncia se si passa dalla pianura bergamasca e ci si sposta in valle.
Cambiano i termini, cambia la pronuncia, cambia la traduzione: un patrimonio culturale da non perdere ma da conservare e valorizzare passandolo alle nuove generazioni.

Se i cartelli possono aiutare a far cio’, beh, alura benvengano!

(immagine presa da http://www.ribolla.org/foto/berghem0707.jpg)

Nuovo sindaco a Bergamo: vince la destra

palazzo_frizzoni.jpgCome successo in tutta Italia, anche a Bergamo in occasione delle elezioni europee ed amministrative e’ soffiato forte il vento del centro-destra, spinto soprattutto dal crescente favore incontrato dalla Lega di Umberto Bossi.

Bergamo citta’ era alle prese con la scelta del nuovo sindaco: i principali 2 candidati alla vittoria finale erano Roberto Bruni, sindaco uscente che si rivolgeva all’elettorato di centro-sinistra, e Franco Tentorio, candidato del centro-destra (PDL, Lega e Partito Pensionati).

La coalizione di centro-destra ha vinto con una percentuale superiore al 51% mentre la coalizione di centro-sinistra ha raggiunto il 42% che appunto non e’ bastato a riconfermare Roberto Bruni come sindaco della citta’.

La maggioranza ha ottenuto cosi’ 24 seggi in Consiglio comunale: 13 andranno ai candidati eletti per il partito del Popolo della Liberta’, 7 alla Lega Nord mentre i restanti 4 andranno alla lista chiamata Tentorio Sindaco.

La lista pensionati invece non riesce ad ottenere nessun seggio e quindi restera’ fuori dall’aula consigliare.

All’opposizione andranno 15 seggi, compreso quello spettante al sindaco uscente: 9 ai rappresentanti eletti tra le fila del Partito Democratico, 3 alla lista chiamata Per Bruni Sindaco, un seggio all’Italia dei Valori ed ai Verdi con Bruni.
Un seggio andra anche al rappresentante della Sinistra per Bergamo.

Cambia quindi il vento politico a Palafrizzoni e dopo l’operato del centro-sinistra degli ultimi anni anche Bergamo avra’ una giunta di centro-destra.
Il risultato ritengo fosse atteso: la Lega Nord nutre molti consensi anche in citta’ ed era plausibile che potesse dare una forte spinta alla coalizione di centro-destra per conquistare la poltrona di Sindaco e la maggioranza in consiglio comunale.

Certo la vittoria alle elezioni non e’ un punto di arrivo ma deve bensi’ essere vissuta come un punto di partenza perche’ molti sono i nodi al pettine: la viabilita’ cittadina con le ripercussioni sull’hinterland, la sicurezza dei cittadini di fronte ad un crescente numero di furti e rapine, la crisi economica che sta duramente colpendo la citta’ e la provincia, il rilancio del turismo locale mirato a far conoscere le bellezze storiche ed artistiche della nostra bella citta’, che non e’ soltanto Bergamo alta ma che riguarda anche i musei e le zone storiche della citta’ bassa.

Un compito gravoso perche’ arriva in un momento economico molto delicato: la crisi ha messo gli amministratori di fronte a compiti ancor piu’ gravosi poiche’ le risorse economiche per attuare le tante opere previste non sono molte, bisognera’ quindi lavorare in maniera accorta ed intelligente tenendo un’occhio sempre vigile sul bilancio economico.

Importante sara’ che la coalizione vincente operi in maniera congiunta con l’opposizione: ricordiamoci infatti che chi governa esprime si’ la voce della maggioranza dei cittadini perche’ da loro e’ stato eletto, ma anche che si e’ amministratori di tutti, anche di chi ha espresso il proprio voto per un’altro partito o coalizione.

Sara’ fondamentale che la maggioranza dialoghi con l’opposizione in maniera costruttiva e viceversa, che l’opposizione sappia fare proposte alternative mirate al bene comune di Bergamo e dei bergamaschi, perche’ quella e’ la missione di un’amministrazione comunale.

I tempi sono difficili ma la speranza naturalmente e’ quella di un buon governo della cosa pubblica che punti al miglioramento della qualita’ di vita di tutti i cittadini di Bergamo.

(foto presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2005/05)

A Bergamo la finale della Coppa del Mondo di calcio… degli immigrati!

bgmondo.jpgChi crede che l’integrazione razziale sia possible e che razzismo ed emarginazione possano essere sconfitti non possono mancare domenica 21 giugno alla finale della terza edizione del torneo di calcio denominata Bergamondo che si terrà allo stadio comunale di Stezzano, a pochissimi chilometri da Bergamo.

Ma cos’è il torneo Bergamondo?

Bergamondo è un torneo di calcio organizzato dal CSI di Bergamo tra squadre “nazionali” composte esclusivamente da immigrati residenti nel bergamasco e dintorni.

Le nazionali presenti in questa terza edizione hanno rappresentato un po’ tutti i continenti e di riflesso le comunità di immigrati più numerose presenti sul suolo bergamasco: Senegal e Costa D’Avorio (le 2 finaliste dell’edizione 2009), Benin, Burkina Faso, Ghana, Egitto, Guinea, Marocco, Nigeria, Sierra Leone e Tunisia rappresentavano l’Africa, il continente con il maggior numero di squadre, ma anche Argentina, Brasile, Colombia, Bolivia, Perù, Ecuador, Albania, Romania, ed altre ancora.

Il torneo è stato dominato sia quantitativamente (numero di squadre iscritte) che qualitativamente (4 semifinaliste su 4) dal continente africano: Senegal e Costa D’Avorio si contenderanno il trofeo nella finale di Domenica 21 giugno, trofeo che il Senegal ha vinto nella prima edizione del 2007 contro la Bolivia e poi perso in finale lo scorso anno, contro il Brasile.

Ma al di là dell’aspetto sportivo quello che fa la differenza in questo torneo sono le tante storie umane dei protagonisti: immigrati arrivati in Italia con il sogno di cambiare la loro vita e che purtroppo per parecchi di loro oggigiorno significa disoccupazione o lavori precari, a causa della grave crisi economica in corso.

Ci sono anche tante storie di taglio sportivo e calcistico: alcuni dei giocatori del torneo infatti hanno giocato in serie A o B nelle loro nazioni ed unitamente al sogno di un lavoro sicuro nutrono ancora un sogno calcistico, quello di approdare ad una squadra professionista o semi-professionista in Italia.

Ad arricchire il torneo, il tifo: bandiere di tanti colori diversi, suoni, canti, balli, tutte quelle caratteristiche che rendono unico un “Mondiale” in scala ridotta come quello di Bergamondo.

In attesa di scoprire se sarà il Senegal a vincere la coppa per la seconda volta in 3 anni o la Costa D’Avorio per la prima volta, invito tutti a partecipare alla finale di questo torneo che va oltre il mero aspetto sportivo perchè ricopre un ben più importante ruolo sotto l’aspetto sociale.

(immagine presa da http://webstorage.mediaon.it/media/2007/05/FINALE%20BERGA_medium.jpg)

La Coldiretti e la tutela del latte e dei prodotti bergamaschi

latt.jpg«Lo sai che in provincia di Bergamo nei primi 4 mesi dell’anno sono stati importati dall’estero (soprattutto dai Paesi dell’Europa dell’Est) 1.500 tonnellate di formaggi e cagliate, 1.600 tonnellate di latte e 900 tonnellate di crema di burro?».

Questa era la domanda che l’unione dei coltivatori diretti della provincia di Bergamo (Coldiretti Bergamo) poneva a tutti i bergamaschi lo scorso venerdi 12 giugno invitandoli a firmare una petizione a sostegno e difesa del latte prodotto non solo in bergamasca ma anche in Italia.

La petizione mira all’obbligo di riportare sui prodotti agricoli ed agroalimentari la provenienza degli stessi, in pratica una specie di tracciabilita’ del prodotto finale e degli ingredienti utilizzati per produrlo.

Il prezzo del latte negli ultimi mesi ha subito un’ulteriore brusco ribasso che porta nelle tasche degli allevatori 30 centesimi di euro al litro, quando solo pochi mesi fa il prezzo era di 40 centesimi. Un ribasso quindi del 25% a fronte di un prezzo che per il consumatore e’ rimasto invariato se non addirittura aumentato.

Indicare la provenienza dei prodotti e dividere nei supermercati quelli prodotti in Italia da quelli importati aiuterebbe il consumatore ad indirizzare meglio le proprie scelte, valorizzando il lavoro dei tantissimi allevatori bergamaschi (e non solo) che rischiano la chiusura dei loro allevamenti a causa di un guadagno che oramai non esiste praticamente piu’.

Un danno questo dalla portata enorme in termini di posti di lavoro e di ricadute sociali: il settore gia’ da anni non attira piu’ le giovani generazioni, se a questo aggiungiamo il danno economico causato dagli ormai risicatissimi se non inesistenti margini di guadagno allora la frittata e’ fatta.

Una maggiore attenzione della politica al settore agricolo aiuterebbe molto sotto diversi aspetti: dalla creazione di nuove imprese e quindi di nuovi posti di lavoro alla valorizzazione di una cultura plurisecolare fino ad arrivare ad una migliore conservazione e cura del patrimonio naturale della provincia bergamasca.

Purtroppo la cultura del guadagno ad ogni costo induce ad importare dei prodotti dall’estero a costi piu’ bassi di quelli dei prodotti locali senza pero’ nessun beneficio per il consumatore finale, cosicche’ il guadagno esiste solo per chi commercia questi prodotti e non per chi li produce localmente e li consuma.

Ritengo che questa sia un’ulteriore opportunita’ da non lasciarsi sfuggire pena una ricaduta sociale ed economica molto molto pesante.
La palla adesso e’ nelle mani della politica, speriamo che agiscano presto e bene e valorizzino ed incentivino maggiormente la produzione locale a discapito di quella d’importazione, a volte qualitativamente non superiore alla nostra.

 

(immagine presa da http://www.agriok.it/magazine/wp-content/uploads/2008/09/yogurt_formaggi.jpg)

Treni e disservizi: quando finalmente migliorera’ la situazione?

treno.jpgE’ di poco tempo fa la notizia che una signora che viaggiava su un treno sulla tratta Bergamo-Milano e’ rimasta ferita dalla caduta di un finestrino che si e’ staccato colpendola al volo, fortunatamente senza conseguenze gravi.
Il finestrino era attaccato con una soluzione d’emergenza, ovvero con del nastro adesivo.

E’ solo l’ultimo di una serie di fatti oggettivamente pazzeschi che coinvolgono i treni che vengono usati dai pendolari bergamaschi nei loro spostamenti giornalieri.

Sporcizia, ritardi, condizioni di viaggio proibitive: ogni giorno un vero e proprio bollettino di guerra che sembra non avere mai fine.
Pochi anni fa per motivi lavorativi sono stato anche un pendolare sulla tratta Bergamo-Milano ed ho vissuto in prima persona esperienze incredibili, sconcertanti, a volte pazzesche.

Treni gelidi d’inverno e caldissimi d’estate, con l’aggravante di non poter aprire i finestrini in quanto le carrozze erano quelle d’ultima generazione che “in teoria” avrebbero dovuto essere climatizzate ma che in realta’ non lo erano, e quindi si viaggiava con temperature vicine a quelle di un forno.

Carrozze nelle quali filtrava la pioggia dal tetto, oppure altre sporchissime tanto che alcuni posti rimanevano vuoti perche’ nessuno osava sedersi su sedili laceri e lerci.
Ritardi puntuali, ogni giorno, sia la mattina che la sera, tanto da farmi perdere un paio di volte a settimana la coincidenza alla stazione di Bergamo.
Informazioni sui ritardi e sulle cancellazioni che o arrivavano tardi, quando si aspettava oramai da diversi minuti il treno che non arrivava mai, o non arrivavano del tutto, con la gente inviperita che se la prendeva col personale delle ferrovie presente in stazione.

Le carrozze sempre piene all’inverosimile tanto che sembrava di stare su un treno che trasportava bestiame, non studenti e pendolari.
Per regolamento non si potrebbe sostare negli spazi tra una carrozza e l’altra, ma nella realta’ pure quelli erano pieni di gente che sostava in piedi pur di non perdere il treno, ed altra che sconsolata se ne restava a terra non trovando spazio per salire.
Situazioni davvero incredibili se si pensa che si sta parlando della Lombardia, di Bergamo, quindi di una delle citta’ piu’ moderne e tecnologicamente avanzate di tutta Europa e non di una nazione del sudest asiatico o dell’Africa nera (con tutto il rispetto per quei paesi ed i loro servizi ferroviari).

Una situazione problematica che va avanti oramai da diversi anni e che ha visto diverse iniziative succedersi con l’obiettivo di migliorare questo servizio.
Da una parte le ferrovie con le loro problematiche, dall’altra i cittadini che usufruiscono del servizio e che puntualmente riportano casi come quelli citati qui sopra.

Purtroppo le tante promesse fatte all’utenza non hanno portato a significative migliorie.
Qualcosa e’ cambiato, ma tanto resta ancora da fare.

L’importante e’ non spegnere la luce e lasciar cadere nel dimenticatoio questo problema, poiche’ il volume di persone impattate e’ troppo significativo per essere sminuito o liquidato con qualche iniziativa di facciata.

Urgono investimenti importanti per migliorare sia i treni che il servizio: puntualita’, comodita’, pulizia.
O pensate davvero che cambiera’ poco o nulla?

(foto da www.h0model.org)

 

Finalmente anche a Bergamo e’ arrivato il tram, e che tram!

dasito_trambergam.jpgCon una 3 giorni di viaggi gratuiti (24-25-26 aprile) e’ partita una nuova avventura per la mobilita’ in Bergamo e provincia: l’avvio del tram cittadino che collega Bergamo e la bassa Valle Seriana, per ora fino al capolinea di Pradalunga.

Un progetto nato anni fa, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la viabilita’ della valle Seriana nei 2 sensi, in entrata ed in uscita da Bergamo.
Il tram a dire il vero gia’ esisteva in passato ma, come spesso accade alle opere utili, fu vittima di una scelta alquanto infelice di rimuoverlo nei lontani anni ’60 del secolo scorso.

Gli anni del boom economico hanno visto centinaia, migliaia di camion fare su e giu’ per la valle in direzione delle tante aziende manifatturiere per consegnare e/o ritirare merce, rendendo il traffico impossibile ed inquinando irreparabilmente la valle.

Oggi finalmente a distanza di tanti anni si potra’ limitare, anche se soltanto con il traffico pendolare, la necessita’ di usare bus o auto propria per recarsi in quel di Bergamo, tra l’altro con un netto miglioramento di quelle che sono le tempistiche ed i costi legati al parcheggio in citta’.

Le fermate dislocate sul percorso sono infatti diverse: per ora sono attive nel tratto che va dal Piazzale Marconi a Bergamo fino ad Albino, con un’attesa per il viaggiatore tutto sommato accettabile come si evince dando un’occhiata alle tabelle orarie visibili sul sito ufficiale http://www.teb.bergamo.it/user/Homepage.aspx

I viaggi nei primi 3 giorni inaugurali sono stati un successo sia di pubblico che di critica: i viaggiatori intervistati hanno espresso un parere favorevole sul servizio, sulla qualita’ dei mezzi, sugli orari, sulla dislocazione delle fermate lungo il percorso.
Qualche inconveniente purtroppo si e’ gia’ verificato (calo di tensione con conseguente sospensione del servizio per qualche minuto) ma ci puo’ stare.

Credo invece che i problemi usciranno un poco alla volta quando il servizio avra’ preso piede e vedra’ un numero consistente di viaggiatori usufruire del tram della valle.
Ad ogni modo, questo e’ un servizio che dobbiamo accogliere con un grosso plauso a tutti coloro i quali si son prodigati per renderlo realta’.

Come in tantissime citta’ italiane, anche la nostra Bergamo presenta diverse criticita’ di viabilita’, soprattutto in direzioni delle 2 valli principali, quella seriana e quella brembana.
La presenza di un mezzo pubblico come il tram che le colleghi alla citta’ non puo’ che migliorare la qualita’ di vita di migliaia di pendolari e studenti che giornalmente affrontano il viaggio verso il centro citta’.

La comodita’ di poter lasciare a casa la propria automobile e di potersi rilassare su un mezzo pubblico e’ impagabile soprattutto se questo servizio e’ comodo, puntuale, e non presenta le tante problematiche che ad esempio riscontrano giornalmente i pendolari che utilizzano i treni delle Ferrovie.

(foto da http://www.teb.bergamo.it/user/Homepage.aspx)

Presentazione

presentazione bergamo.jpgBergamasco amante di Bergamo e di tutto cio’ che la riguarda, innamorato in particolare della bellissima Citta’ Alta, appassionato al mondo internet per lavoro e per diletto.

Amo Bergamo e la sua provincia perche’ eccetto il mare abbiamo davvero tutto: splendide colline, bellissime montagne, un lago, la pianura, tanti buonissimi vini e delle ottime specialita’ culinarie, e ci metto pure la gente di Bergamo perche’ se apparentemente sembra chiusa in realta e’ sempre pronta a mettersi in prima fila per aiutare chi ha bisogno.

Mi auguro che i post dedicati a Bergamo riescano a mettere in mostra tutto cio’ ed a generare tanta curiosita’ e partecipazione da parte di tutti voi lettori, con l’obiettivo comune di creare una comunita’ virtuale frizzante e partecipe, pronta a condividere le proprie impressioni sul nostro bellissimo territorio.

 

(nella foto le cascate del Serio)